Terremoto nel centrodestra calabrese: Giannetta rompe con Forza Italia, Cannizzaro e Occhiuto fanno muro. Sui social esplode la contestazione contro l’ex capogruppo in consiglio Regionale accusato di tradimento da voltagabbana
Ago 24, 2026 - redazione
Terremoto nel centrodestra calabrese: Giannetta rompe con Forza Italia, Cannizzaro e Occhiuto fanno muro. Sui social esplode la contestazione contro l’ex capogruppo in consiglio Regionale accusato di tradimento da voltagabbana
Forza Italia in Calabria, il nodo Giannetta e gli equilibri in vista delle politiche
La scelta di Giannetta di candidarsi con un’area politica alternativa al centrodestra tradizionale sta provocando reazioni e apre una partita destinata ad avere ripercussioni sugli equilibri politici calabresi, anche in vista delle prossime elezioni politiche.
Il punto di partenza è la forza che Forza Italia ha costruito negli ultimi anni sul territorio. Il partito di Berlusconi, oggi guidato in Calabria da un’organizzazione particolarmente radicata, avrebbe saputo coniugare due modelli politici: da una parte l’organizzazione capillare tipica della Prima Repubblica, con una presenza diffusa nei territori e una rete di sedi e dirigenti locali; dall’altra, la capacità comunicativa e l’utilizzo dei social propri della Seconda Repubblica.
Un modello che, avrebbe contribuito a fare di Forza Italia il principale partito del centrodestra calabrese, e della politica complessiva. Forza Italia, forte di risultati elettorali significativi e di una struttura territoriale rimasta sostanzialmente intatta, rimane il partito guida nella nostra Regione.
L’alleanza tra Francesco Cannizzaro e Roberto Occhiuto, che ha consentito al partito di consolidare la propria presenza tra Reggio Calabria e Cosenza, raggiungendo risultati difficilmente replicabili in altre regioni italiane.
Proprio questa forza avrebbe finito per restringere gli spazi politici di Giannetta, la cui attività si è sviluppata soprattutto nella provincia di Reggio Calabria, territorio nel quale Cannizzaro ha costruito negli anni una leadership molto forte, sostenuta da risultati elettorali e da una presenza politica capillare.
I numeri, del resto, rappresentano uno degli elementi centrali della partita. La vittoria di Cannizzaro alle elezioni comunali di Reggio Calabria, così come la sua elezione alla Camera e i successivi risultati ottenuti alle elezioni politiche ed europee, hanno consolidato il suo peso all’interno del partito. A questi risultati si aggiungono l’elezione alla Camera dei deputati di Giovanni Aruzzolo e al Parlamento europeo di Giusy Princi, oltre alla capacità di portare Salvatore Cirillo – figura inizialmente poco conosciuta al grande pubblico – alla presidenza del Consiglio regionale con un risultato elettorale di quasi 20 mila voti.
È in questo contesto che va letta la decisione di Giannetta di lasciare Forza Italia, d’altronde Giannetta, soffriva da molto tempo, l’organizzazione partitica di Forza Italia ed aveva avviato un organizzazione alternativa ( vedi Gioia Tauro e Taurianova). Va precisato che il modello Giannetta non sembra essere stata condivisa da una parte significativa dell’elettorato e del mondo politico vicino a Forza Italia. Le reazioni sui social, viene sottolineato, hanno evidenziato sentimenti di delusione e, in alcuni casi, di vero e proprio tradimento.
La scelta assume inoltre un significato politico più ampio alla luce del nuovo posizionamento di Giannetta. Dopo un percorso che lo aveva visto prima nell’area socialista e successivamente in Forza Italia, oggi il suo avvicinamento al movimento legato a Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale rappresenta un cambiamento radicale di collocazione politica.
La candidatura alla Camera viene considerata non necessariamente destinata al successo, ma potrebbe rappresentare soprattutto un investimento politico in vista delle prossime elezioni politiche, attraverso un’eventuale candidatura in un collegio o nelle liste proporzionali.
È proprio questo, probabilmente, il nodo principale della vicenda: le prossime elezioni potrebbero diventare il terreno sul quale si ridefiniranno alleanze, candidature e rapporti di forza all’interno del centrodestra calabrese. E da quelle consultazioni dipenderanno anche gli equilibri del futuro governo nazionale.
Nel frattempo, la scelta di Giannetta sembra aver prodotto una conseguenza politica precisa. Occhiuto e Cannizzaro, con la decisione di escluderlo dalla maggioranza, hanno compiuto una scelta di campo, prendendo le distanze dall’area di Vannacci e indicando chiaramente che, almeno allo stato attuale, quella componente non sembra destinata a entrare nella coalizione di centrodestra.
Molte questioni restano tuttavia aperte e saranno probabilmente chiarite nei prossimi mesi, soprattutto all’interno della stessa coalizione.
Una cosa, però, appare chiara: in Calabria, Forza Italia continua a rivendicare il ruolo di partito guida del centrodestra. I risultati elettorali e una struttura territoriale considerata ancora solida rappresentano, per il partito, il principale argomento per mantenere questo ruolo anche nella prossima fase politica, creando le condizioni per la costruzione del grande centro politico dei cattolici e Riformista, laico e liberale che coinvolge pezzi importanti del centrosinistra esclusi dalla linea M5S.



