Teatro in vernacolo conquista la piazza: il “Giangurgolo” trionfa con “Ognunu ndavi u soi…”
Mag 07, 2026 - redazione
Un debutto da tutto esaurito per il Gruppo Teatrale Gioiese, accolto da applausi scroscianti in una serata che ha unito tradizione, lingua e senso di comunità
Nessuno si è alzato prima del sipario finale. Neanche il freddo pungente della serata ha convinto il pubblico di Gioia Tauro ad abbandonare la piazza. E questa, più di ogni statistica, è la misura autentica di una serata riuscita.
Venerdì 1° maggio 2026, su invito congiunto di Don Natale Ioculano — parroco della Chiesa di San Francesco di Paola — e del presidente del comitato feste Francesco Oppedisano, il Gruppo Teatrale Gioiese “Giangurgolo” ha portato in scena Ognunu ndavi u soi…, testo di Calogero Maurici adattato e diretto da Carmen Orso e dall’aiuto regista Daniela Tilotta. Una commedia in vernacolo gioiese che, fin dalle prime battute, ha conquistato la platea con la sua genuinità e il suo ritmo sapiente.
La regia di Carmen Orso ha saputo valorizzare l’anima più vera dello spettacolo: il dialetto locale, lingua viva e colorata, capace di strappare risate genuine anche alle orecchie meno avvezze e di conquistare applausi persino dai più restii. Una scelta artistica coraggiosa e riuscita, che conferma come il vernacolo — lungi dall’essere un limite — sia uno strumento espressivo di straordinaria potenza evocativa.
Un cast di amatori tutt’altro che dilettanti
Sul palco, Pino Cagliuso, Nella De Vivo, Antonio Calarco, Caterina Punturiero, Luigi Dal Torrione, Nino Ristagno, Franca Staltari e Michele Bova hanno condotto il pubblico attraverso colpi di scena e battute con naturalezza, competenza e una professionalità che ha sorpreso piacevolmente. Attori amatoriali solo per definizione: in scena, hanno dimostrato una presenza e una padronanza del palco degne di ben altro palcoscenico.
Da segnalare in particolare il debutto di Ilaria Mammoliti, che ha tenuto il palco con una disinvoltura e una sicurezza sorprendenti per una prima volta. Un esordio che lascia presagire un futuro da protagonista.
Trent’anni di teatro, una comunità intera
Gli applausi scroscianti a fine spettacolo hanno parlato chiaro: la comunità gioiese riconosce e premia chi porta avanti con passione una tradizione che il “Giangurgolo” coltiva da oltre trent’anni. Un legame profondo, quello tra la compagnia e il suo pubblico, che si rinnova ogni volta che si va in scena come se fosse la prima.
A chiudere la serata sono state le parole di Don Natale Ioculano che, pur avendo ammesso una certa apprensione nell’affiancare un’attività teatrale a una festività religiosa, non ha potuto che riconoscere il successo dell’iniziativa. “È andato tutto bene”, ha detto rivolgendosi alla compagnia e ai numerosi cittadini riuniti per celebrare San Francesco di Paola, “lo dimostra la bravura degli attori, che hanno tenuto incollato alle sedie un pubblico numerosissimo”. Una festa dentro la festa: il teatro ha reso ancora più vivo il senso di comunità.
Il freddo si è dimenticato in fretta. Il sorriso, no.
Il Gruppo Teatrale Gioiese “Giangurgolo” ringrazia affettuosamente Don Natale Ioculano, il Comitato organizzatore nella persona di Francesco Oppedisano e il numeroso pubblico presente, per aver reso possibile una bellissima serata di divertimento, risate e applausi.




