Siclari (FI): “Il Ministero smentisce l’Amministrazione. Tra crisi politica e gestione approssimativa, il Comune è stato esposto a rischi giuridici, finanziari e contabili senza precedenti”

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Siclari (FI): “Il Ministero smentisce l’Amministrazione. Tra crisi politica e gestione approssimativa, il Comune è stato esposto a rischi giuridici, finanziari e contabili senza precedenti”

Villa San Giovanni – Il parere del Ministero dell’Interno, trasmesso tramite la Prefettura, chiarisce in modo netto e inequivocabile che i sistemi di rilevazione targhe e videosorveglianza possono essere utilizzati esclusivamente come strumenti di ausilio all’attività di polizia stradale, sotto il diretto controllo dell’operatore, e non per l’accertamento automatico o massivo delle violazioni del Codice della Strada.
Non si tratta di interpretazioni politiche, ma di un indirizzo ministeriale consolidato, già applicato in casi analoghi come “Targa System”, che avverte espressamente i Comuni del rischio certo di ricorsi, annullamenti dei verbali e condanne alle spese in caso di utilizzo improprio delle apparecchiature.
Nel documento ministeriale si invita inoltre a non utilizzare dispositivi non omologati o impiegati oltre le funzioni consentite, a non caricare gli uffici prefettizi di contenziosi dall’esito scontato e a verificare con particolare attenzione il corretto trattamento dei dati personali, richiamando le competenze del Garante per la protezione dei dati personali.
Tali avvertimenti sono stati ignorati mentre la maggioranza che governa Villa San Giovanni era attraversata da una crisi politica profonda, certificata dagli organi di stampa e culminata nel cambio del vicesindaco e nelle successive dimissioni dell’assessore Ada Pavone, che ha parlato apertamente di incoerenze e perdita di fiducia politica.
Nel frattempo, il Comune ha attivato il sistema Cerbero senza DPIA preventiva, in violazione dell’articolo 35 del GDPR, ha adottato ordinanze retroattive, avviato affidamenti diretti poi smentiti da una successiva procedura aperta e fatto lievitare i costi complessivi, tra stanziamenti, gare e variazioni di bilancio, oltre il mezzo milione di euro, senza vincolare formalmente le spese all’accertato delle entrate da sanzioni.
Non si tratta di meri tecnicismi, ma di scelte politiche e amministrative che incidono sui diritti dei cittadini, sulla legittimità delle sanzioni e sulla tenuta finanziaria dell’Ente, esponendo il Comune ad annullamenti massivi dei verbali, contenziosi onerosi, possibili profili di danno erariale e perdita di credibilità istituzionale.
La città ha diritto di sapere perché si sia andati avanti nonostante gli avvertimenti ministeriali, chi si assumerà la responsabilità delle decisioni assunte e quali azioni concrete intenda adottare l’Amministrazione per evitare ulteriori danni. Rimpasti e comunicati non bastano: serve trasparenza, assunzione di responsabilità e un confronto serio in aula.

Daniele Siclari
Consigliere comunale di minoranza
Coordinatore cittadino FI – Forza Italia