Rizziconi, cosca Crea, operazione “Declino”, la Corte d’Appello conferma le assoluzioni dei fratelli Rottura
Tutti assolti con il rito abbreviato, il 24 giugno l'arringa dei difensori con in testa l'avvocato Pasquale Loiacono per il rito ordinario scelto da alcuni imputati. Mano pesante dei Pm, richiesta di condanne da sei anni per favoreggiamento a 24 anni per associazione a delinquere di stampo mafiosoGiu 18, 2026 - redazione
Operazione “Declino”, la Corte d’Appello conferma le assoluzioni dei fratelli Rottura
La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato le assoluzioni di Antonio Rottura e Michele Rottura nell’ambito del processo “Declino”, l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha interessato la presunta operatività della cosca Crea di Rizziconi.
La decisione è stata pronunciata dalla Prima Sezione Penale della Corte, presieduta da Alfredo Sicuro, che ha rigettato l’appello proposto dalla DDA di Reggio Calabria, confermando integralmente la sentenza emessa il 2 dicembre 2024 dal GUP del Tribunale di Reggio Calabria.
Antonio Rottura era accusato di associazione di tipo mafioso per una presunta appartenenza alla cosca Crea, mentre Michele Rottura doveva rispondere dell’accusa di favoreggiamento della latitanza di Domenico Crea, indicato dagli investigatori come figura apicale dell’organizzazione criminale operante nel territorio di Rizziconi.
Per entrambi gli imputati il procedimento si è concluso con una doppia pronuncia assolutoria. Già nel dicembre 2024 il giudice dell’udienza preliminare aveva escluso la fondatezza delle contestazioni formulate dall’accusa. La DDA aveva successivamente impugnato la sentenza, chiedendone la riforma, ma la Corte d’Appello ha confermato integralmente il verdetto di primo grado.
La vicenda processuale era stata caratterizzata anche da importanti sviluppi nella fase cautelare. Antonio Rottura, arrestato con l’accusa di associazione mafiosa, era stato scarcerato dal Tribunale del Riesame su istanza del difensore, l’avvocato Pasquale Loiacono, decisione successivamente confermata dalla Corte di Cassazione. Anche Michele Rottura aveva ottenuto un esito favorevole nella fase preliminare, con l’annullamento della misura cautelare da parte del Tribunale del Riesame.
La Corte d’Appello ha inoltre confermato le assoluzioni pronunciate nei confronti degli altri imputati giudicati con rito abbreviato: Luigi Mancuso, Pantaleone Dimundo, Pasquale Gallone e Salvatore Gallone.
Resta invece aperto l’altro troncone del procedimento davanti al Tribunale di Palmi, presieduto dalla giudice Martina Tuscano. In quella sede il pubblico ministero Giorgianni ha avanzato richieste di condanna che vanno dai sei anni di reclusione per gli imputati accusati di favoreggiamento fino ai ventiquattro anni per gli imputati chiamati a rispondere di associazione mafiosa.
L’udienza del 24 giugno sarà dedicata alle arringhe conclusive dei difensori e rappresenterà uno degli ultimi passaggi prima della sentenza di primo grado nel filone ordinario del processo “Declino”. La conferma delle assoluzioni in appello per i fratelli Rottura segna intanto un punto fermo in uno dei capitoli più rilevanti dell’inchiesta che ha interessato il territorio della Piana di Gioia Tauro.




