PROCESSO IMPERIUM: ASSOLTA LA MOGLIE DI MANCUSO FRANCESCO
Il Tribunale di Vibo Valentia(Rossella Maiorana presidente, con giudici a latere Luca Brunetti e Rosamaria Pisano) ha emesso oggi pomeriggio, nell’aula bunker del nuovo Palazzo di Giustizia, la sentenza del maxiprocesso che riunisce le inchieste Maestrale, Olimpo e Imperium.
E’ stata assolta con la formula “perché il fatto non sussiste” l’imputataTAKACSOVA Klaudia, difesa dall’avv. Domenico Infantino e dall’avv. Antonio Corsaro, moglie di Mancuso Francesco (detto bandera), che era stato condannato nel giudizio abbreviato per associazione mafiosa con ruolo apicale. Secondo l’accusa, Mancuso Pantaleone (detto Scarpuni) al momento del suo arresto avrebbe passato il comando della consorteria al fratello Francesco, il quale ultimo sarebbe stato operativo mediante l’investimento dei proventi illeciti della cosca nel settore economico imprenditoriale turistico.
Alla imputata TAKACSOVA Klaudia sono state contestate due ipotesi di interposizione fittizia aggravate dalla agevolazione mafiosa aventi ad oggetto fiorenti attività economiche operanti nel settore turistico del territorio di Nicotera. Il Tribunale ha condiviso la tesiproposta dai difensori. L’avv. Domenico Infantino evidenzia come . Appresa la notizia l’imputata ha rilasciato la seguente dichiarazione: .
Alla sbarra imprenditori, professionisti e presunti esponenti della ‘ndrangheta della provincia di Vibo Valentia, per un totale di 181 imputati che hanno scelto il rito ordinario. Diverse le ‘ndrine coinvolte: i Mancuso di Limbadi, gli Accorinti di Zungri, i clan Barbieri, Bonavita, Galati, Mesiano, Pititto, Tavella. E’ in corso invece davanti alla Corte di appello di Catanzaroil giudizio di appello avverso la sentenza emessa il 20 marzo 2025 dal GUP nel giudizio abbreviato che ha portato alla condanna di 50 persone e all’assoluzione di 41: il 30 giugno scorso la Corte ha dichiarato inammissibile l’appello per le assoluzioni proposto dalla Dda di Catanzaro per un vizio nel deposito dell’atto di impugnazione.
Tra gli ulteriori dati significativi della sentenza emessa oggi pomeriggio spiccano alcune assoluzioni rispetto alle richieste formulate dalla Dda. È il caso, tra gli altri, di Fortunato Galati, per il quale erano stati chiesti 24 anni, di Domenico Galati classe ’50, destinatario di una richiesta a 22 anni, e di Salvatore Galati, detto “Turi”, per il quale l’accusa aveva invocato 20 anni. Stesso esito anche per Fortunato Mesiano, Francesco Mesiano e Pasquale Mesiano, assolti dopo richieste comprese tra i 20 e i 21 anni. La condanna più pesante è stata inflitta ad Angelo Bartone, alias “bombolo”, condannato a 21 anni e 4 mesi. Seguono i 21 anni per Armando Galati, alias “U Biondo o u Russu”, e i 20 anni per Giuseppe Armando Bonavita e Pasquale Pititto.




