Processo “Tre Croci” sul narcotraffico al Porto di Gioia Tauro, chiesti dalla Dda 153 anni di carcere. I NOMI
Set 04, 2026 - redazione
Sono in tutto dodici richieste di condanna per un totale di 153 anni e 6 mesi di carcere, questa la somma delle pene richieste dalla Dda di Reggio Calabria al termine della requisitoria nel “Processo Tre Croci“, uno dei procedimenti scaturiti dalle indagini sul presunto sistema di narcotraffico che avrebbe utilizzato il Porto di Gioia Tauro come snodo per l’ingresso e il successivo recupero di ingenti quantitativi di cocaina. La Procura ha chiesto anche complessivi 542mila euro di multe. Il procedimento affonda le proprie radici nell’indagine avviata dalla Dda di Reggio Calabria e culminata nell’ottobre del 2022 con l’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 36 persone. Secondo la ricostruzione investigativa, l’organizzazione avrebbe predisposto un sistema strutturato per individuare i container contenenti la droga e consentirne il recupero una volta arrivati nello scalo calabrese. Nel corso delle indagini furono sequestrate oltre quattro tonnellate di cocaina, il cui valore al dettaglio era stato stimato in circa 800 milioni di euro. Durante le fasi investigative c’era di tutto, dalle informazioni preventive sull’arrivo delle navi, individuazione dei container, squadre incaricate di intervenire all’interno dello scalo, conoscenza dei turni del personale e utilizzo di telefoni criptati per le comunicazioni.
I NOMI E LE RICHIESTE DI CONDANNA
- Mario Giuseppe Italo Solano: 20 anni di reclusione e 80mila euro di multa
- Francesco Giovinazzo: 16 anni
- Giuseppe Papalia: 16 anni
- Domenico Cutrì: 15 anni
- Pasquale Sergio: 16 anni
- Renato Papalia: 12 anni
- Giuseppe Vincenzo Albanese: 10 anni
- Filippo Strano: 9 anni
- Francesco Gullace: 8 anni
- Damiano Rosarno: 8 anni
- Michele Silvano Mazzeo: 6 anni e 6 mesi
- Antonio Pititto: 13 anni di reclusione e 42mila euro di multa



