Tutta un’altra scuola? Il Liceo Siciliani debutta nella nuova sede tra aule roventi, navette col contagocce e la speranza di una vera svolta

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di Claudio Maria Ciacci

Un caloroso in bocca al lupo a tutti gli studenti di Catanzaro e provincia, di ogni ordine e grado, per l’inizio di questo nuovo anno scolastico. Un saluto e un augurio del tutto speciali e carichi di affetto vanno però ai ragazzi che frequentano il Liceo Scientifico “Luigi Siciliani” di Catanzaro, un luogo che custodisco nel mio vissuto non in modo positivo in quanto ex studente di quella scuola.
Un caloroso in bocca al lupo a tutti gli studenti del Liceo Scientifico “Luigi Siciliani” per questo nuovo anno scolastico che prende finalmente il via nella tanto attesa nuova sede.
Da ex studente di quel liceo e conservando purtroppo il ricordo di anni segnati dalle enormi difficoltà vissute nella vecchia struttura di Palazzo Petrucci, dove voi ragazzi avete penato soprattutto a causa dell’impossibilità di socializzare e di vivere appieno la dimensione comunitaria della scuola, l’augurio più grande è che questo modernissimo edificio vi restituisca tutto ciò che vi è stato negato in passato. La scuola deve essere il luogo dell’incontro, della crescita collettiva e del confronto aperto, non uno spazio angusto che divide.
A proposito di partecipazione e democrazia studentesca, l’auspicio per i prossimi mesi è che le elezioni della nuova Consulta si svolgano finalmente con il massimo della trasparenza e della democraticità, garantendo la partecipazione attiva di tutti gli studenti e offrendo a tutti la possibilità di confrontarsi sulle tematiche insieme, in modo unito. Questo deve esserci assolutamente, e non come avveniva nella vecchia struttura e nel periodo da me vissuto all’interno di quella scuola, dove il confronto era ridotto a blocchi divisi e separati.
Non mancano, tuttavia, le note dolenti che accompagnano questa riapertura. L’anticipo del calendario scolastico voluto dal collegio dei docenti e dal consiglio di istituto appare non solo poco produttivo, se non per rubare un giorno in più agli studenti, ma sembra quasi un modo per mettersi in mostra, fine a sé stesso. A questo si aggiunge la preoccupazione legata alle temperature di questi giorni: la speranza concreta è che le aule siano regolarmente attrezzate per fronteggiare la calura esattamente come lo sono, c’è da scommetterci, gli uffici della dirigenza scolastica.
Il quadro delle criticità si completa con un nodo cruciale e irrisolto: la mobilità e i trasporti. A fronte del recente annuncio di una navetta sperimentale da parte di AMC, con la messa a disposizione di un pacchetto ridotto di appena 4 corse, la risposta istituzionale appare del tutto inadeguata rispetto alle reali necessità di una grande utenza scolastica. I collegamenti sono drammaticamente insufficienti e richiedono invece una presenza costante e cadenzata nell’arco dell’intera giornata. Il nuovo plesso sorge in un’area non facilmente raggiungibile e l’eventualità di recarsi a piedi a scuola non è solo un’utopia, ma rappresenta un pericolo reale per l’incolumità dei ragazzi.
A pesare in modo ancora più inaccettabile è il fattore tempo e programmazione: sia la dirigenza del Liceo Siciliani che il Sindaco hanno avuto a dir poco due anni interi di tempo per organizzare al meglio il trasferimento e predisporre un piano di trasporti serio, efficiente e strutturato, capace di garantire la mobilità degli studenti e delle loro famiglie senza arrivare impreparati al suono della prima campanella.
A ciò si intreccia la condizione drammatica degli studenti pendolari: un aspetto che non può essere liquidato con superficialità. Per chi arriva ogni giorno dai comuni della provincia, gli orari delle navette e dei trasporti urbani devono tassativamente coincidere e incastrarsi alla perfezione con le partenze dei bus extraurbani per il rientro nei paesi d’origine. Mancare questo coordinamento significa condannare i ragazzi pendolari a ore di attesa o a disagi intollerabili. Su questo fronte, l’amministrazione comunale, l’azienda di trasporto e la dirigenza scolastica hanno dimostrato fin qui una preoccupante disattenzione verso le esigenze concrete dei ragazzi e delle famiglie.
Questo messaggio arriva da chi ha speso anni in prima linea nell’attività di politica studentesca, conoscendo dall’interno le battaglie, i disagi e le speranze di chi vive la scuola ogni giorno. L’augurio sincero è che questo nuovo inizio, nonostante le pecche organizzative e logistiche, segni una vera svolta e porti con sé cambiamenti profondi, seri e positivi per tutta la comunità studentesca. Buon anno scolastico!