Polistena, Ortopedia, ecco la verità sul reparto. Valensise: “basta raccontare bugie per fini elettorali “
Ago 03, 2026 - redazione
Il trio Spanò, Policaro e Pisano continua a raccontare una realtà che non trova alcun riscontro nei dati. Noi, invece, rispondiamo con i numeri.
Le statistiche ufficiali relative al periodo gennaio–giugno 2026 certificano che l’Ortopedia di Polistena ha registrato una riduzione di oltre il 50% dell’attività chirurgica, con un inevitabile incremento delle liste d’attesa. Questo non è un giudizio: è un dato oggettivo.
Fino a pochi mesi fa il reparto poteva contare su un organico composto dal dott. Laganà, impegnato anche in prestazioni aggiuntive, dal dott. Colomba, dal dott. Laguteta, dal dott. Furci, da medici provenienti da Locri, da professionisti cubani e da altri dirigenti medici già in servizio. Con quell’organico era possibile garantire una programmazione operatoria continuativa.
Oggi la situazione è radicalmente diversa. Il dott. Laganà non svolge più prestazioni aggiuntive, la dott.ssa Pugliese si è dimessa dall’incarico di facente funzioni, il dott. Colomba è assente per un grave infortunio e il reparto ha subito un’ulteriore contrazione delle risorse professionali. In queste condizioni, sostenere che sia possibile mantenere quotidianamente gli stessi volumi chirurgici significa ignorare le più elementari regole dell’organizzazione sanitaria.
L’ASP, attraverso la direttrice generale dott.ssa Berardi, è intervenuta richiamando ad interim il dott. Zavettieri, che ha assunto tempestivamente l’incarico insieme ai medici provenienti da Locri per garantire continuità assistenziale fino alla nomina del nuovo direttore dell’Unità Operativa. Inoltre, il dott. Buggè è rientrato in servizio presso l’Ortopedia di Polistena.
Prima di diffondere slogan e annunci ad effetto, sarebbe opportuno confrontarsi con la realtà quotidiana del reparto. Da oltre un anno l’Ortopedia vive una grave carenza di personale e ogni giorno decine di cittadini attendono per ore negli ambulatori, con punte di oltre cinquanta pazienti in una sola seduta.
La sanità si governa con dati, competenze e responsabilità, non con la propaganda. I cittadini meritano rispetto, trasparenza e verità.



