Pane, olio e vino: simboli dell’identità e della cultura locale Il 30 maggio, nell’ambito della manifestazione dedicata alla valorizzazione del comparto agricolo “Villaggio Sud Agrifest”, svoltasi a Taurianova, si è tenuto il secondo appuntamento dedicato all’olio, promosso dall’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione di Gioia Tauro-Piana degli Ulivi. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Palmi, l’azienda agricola “Olearia San Giorgio” e le “Cantine Caccamo”, si è articolata in due momenti distinti: una prima parte di carattere culturale e divulgativo, con gli interventi del prof. Filippo Arillotta e del prof. Marco Poiana, e una seconda dedicata all’esperienza gastronomica, curata dallo chef Filippo Cogliandro di Reggio Calabria. Ad aprire l’incontro è stato il Delegato Ettore Tigani, che ha rivolto il proprio saluto agli accademici presenti, ai loro accompagnatori, al Delegato della Delegazione della Locride – Costa dei Gelsomini, Giuseppe Ventra, e alle autorità intervenute: il sindaco di Scido e consigliere metropolitano, Giuseppe Zampogna, il vicesindaco di Serrata, Fortunata Calì, e il vicesindaco di Terranova Sappo Minulio, Andrea Ricevuto. Nel corso della conversazione dal titolo “L’olio extravergine d’oliva della Piana di Gioia Tauro tra storia, identità culturale e tradizione agricola”, il prof. Arillotta, storico e profondo conoscitore delle tradizioni calabresi, ha accompagnato il pubblico in un affascinante viaggio attraverso le origini dell’olivicoltura nella Piana di Gioia Tauro, anticamente denominata Piana di Terranova. Celebre per i suoi maestosi ulivi secolari, che possono superare i venti metri di altezza, quest’area vide l’introduzione della coltivazione dell’olivo ad opera dei Greci tra l’VIII e il VII secolo a.C., sviluppandosi e consolidandosi nei secoli successivi. Il relatore ha inoltre approfondito il legame storico tra la famiglia Grimaldi e il territorio calabrese, con particolare riferimento al Comune di Terranova Sappo Minulio, che dal 1574 fino al 1806, anno dell’abolizione della feudalità, fu feudo della nobile casata. Un rapporto che ha lasciato tracce significative anche nella cultura gastronomica locale, contribuendo a plasmare tradizioni che ancora oggi rappresentano un elemento distintivo dell’identità del territorio. Il prof. Poiana ha invece focalizzato il proprio intervento sulla tradizione olivicola della Piana di Gioia Tauro e sulle caratteristiche dell’olio extravergine di oliva quale prodotto di eccellenza in quest’area, ottenuto principalmente dalle cultivar autoctone Ottobratica e Sinopolese, autentiche espressioni della biodiversità e della qualità agricola locale. A seguire è intervenuto Domenico Fazari, titolare dell’azienda Olearia San Giorgio, che ha condiviso con i presenti l’esperienza imprenditoriale della propria famiglia e ha omaggiato ciascun partecipante con una bottiglietta di olio extravergine d’oliva. La giornata è poi proseguita con il momento conviviale, caratterizzato da un menu ideato e realizzato dallo chef Filippo Cogliandro, che ha saputo interpretare e valorizzare i sapori autentici della Piana degli Ulivi, un territorio ricco di storia, tradizioni e cultura gastronomica. L’evento si inserisce nel più ampio programma di promozione delle tradizioni enogastronomiche da tempo oramai promosso dalla Delegazione di Gioia Tauro-Piana degli Ulivi, incentrato sui tre elementi simbolo della cultura mediterranea – pane, olio e vino – con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare le peculiarità della dieta mediterranea e della cosiddetta “cucina delle radici”, patrimonio di salute, identità e tradizione. Come da consuetudine, l’incontro si è concluso con la consegna del guidoncino dell’Accademia Italiana della Cucina allo chef Filippo Cogliandro, quale riconoscimento per il suo costante impegno nella valorizzazione della tradizione culinaria italiana e calabrese, in piena sintonia con i valori dell’istituzione. Il percorso si concluderà con un ultimo appuntamento dedicato al vino, terzo e ultimo protagonista di questo viaggio alla scoperta delle eccellenze del territorio.




