Fons Nova, la sorgente delle meraviglie

banner bcc calabria

banner bcc calabria

La società di Taurianova si trova adesso al centro di un impianto accusatorio. Il prossimo 9 ottobre i soci dovranno comparire davanti al Gup di Palmi con l’accusa di “truffa ai fondi comunitari”

Fons Nova, la sorgente delle meraviglie

La società di Taurianova si trova adesso al centro di un impianto accusatorio. Il prossimo 9 ottobre i soci dovranno comparire davanti al Gup di Palmi con l’accusa di “truffa ai fondi comunitari”

 

 

La tanto bramata “Fiat di Taurianova”, si trova adesso al centro di un impianto accusatorio che rischia di aprire ferite del passato, sia in seno ai vecchi amministratori, che solo per ora hanno delle grosse responsabilità morali (che molte volte, come in questo caso, sono maggiori di quelli amministrativi), che, peggio, per i soci della società Fons Nova Vita Felix Spa. Questi ultimi, dovranno presentarsi il 9 ottobre prossimo davanti al Gup di Palmi per l’ipotesi di reato, “truffa ai fondi comunitari”. E da lì si deciderà se archiviare o rinviare a giudizio, l’assetto societario che secondo la Procura di Palmi ha truffato tanti soldi pubblici, sottratti allo stato per poi lasciare dietro di loro un deserto con all’interno una cattedrale. Quella che doveva servire ad imbottigliare l’acqua minerale, che fuoriusciva da un pozzo, sì proprio così, da un pozzo. Poi commercializzata con la dicitura, “Acqua minerale Gianlorenzo”. Nella prima udienza compariranno “Massimo Toscano, Antonio, Salvatore e Vincenzo Gatto, Filippo Zito, Concetta Mercuri, Carmela Coccoli, Giulia Virdia, Edmondo Crupi, Dante Alfieri. Accusati, secondo quanto c’è scritto nel decreto di fissazione dell’udienza, “di aver compiuto atti, ad indurre in errore l’Ente pubblico erogatore”, così consentendo alla Fons Nova Vita Felix di accedere al contributo pari a 2 milioni e 700 mila euro, erogato attraverso la L. 488/1992. Ma solo circa la metà entrò nelle casse della società, solo perché, come spiega la Procura, il resto non gli fu concesso in quanto fu revocato il finanziamento. Nei fatti quello che la Procura sostiene è che con una serie di raggiri e false fatturazioni tutto l’assetto societario “in pieno accordo”, facevano lievitare il prezzo dei soldi (pubblici) spesi a circa “3 milioni e 450 mila euro, a fronte di una spesa reale di soli 1.740.000 euro, con una differenza di 1.710.000 euro”. “Veniva per tanto simulata attraverso la fittizie interposizione di soggetto economico estero, la Berrindale ltd, una triangolazione commerciale, avente il solo fine di far aumentare, in modo non corrispondente al vero, il valore del suddetto impianto di imbottigliamento”. Questa la pesante accusa degli inquirenti, tant’è che la stessa Procura ha anche trasmesso gli atti alla procura regionale della Corte dei Conti per danno erariale. La storia della Fons Nova risale nell’anno 2000, l’Amministrazione è guidata da Rocco Biasi, attuale numero uno del PdL provinciale, era la prima amministrazione guidata dal giovane sindaco, che succedette a Emilio Argiroffi alla guida del paese, quello che secondo Biasi, “a Taurianova aveva lasciato solo poesie”. Ed ora invece, Taurianova porta in eredità (purtroppo) non solo le poesie di Argiroffi, ma uno sperpero di denaro pubblico, uscito dalle casse comunali pari a 1.057.985,41 euro. Denaro sottratto ai cittadini, per investirli illegittimamente (come molte volte ha evidenziato la magistratura contabile), in un’operazione fallimentare che ancora oggi, c’è una città che paga fortemente le conseguenze. Ad occhio e croce e facendo due conti, mancano all’appello oltre due milioni di euro che non si sa che fine hanno fatto. Tale somma è sicura nell’erogazione del Comune, sommata a quella presunta se qualora l’impianto accusatorio della Procura dovesse trovare delle conferme. Che fine hanno fatto questi soldi? Della Fons Nova Vita Felix se ne occupò appena insediata il prefetto Luisa Latella, ai tempi commissario perché Biasi fu dichiarato decaduto per la questione del terzo mandato, ed è grazie a lei ed ai suoi atti di indirizzo che si inizia una vera e propria “attenzione”, da parte della magistratura contabile prima, e della procura adesso anche se in questo caso, è avulsa da responsabilità penali. È stata un’operazione nata illegittima e chi l’ha votato, lo speriamo vivamente, non sapesse quando l’avevano votata. Anche perché in quella Amministrazione faceva parte anche una parlamentare come Angela Napoli, e c’erano suoi assessori, tra cui uno ricopriva la delega al bilancio ed alla programmazione finanziaria. Questo solo per dire che nessuno deve tirarsi fuori da evidenti responsabilità morali. La Fons nova è stata inserita anche nella relazione della commissione di accesso che poi portò lo scioglimento per infiltrazione mafiosa nel 2009 con sindaco Domenico Romeo. Accusato questi di non aver fatto nulla per rientrare in possesso delle quote investite illegittimamente dall’Ente comunale. Anzi, fu accusato di “continuità amministrativa” con la precedente amministrazione. Intanto si spera che la Giustizia faccia il proprio corso con serenità e senso di legalità, se ci sono colpevoli è giusto che paghino, ma se ci sono innocenti a loro vanno chieste le dovute scuse.