Operazione “Libera Fortezza”. Revoca della confisca di tutti i beni sequestrati a Giardino Gianluca, Giardino Elisa e Rovere Caterina

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La Corte d’Appello di Reggio Calabria, Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo l’appello proposto dagli Avv.ti Girolamo Albanese e Francesco Giuseppe Formica, ha disposto la revoca della confisca di tutti i beni sequestrati a Giardino Gianluca, Giardino Elisa e Rovere Caterina, terzi interessati nel procedimento a carico del loro congiunto Giardino Domenico.

La vicenda traeva origine a seguito dell’operazione “Libera Fortezza”, che vedeva coinvolto Giardino Domenico. Il sequestro e poi la confisca di primo grado, si fondavano sul presupposto, poi dimostratosi errato, che i beni dei terzi interessati fossero riconducibili al congiunto coinvolto nell’indagine e che non se ne fosse giustificata l’origine lecita.

A nulla era valso in primo grado, l’assoluzione di Giardino Domenico dal capo di imputazione associativo mafioso, ed il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione, ritenuta comunque sussistente la pericolosità, aveva disposto la confisca dell’intero patrimonio dei terzi interessati.

Con il gravame gli avv.ti Albanese e Formica, coadiuvati dal consulente di parte Dott. Antonio Repaci, hanno ricostruito nel dettaglio l’origine del patrimonio confiscato ed i non facili passaggi con cui si è formato. La Corte d’Appello analizzando le deduzioni difensive, ne ha condiviso integralmente le ragioni ed ha convenuto che per ogni cespite fossero tracciabili le somme impiegate, fosse coerente la cronologia dei movimenti e fosse dimostrata la riconducibilità delle provviste a fonti lecite e documentalmente comprovate.

Ha perciò ribaltato il decreto del Tribunale, riconoscendo che i beni sono di effettiva titolarità dei terzi interessati.

I legali esprimono grande soddisfazione per il pronunciamento della Corte d’Appello, che ha riconosciuto la liceità del patrimonio e ne consente ora la restituzione ai legittimi titolari. Termina per loro un periodo di grande sofferenza causata dalle enormi difficoltà derivante dei vincoli patiti sulle disponibilità personali. La risposta della giustizia, nei cui confronti i signori Giardino non hanno mai perso la fiducia, pur se si è fatta attendere, ha finalmente restituito loro verità e serenità per il futuro.