Salvatore Luongo, una storia che lega Taurianova all’Arma dei Carabinieri. Il Comandante Generale atteso a Reggio Calabria

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Salvatore Luongo, una storia che lega Taurianova all’Arma dei Carabinieri. Il Comandante Generale atteso a Reggio Calabria.

Taurianova, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, si colloca dentro una fase storica di alta densità conflittuale nella Piana di Gioia Tauro, in cui le dinamiche territoriali risultano fortemente condizionate dalla presenza della criminalità organizzata. Tra sanguinosissime faide, sequestri di persona ed altre tipologie di reato parimenti gravi, il rapporto tra istituzioni e società locale assume le caratteristiche tipiche delle aree in cui la sovranità effettiva è sottoposta a tensioni competitive, con una continua ridefinizione degli equilibri tra controllo sociale, legittimità pubblica e potere informale.
Così si presentava lo scenario in cui è stato chiamato ad operare il giovane capitano Salvatore Luongo, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Taurianova, oggi Comandante Generale dell’Arma. La sua esperienza si sviluppa in un contesto operativo complesso, nel quale la funzione militare si intreccia con una più ampia dimensione di presidio istituzionale, chiamata a rispondere non soltanto a esigenze di sicurezza, ma anche alla necessità di ricostruzione della fiducia pubblica nello Stato.
La stagione in cui si contestualizza il suo servizio è segnata da un rafforzamento degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata e da una crescente responsabilizzazione delle forze dell’ordine nella gestione dei paesi ad alta criticità. L’attività della Compagnia non si esaurisce nella dimensione repressiva, ma si estende a una funzione di presenza costante, in un sistema di relazioni in cui la prossimità istituzionale diventa elemento strategico di stabilizzazione sociale.
Chi lo ha conosciuto in quel periodo ricorda infatti non solo il comandante determinato, ma anche un ufficiale capace di costruire un rapporto autentico con la comunità. Luongo seppe interpretare il ruolo dell’Arma come presidio di legalità e, al tempo stesso, come punto di riferimento umano per i cittadini. L’ascolto, la disponibilità al dialogo, l’empatia e l’attenzione verso le persone più fragili contribuirono a consolidare un legame di fiducia con la popolazione, in un quadro in cui la vicinanza delle istituzioni assumeva un valore particolarmente significativo.
Una cifra umana che si inserisce in una più ampia trasformazione del ruolo delle forze dell’ordine nei territori complessi, dove la sicurezza non può essere letta esclusivamente come prodotto dell’azione coercitiva, ma soprattutto come esito di processi relazionali e di riconoscimento sociale dell’autorità pubblica. In questa prospettiva, la figura del comandante territoriale assume una valenza sociologica che supera la dimensione individuale, diventando espressione di un modello istituzionale fondato sull’equilibrio tra fermezza e prossimità sociale.
Non è un caso che, nel tempo, le traiettorie professionali e personali tendano a intrecciarsi con le storie dei territori attraversati, generando continuità simboliche: Sotto questo profilo si colloca anche il richiamo a episodi successivi, nei quali le biografie si ricompongono in forme di riconoscimento pubblico e patrimonio di memoria condivisa: in quegli anni, infatti, chi scrive era un giovanissimo consigliere comunale di Taurianova e il destino ha voluto un nuovo incontro con il colonnello Luongo, nel ruolo di comandante provinciale dell’Arma a Milano, in occasione della cerimonia dell’Ambrogino d’Oro conferitomi dal sindaco Giuliano Pisapia al Teatro Dal Verme, dove la sua presenza in prima fila è stata per me occasione di commossa riflessione sulle persone che fino ad allora avevo trovato sul mio cammino e che sono state per me motivo di esempio.
Che Salvatore Luongo sia profondamente legato al territorio reggino, pianigiano e a Taurianova, di cui è cittadino onorario, è dimostrato anche da un gesto dal forte valore simbolico, quale l’aver voluto visitare, subito dopo la nomina a Comandante Generale dell’Arma, la caserma che aveva diretto in passato, sottolineando la continuità tra le proprie radici professionali e il vertice dell’istituzione. Nello stesso solco si inserisce la sua presenza a Reggio Calabria il 5 giugno, in occasione del 212º anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, dove è atteso con gli onori riservati a chi ha dedicato la propria carriera al servizio dello Stato, della gente, e con l’affetto di quanti in quegli anni siamo stati testimoni del suo operato.
Antonio Marziale
(Docente di discipline sociologiche nelle Università “Mediterranea” e “Dante Alighieri” di Reggio Calabria – Direttore Editoriale di Approdocalabria)