di Pino Pardo
Il 23 aprile 1967 (59 anni fa), a Gioia Tauro, la “riunione di lavoro” dei corrispondenti della Piana – Di Stilo, Inzitari, Raschellà, Saccà, Toscano, Varacalli, Zito e gli altri – della «Gazzetta del Sud» che hanno contribuito a fare la “storia” dell’informazione narrando con passione, per generazioni, i fatti del territorio dettati per telefono allo stenografo e con l’invio delle foto per posta “fuori sacco” o portati, a Villa San Giovanni, al Nostromo della nave traghetto, con destinazione «Gazzetta» e nelle nostre auto era bene in vista la targhetta«Gazzetta del Sud-Corrispondente».
I corrispondenti erano orgogliosi di far parte della Famiglia Gazzetta!
In me emozioni e ricordi tra piombo ed inchiostro nel corso dei miei studi all’Università di Messina; l’odore del piombo fu una sensazione fusa e diffusa; per me è un ricordo che ho nel naso, e anche nella testa. C’era fumo denso di sigarette e rumore sordo, in quel luogo popolato da operose Persone in camice scuro, che creavano righe di piombo e producevano barrette, con i testi degli articoli, fuse secondo la “giustezza”, la larghezza delle colonne di giornale, in quegli anni quasi sempre nove.
Era il tempo della linotype e come tante cose affascinanti oggi non esistono più; é stato un privilegio veder muovere gli ingranaggi infernali, figli di un lavoro che non sarà mai replicato così. C’erano a farle funzionare quelle linotype operai che, minuziosi come scienziati, battevano su tastiere immense a 90 tasti, alte e quasi verticali; componevano nel piombo gli articoli allineando caratteri che mossi dalle loro dita da pianisti callosi, piovevano dall’alto per finire magicamente allineati in “lingottini”, poi in righe ed infine in pagine intere, pronte per essere “allagate” d’inchiostro e quindi…il “profumato” giornale.
Non esistono più le linotype e mi spiace per chi non le ha mai viste ed apprezzate. Allora il quotidiano veniva composto con mezzi, tempi e «riti» ripetuti dagli abilissimi specialisti che lavoravano con impegno nell’accogliente Grande Famiglia Gazzetta.
Nei primi mesi del 1968 la «Gazzetta» si dotò del nuovo stabilimento (in Via Taormina) e della modernissima rotativa; il 2 maggio 1968, i corrispondenti della Provincia di Reggio Calabria, sono stati invitati a Messina – accolti dall’Editore On. Uberto Bonino, dal direttore dott. Sergio Pacini e dai consiglieri dott. Angelo Beninato e dott. Giuseppe Pulejo – a festeggiare l’importante evento straordinario.
Nel nostro tempo i giornali sono online e continuano ad essere in edicola, ma ho tanta nostalgia di quella carta stampata, del giornale nelle mani, di quel… “profumo”.
Oggi il ricordo di quella “riunione di lavoro” è l’occasione per onorare – per la loro disponibilità, rettitudine e bontà d’animo – gli amici colleghi che ci hanno lasciato; per averli ben conosciuti e stimati la loro memoria è sempre viva.
Pino Pardo




