Quando i chatbot diventano pericolosi: dal gioco illegale alla disinformazione sanitaria
Mag 20, 2026 - redazione
La nostra vita quotidiana ha registrato un ingresso inatteso: i chatbot. Si tratta di strumenti che spesso agiscono in maniera nascosta ma che vengono utilizzati per cercare informazioni, ricevere consigli, organizzare attività o persino prendere decisioni. Dietro questa crescente fiducia nei confronti dell’IA, però, ci sono nuovi rischi. Una inchiesta realizzata da Investigate Europe sull’IA ha acceso i riflettori su un problema molto delicato: alcuni chatbot starebbero promuovendo piattaforme di gioco d’azzardo illegali, suggerendo persino modi per aggirare controlli e sistemi di tutela.
L’indagine, condotta in dieci Paesi europei su sette chatbot di ultima generazione, ha mostrato come molte risposte fornite dagli assistenti digitali contenessero indicazioni verso casinò online privi di licenza nazionale. In diversi casi, le piattaforme venivano descritte come “sicure” o “affidabili”, senza alcun riferimento ai rischi legati alla mancanza di regolamentazione. Alcuni chatbot avrebbero persino indicato sistemi per bypassare l’autoesclusione o accedere a siti offshore non autorizzati.
Il problema, però, non riguarda soltanto il gambling. La questione più ampia è che i chatbot, pur apparendo autorevoli, non sempre distinguono in maniera efficace ciò che è legale da ciò che non lo è, generando conseguenze molto serie, soprattutto per gli utenti più giovani o vulnerabili. Uno dei rischi più evidenti riguarda la disinformazione sanitaria: negli ultimi anni diversi esperimenti hanno mostrato che alcuni sistemi di IA possono fornire consigli medici errati, incompleti o addirittura pericolosi. In alcuni casi, chatbot interrogati su disturbi alimentari o problemi psicologici hanno suggerito pratiche dannose o minimizzato situazioni che richiedevano invece l’intervento di specialisti, con un pericolo che aumenta quando gli utenti sostituiscono il parere di un medico con quello di un assistente virtuale percepito come competente.
Un secondo esempio riguarda la diffusione di fake news e contenuti manipolatori. Anche in questo caso i chatbot possono generare testi credibili anche quando le informazioni di partenza sono false, il che li rende strumenti potenzialmente efficaci per la propaganda politica, la disinformazione o le truffe online. Alcuni esperti hanno già segnalato il rischio di campagne automatizzate capaci di creare articoli, commenti o messaggi apparentemente autentici per influenzare opinioni pubbliche e dibattiti sociali.
Tornando al discorso del gioco online, la questione appare ancora più delicata perché coinvolge direttamente minori e soggetti fragili: secondo i dati citati da Investigate Europe, il mercato illegale del gambling online avrebbe generato oltre 80 miliardi di euro in Europa nel 2024. E cresce anche il coinvolgimento degli adolescenti: quasi un quarto degli studenti europei tra i 15 e i 16 anni ha dichiarato di aver giocato d’azzardo con denaro nell’ultimo anno. Parte del problema dipende dai dati utilizzati per addestrare i modelli di IA: i siti illegali riempiono il web di contenuti promozionali ottimizzati per ottenere visibilità online. Questi materiali finiscono inevitabilmente nei dataset utilizzati dai chatbot, influenzandone le risposte.
Per questo motivo il dibattito non riguarda soltanto la tecnologia, ma anche la regolamentazione. Sempre più governi e autorità europee chiedono controlli più severi sui sistemi di IA, soprattutto quando possono incidere sulla sicurezza degli utenti. Perché i chatbot sono il futuro, è vero. Ma siamo noi a decidere che tipo di futuro vogliamo.




