Ponte sullo Stretto. Tucci (M5S), “Opera defunta, ma per manager stipendi da capogiro”
Mag 21, 2026 - redazione
“Zero escavatori in azione, zero operai al lavoro, tante chiacchiere di Salvini, zero concretezza: il ponte sullo Stretto è un’opera defunta. Nonostante questo però, piovono milioni per i dirigenti della “Stretto di Messina Spa”. Il Ponte sullo Stretto si rivela l’ennesimo poltronificio di centrodestra, pagato dai cittadini. I dati fanno cadere le braccia: la società conta 114 dipendenti, di cui 21 dirigenti, per un costo complessivo del personale di 11,5 milioni di euro all’anno. Un’assurdità intollerabile se si considera che la spesa per i soli manager è schizzata dai 4,5 milioni del 2024 a 6 milioni nel 2026. Non solo: grazie alle deroghe concesse dalla maggioranza, almeno quattro super-dirigenti aggirano il tetto dei 240 mila euro previsto per le società pubbliche, arrivando a intascare fino a 360 mila euro annui. Tutto questo a fronte di un’opera che, ad oggi, non ha un progetto e dal punto di vista procedurale è un colabrodo sotto tutti i punti di vista. Salvini pure ieri ha fatto nuovi annunci: ricordiamo che aveva promesso l’apertura dei cantieri per l’autunno 2024, poi posticipata alla primavera 2025, poi a fine del 2025 e ora all’ultimo trimestre del 2026. Il leader della Lega non è più credibile: manca ancora la delibera del Cipess e la relativa registrazione alla Corte dei Conti, però gli stipendi d’oro corrono veloci. Ho depositato un’interrogazione per chiedere al governo di fermare questa farsa. Come M5s, è quasi un favore che facciamo a Meloni e Salvini: basta col rendersi ridicoli. Inoltre, chiediamo di revocare i privilegi e dirottare queste ingenti risorse verso le vere priorità della Sicilia e della Calabria: ferrovie, strade e reti idriche. I cittadini meritano infrastrutture utili, non slogan miliardari”. Così in una nota il deputato calabrese del M5s Riccardo Tucci.




