Stanganelli: “Addio a Sergio Carrozza, il suo amore per Sabina ci richiama alla responsabilità del “Dopo di noi”. Sanità Attiva continuerà a vigilare”

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«Il modo più autentico per onorare la sua memoria è fare in modo che Sabina non venga lasciata sola»
La scomparsa di Sergio Carrozza lascia un vuoto profondo e suscita un sentimento di sincero cordoglio. Alla sua famiglia, ai suoi affetti e a quanti gli sono stati vicini va la mia più sentita vicinanza. Un pensiero particolare desidero rivolgerlo a Sabina, sua compagna di vita, alla quale Sergio ha dedicato amore, energie e ogni possibile risorsa, affrontando con straordinaria dignità il peso di una doppia, durissima battaglia contro la malattia. La sua storia personale restituisce il volto di tante famiglie che, accanto alla sofferenza, devono sostenere quotidianamente il peso dell’assistenza, spesso facendo affidamento quasi esclusivamente sulle proprie forze. Sergio, anche mentre combatteva contro una grave patologia oncologica, non ha mai smesso di preoccuparsi di Sabina, affetta da SLA. La domanda che lo tormentava, come emerso dalle testimonianze pubblicate in questi mesi, era soprattutto una: chi si sarebbe preso cura di lei qualora lui non fosse più riuscito a farlo? Come già Garante della Salute della Regione Calabria, ho seguito con attenzione e partecipazione la vicenda di Sergio e Sabina, raccogliendo il senso di urgenza dei loro appelli e sostenendo la necessità di risposte concrete da parte delle istituzioni competenti. Il caso ha rappresentato un richiamo forte alla necessità di garantire alle persone più fragili non soltanto il riconoscimento formale dei propri diritti, ma un’assistenza effettiva, continuativa e adeguata alle reali necessità. La loro storia, portata all’attenzione pubblica anche attraverso gli organi di informazione, ha acceso i riflettori sulle difficoltà di accesso ai sostegni per la non autosufficienza e sulle condizioni estreme in cui può trovarsi un caregiver familiare quando è chiamato a prestare assistenza mentre affronta, a sua volta, una grave malattia. Oggi, con la scomparsa di Sergio, quella domanda diventa ancora più urgente e non può più essere rinviata: che cosa accade a una persona gravemente disabile quando viene meno il familiare che se ne prende cura? È questo il significato più concreto del tema del Dopo di noi: non una formula burocratica, né una questione da affrontare soltanto quando si verifica un’emergenza, ma una responsabilità pubblica che impone di programmare per tempo percorsi di assistenza, protezione e inclusione, assicurando alle persone con disabilità grave la continuità delle cure e una vita dignitosa anche quando vengono meno i riferimenti familiari. La condizione di Sabina richiede adesso un’attenzione immediata e coordinata. Rivolgo pertanto un appello alle istituzioni competenti, a partire dal Comune di Taurianova, dai servizi sociali e sanitari territoriali e dall’Azienda sanitaria provinciale, affinché venga garantita senza interruzioni tutta l’assistenza necessaria, attraverso una presa in carico tempestiva e una chiara assunzione di responsabilità. È indispensabile che le istituzioni dialoghino tra loro e che nessuna esigenza assistenziale resti intrappolata nei passaggi burocratici o nelle competenze frammentate. Come presidente di Sanità Attiva, ritengo che questa vicenda debba rappresentare un impegno per tutti noi. L’associazione continuerà a mantenere alta l’attenzione sul tema della non autosufficienza, sul sostegno ai caregiver, sull’effettiva attuazione delle misure di assistenza e sul Dopo di noi, affinché le criticità vissute da Sergio e Sabina non vengano dimenticate e diventino occasione per sollecitare interventi concreti. La memoria di Sergio non può esaurirsi nella commozione di queste ore. Il suo amore, la sua dedizione e la sua lotta devono lasciare un segno nelle coscienze e tradursi in un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. A Sergio va il nostro saluto riconoscente. A Sabina va il nostro abbraccio e, soprattutto, la promessa di non distogliere lo sguardo. Perché nessuno dovrebbe essere lasciato solo proprio quando avrebbe più bisogno di tutti.