Operazione Hybris, annullo con rinvio ordinanza a carico di Madaffari Ernesto

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La sesta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, relatrice Dott. CRISCUOLO Anna, ha accolto in toto il ricorso avanzato dagli Avv.ti Salvatore Staiano, Guido Contestabile e Francesco Giovinazzo nell’interesse del sig. Ernesto Madaffari, annullando con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, Dott.ssa Stefania Rachele, all’esito del procedimento penale della distrettuale reggina, meglio noto come indagine HYBRIS.
L’indagine HYBRIS, articolatasi tra il mese di settembre 2020 e il mese di maggio 2021, si sviluppa come seguito della precedente indagine “Nuova Narcos Europea” e fotografa il rinnovato e delicato assetto dei rapporti tra le cosche MOLÈ e PIROMALLI, all’indomani dell’uccisione di Rocco Molè.
In tale contesto i giudici reggini avevano ritenuto Ernesto MADAFFARI gravemente indiziato di essere capo organizzatore della cosca Molè, ruolo che esercitava nonostante fosse detenuto agli arresti domiciliari, nonché mandante del danneggiamento avvenuto il 15.10.2020 ai danni del motopeschereccio “Italia II GT 593” in uso alla famiglia CUTRÌ, reato che si innestava nel contestato reato di estorsione ai danni dell’imprenditore ittico CUTRÌ Alessandro.
In base all’ipotesi accusatoria la finalità del danneggiamento di cui è stato vittima il CUTRÌ era quella di costringere lo stesso a pagare delle somme di denaro a titolo di protezione alla cosca PIROMALLI e nel contempo a conferire, almeno in parte, il pescato all’asta del pesce ai MOLÈ, business pretesamente gestito con modalità mafiose da quest’ultima consorteria attraverso la società Ulisse s.r.l., con cui si ritiene che il MADAFFARI si occupasse delle attività del sodalizio poiché di proprietà della moglie.
In base all’ipotesi della DDA reggina il CUTRÌ era sottoposto ad una doppia costrizione da ambedue le consorterie.
Il ricorso avanzato dagli Avv.ti Salvatore STAIANO, Guido CONTESTABILE e Francesco GIOVINAZZO ha contestato l’illogicità dell’ordinanza reggina che nell’annullare la contestazione di danneggiamento in capo al Madaffari ha mantenuto la massima misura cautelare, confermando il ruolo di capo promotore in capo allo stesso e riqualificando la condotta estorsiva da consumata in tentata. Gli Avvocati hanno, inoltre, contestato il quadro probatorio posto alla base della pretesa gravità indiziaria del Madaffari costituito esclusivamente da conversazioni intercettate da soggetti appartenenti alla cosca avversaria (MESSINEO Aurelio, ROMAGNOSI Cosimo e ROMAGNOSI Domenico).
La Sesta Sezione Penale ha accolto in toto le doglianze avanzate dai difensori del Madaffari ed ha annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare.
I giudici reggini dovranno, pertanto, confrontarsi con i rilievi difensivi che hanno spinto i giudici del palazzaccio a ritenere fondate le censure dei difensori per poter mantenere il titolo cautelare in capo al Madaffari.