Taurianova, Giannetta, Vannacci, lascia che canti il Gallo e tu… Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo?

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In principio era Romeo, Romeo era presso Giannetta e Crinò, e Romeo era Giannetta e Crinò. Egli era in principio presso Giannetta e Crinò: Tutto è stato fatto per mezzo di loro e senza di loro niente è stato fatto di tutti i Gallo, Di(J)Giorgio e Bellantonio (che di nome fa Francesco) che esistono.

Quel che accadde nessuno potrà mai saperlo in mezzo al mare finché la “Barca” va, e da lì, tra la raccolta firme di un’apocalisse e giocando a Morra, i conti non sono tornati e la “Barca” affondò!

E durante quel brutto naufragar amaro in questo mare ecco che arriva un generale che tende la mano, non prima di essersi assicurato che il colore della pelle non fosse troppo scura. È così che Mimmo Giannetta con un colpo di teatro annuncia la sua candidatura nel feudo del plenipotenziario Francesco Cannizzaro (attuale sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria), per le suppletive alla Camera, attratto dalle sirene vannacciane che ad Ulisse non riuscirono ad ammaliare, ma Mimmo sì, Giannetta e non Romeo perché quest’ultimo ammaliò egli stesso le sirene con un “voglio dire” che gli fece eco in tutta la Magna Grecia!

E da qui inizia il ballo a Taurianova, uno di quei balli che per poter saltare occorre togliersi i sassolini dentro le scarpe perché quando perdi per una manciata di voti come candidato di Forza Italia, mentre il capogruppo azzurro e un altro consigliere regionale (Crinò), tirano la volata al tuo avversario che di Forza Italia si è palesato giù di lì e perdi pure, il bruciore è direttamente proporzionale ad una cocente sconfitta alla brace, ahi ahi ahi…

Ma dopo le elezioni e il naufragio della “Barca”, tutti lasciarono la stiva, anche se in molti fecero finta di salire…tranne due (con una terza “a gettone”).

E Giannetta esclamò, “Al mio passaggio con Vannacci, scatenate l’inferno”. Oltre agli epiteti di “traditore” e l’espulsione di Occhiuto, ma che lo stesso Giannetta “resiste” ribadendo che “non si sposta dall’opposizione”, quindi Vannacci e Occhiuto, pane e companatico con un bicchier di vino (ma attenzione a quello che c’è dentro).

A Taurianova la prima sassata è dell’ex sindaco non riconfermato anche per colpa di Giannetta, Roy Biasi che con la sua camicia bianca attacca, dalla “parabola del tradimento”, fino a “uomo che pensava di fare il burattinaio chiude la sua corsa da comparsa isolata, privo di alleati, di coerenza e di qualsiasi dignità politica. L’uscita di scena di Domenico Giannetta non è l’atto coraggioso di un dissidente, ma il tramonto politico di chi ha rivestito incarichi istituzionali immeritatamente”. Ma non si fa attendere la replica di quel “giannettiano” rimasto in piedi, Highlander Gallo che insieme a Di(J)Giorgio e Bellantonio (che di nome fa Francesco), lasciarono la maggioranza di Biasi per poi unirsi alla famosa scuola di pensiero del “voglio dire”, vincendo anche le elezioni comunali. Highlander Gallo in uno suo “canto” social attacca lo “smemorato” australiano, “noto per il suo girovagare politico. È partito da Forza Italia, ha avuto un breve flirt con Fratelli d’Italia (trovando le porte chiuse dai vertici regionali) ed è approdato alla Lega. All’epoca dichiarò alla stampa che Forza Italia non rappresentava più i suoi valori. Eppure, appena tornato da Pontida, l’ex sindaco Biasi è rientrato proprio in Forza Italia”. E non solo, Highlander Gallo “canta” due volte e… “L’ex sindaco Biasi ha accolto nella sua maggioranza un consigliere comunale di minoranza, eletto in un’altra coalizione. Non ricordo alcuna nota stampa di Biasi che definisse “trasformista” quel consigliere, nonostante avesse tradito i propri elettori saltando il fosso”.

La diaspora di Giannetta tra le braccia di Vannacci non è passata inosservata nemmeno a Taurianova anzi, è stato un pretesto per alimentare domande, porsi degli interrogativi e soprattutto chiedersi, “ma ci saranno ripercussioni nella maggioranza di Romeo?”. Romeo ha una maggioranza solida, quanto importi di Giannetta e sul suo percorso politico, visti i (non) benefici per Taurianova, credo che importi pochissimo. Dei tre “giannettiani” ne è rimasto uno, ma già da prima delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Metropolitano. Giannetta può contare sul fedelissimo Mino Gallo e Raffaele Timpano, e non crediamo che loro si faranno ammaliare dalla sirena di colui che pronuncia queste parole, “Cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione! La normalità è l’eterosessualità. Se a voi tutto sembra normale, invece, è colpa delle trame della lobby gay internazionale che ha vietato termini che fino a pochi anni fa erano nei nostri dizionari: pederasta, invertito, frocio, ricchione, buliccio, femminiello, bardassa, checca, omofilo, uranista, culattone che sono ormai termini da tribunale” e tante altre frasi…e, al peggio non c’è mai fine!