Partito Democratico Cittanova, “Un sindaco in decadenza arrivato al capolinea”

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L’indecente teatrino messo in piedi dal Sindaco e dalla sua, sempre più precaria, maggioranza è arrivato al capolinea.
Si erano presentati agli elettori come integerrimi campioni del cambiamento e al servizio del paese ed oggi, oltre agli evidenti e clamorosi fallimenti amministrativi sui quali continuano a non rispondere, li ritroviamo barricati nel palazzo a perseguire biechi interessi personali, a discapito del bene comune e dell’interesse dei cittadini.
L’espediente più recente, reso possibile dall’indecoroso comportamento della presidente del consiglio comunale, venuta meno al suo ruolo di garanzia e imparzialità, e dalla complicità della giunta, è stato quello di acquisire – violando non solo il Testo Unico degli Enti Locali ma anche le comuni regole del buon senso e del pudore – un parere legale (ci si chiede, pagato da chi?), per sconfessare l’iniziativa del Prefetto di Reggio Calabria che, su convergente valutazione dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato e del Ministero dell’Interno, aveva ordinato la convocazione d’urgenza del Consiglio comunale per contestare all’avv. Antico la sua permanente situazione di incompatibilità con la carica di amministratore comunale.
Questa volta hanno passato il segno al punto che la Prefettura, non potendo tollerare oltre le proterve quanto bislacche iniziative di questi maldestri commedianti, ha promosso, tramite l’Avvocatura dello Stato, l’azione popolare per ottenere in sede giudiziale la pronuncia di decadenza del sindaco.
La severa iniziativa della Prefettura non ha precedenti nella storia di Cittanova e segna un punto di non ritorno, una chiusura netta dell’Autorità di Governo verso il sindaco e i suoi sodali che, purtroppo, ha già cominciato ad avere ripercussioni negative sull’immagine della nostra cittadina nel contesto dell’intero territorio provinciale.
Il ricorso dell’Avvocatura Distrettuale, già notificato al Sindaco, ribadisce i gravissimi profili di illegittimità che hanno fino ad oggi segnato la sua permanenza in carica e per questo è stato richiesto al Tribunale di Palmi di dichiararne la decadenza.
D’altronde il Tribunale di Palmi, dinanzi al quale è stata già fissata l’udienza per il prossimo 11 giugno, si era già occupato del conflitto di interessi dell’avv. Antico, quando, qualche anno fa, per gli stessi fatti, aveva confermato la decadenza da consigliere di minoranza che all’epoca era stata dichiarata dal Consiglio comunale.
Secondo l’Avvocatura dello Stato, oggi i fatti sono ancora più gravi sia per la sussistenza di una doppia causa di incompatibilità e sia per il singolare e ulteriore conflitto di interessi generato dalla nomina della Responsabile dell’Ufficio Tecnico da parte del sindaco che, a sua volta, è stato dalla prima avvantaggiato con l’adozione di provvedimenti amministrativi di indubbio favore.
Secondo l’Avvocatura dello Stato, l’avv. Antico, sin dal momento dell’elezione, risultava doppiamente debitore nei confronti del Comune.
 In primo luogo, egli era tenuto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria di € 19.988,39, irrogata con atto prot. n. 14649 del 4 novembre 2020 ai sensi dell’art. 34, comma 2, del D.P.R. n. 380 del 2001, per l’abuso edilizio consistente nella difforme realizzazione di un fabbricato.
Sul punto è stato evidenziato come, a seguito della formazione del silenzio rigetto sull’istanza di sanatoria e della definitiva improcedibilità e irricevibilità dei ricorsi proposti dinanzi al TAR di Reggio Calabria, tale credito fosse divenuto liquido ed esigibile, configurando una situazione di morosità rilevante ai fini dell’incompatibilità.
 Secondariamente, gravava sull’avv. Antico un ulteriore obbligo di facere, conseguente all’ordine di demolizione di un muro di cinta abusivo oggetto dell’ordinanza n. 3 del 2020, mai impugnata e, dunque, definitiva. Anche da tale ordinanza, non adempiuta nei termini di legge, è derivato un debito liquido ed esigibile nei confronti dell’Ente.
L’Avvocatura dello Stato ha evidenziato, inoltre, come le successive vicende amministrative – tra le quali la revoca del provvedimento sanzionatorio e la rideterminazione dell’ordine di demolizione – siano intervenute in un contesto segnato da evidenti criticità, generate da un ulteriore e grave conflitto di interessi, conseguente al coinvolgimento diretto del Sindaco nella nomina della Responsabile dell’Ufficio Tecnico, a sua volta chiamata a determinarsi (guarda caso) sui procedimenti riguardanti il sindaco che personalmente l’aveva prescelta e le aveva attribuito l’incarico.
Tali elementi delineano un quadro estremamente preoccupante, che mette in discussione la legittimità dell’attuale amministrazione ed espone il Comune di Cittanova ad un grave pregiudizio sotto il profilo istituzionale e reputazionale.
Oltre alle gravi problematiche connesse alla decadenza, l’articolato ricorso dell’Avvocatura dello Stato lascia presagire preoccupanti profili di responsabilità amministrativo-contabile, per i danni che sono derivati al Comune dalla rinuncia (non altrimenti spiegabile) ai crediti liquidi ed esigibili, consacrati in provvedimenti amministrativi definitivi irresponsabilmente revocati, ovvero della opaca gestione di procedimenti amministrativi in situazione di potenziale conflitto di interessi.
Non si esclude che le vicende descritte possano essere oggetto di ulteriori approfondimenti da parte dell’autorità giudiziaria ordinaria, qualora emergano elementi idonei a configurare violazioni di legge rilevanti sotto il profilo penale, in presenza di condotte intenzionali o gravemente negligenti.
È indispensabile, pertanto, che venga fatta piena luce sulla vicenda e che si ristabilisca, senza ulteriori indugi, il rispetto dei principi di legalità, trasparenza e imparzialità che devono guidare l’azione amministrativa.
La comunità cittadina ha diritto a un’amministrazione pienamente legittima e libera da ogni condizionamento derivante da interessi personali, nel rigoroso rispetto delle norme che regolano l’accesso e l’esercizio delle cariche pubbliche.