Spazzamento a Tropea. Sindaco Macrì, “Muraca chiude nel peggiore dei modi. La città non può pagare le conseguenze della sua inaffidabilità”
Set 30, 2026 - redazione
Tutti gli addetti assenti, il Comune interviene con i propri operai. Il sindaco denuncia le carenze organizzative e i ritardi nel pagamento degli stipendi: «Noi versiamo puntualmente il canone, anche in anticipo. Pretendiamo altrettanta serietà».
TROPEA, 30 settembre 2026 – Tutti gli operai della ditta Muraca addetti allo spazzamento assenti dal lavoro nella stessa giornata, con motivazioni riconducibili a malattia o esigenze personali. Il servizio resta scoperto e il Comune deve intervenire con il proprio personale, sottraendolo ad altre attività, per assicurare la pulizia della città.
È quanto accaduto oggi a Tropea, in una fase in cui la destinazione continua a registrare il tutto esaurito e nella quale il decoro urbano rappresenta un impegno quotidiano verso residenti, visitatori e operatori economici.
Un episodio gravissimo – dichiara il sindaco Giovanni Macrì – che si aggiunge alle assenze già registrate nei giorni scorsi e alle difficoltà patite durante il mese di agosto, quando l’impresa aveva parzialmente rimediato ricorrendo a personale proveniente da altri cantieri. Oggi, invece, l’assenza contemporanea di tutti gli addetti ha reso necessario un intervento diretto del Comune. Il Comune paga – aggiunge – l’impresa garantisca il servizio.
Al centro della denuncia del sindaco vi sono anche i gravi ritardi nel pagamento delle retribuzioni ai dipendenti.
La Muraca paga i lavoratori con ritardi gravissimi e intollerabili, mentre il Comune di Tropea versa puntualmente il canone dovuto, addirittura in anticipo. È una situazione inaccettabile: l’Amministrazione adempie ai propri obblighi, ma la città continua a subire le conseguenze delle carenze dell’impresa.
Il rispetto dei lavoratori e la continuità del servizio sono responsabilità che ricadono sull’affidatario. Qualunque sia la motivazione delle singole assenze, spetta alla ditta organizzare le sostituzioni e assicurare lo svolgimento delle prestazioni.
Non entro nel merito delle condizioni personali o sanitarie dei dipendenti. Il punto – continua il Primo Cittadino – è che un servizio essenziale non può restare scoperto e che le difficoltà interne dell’azienda non possono essere scaricate sulla comunità. Pagare regolarmente gli stipendi e predisporre un’organizzazione adeguata sono doveri fondamentali di chi assume un appalto pubblico. Una conclusione che conferma tutte le criticità dell’estate.
La Muraca si avvia a concludere il proprio rapporto con il Comune di Tropea dopo aver perso la gara per l’affidamento del servizio. Per il sindaco, proprio questa fase richiederebbe serietà e pieno rispetto degli impegni fino all’ultimo giorno.
La ditta sta chiudendo la propria esperienza a Tropea nel peggiore dei modi. Le carenze che abbiamo sopportato per tutta l’estate – prosegue Macrì – continuano ancora oggi e restituiscono l’immagine di una gestione mediocre e inaffidabile, incapace di garantire quella continuità che la città ha diritto di pretendere.
Il primo cittadino ringrazia gli operai comunali che hanno consentito di fronteggiare l’emergenza.
Grazie alla loro disponibilità siamo riusciti a intervenire, ma questo ha comportato il rinvio di altri compiti. Ogni volta che il Comune deve supplire alle mancanze dell’appaltatore, il danno si estende ad altre attività e ricade sui cittadini.
Tropea costruisce – conclude Macrì – ogni giorno la propria reputazione attraverso il lavoro, la cura e l’accoglienza. Non possiamo consentire che questo patrimonio venga compromesso da chi riceve regolarmente il corrispettivo di un servizio e poi non lo assicura. Fino all’ultimo giorno di affidamento, la Muraca deve assumersi integralmente le proprie responsabilità.



