Operazione “Ghirone”, crolla anche in Appello l’accusa della Procura. Tutti assolti. Il tribunale condanna il dott.Mamone per la prescrizione di farmaci. Ecco i nomi delle persone assolte tra cui l’imprenditore Enzo Riefolo accusato ingiustamente dagli inquirenti di essere vicino alla cosca Piromalli
Gli imputati difesi dagli avvocati Francesco Giovinazzo e Guido Contestabile. Madaffari era anche difeso dal penalista Giuseppe MiliciaGiu 25, 2026 - redazione
Operazione “Ghirone”, crolla anche in Appello l’accusa della Procura. Tutti assolti. Il tribunale condanna il dott.Mamone per la prescrizione di farmaci. Ecco i nomi delle persone assolte tra cui l’imprenditore Enzo Riefolo accusato ingiustamente dagli inquirenti di essere vicino alla cosca Piromalli
Gli imputati difesi dagli avvocati Francesco Giovinazzo e Guido Contestabile. Madaffari era anche difeso dal penalista Giuseppe Milicia
Dunque, proprio pochi minuti fa è terminato il processo “Ghirone” della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Si tratta di un processo che era considerato tra i più importanti della provincia di Reggio Calabria, incentrato sul presunto coinvolgimento della ’ndrangheta e di imprenditori nell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.
Nell’inchiesta erano stati coinvolti numerosi imprenditori, ma anche medici e dirigenti della stessa ASP. In primo grado le accuse erano pesanti: associazione a delinquere di stampo mafioso e corruzione. Tuttavia, già in primo grado l’accusa di associazione mafiosa era caduta ed era rimasta contestata soltanto l’associazione a delinquere semplice, insieme all’ipotesi di corruzione. Per il dottor Mamone restava inoltre una contestazione relativa alla prescrizione di farmaci.
Gli imputati assolti in questo processo sono: Tripodi Fabiano, Madaffari Franco, Riefolo Mario Vincenzo, Madaffari Antonino, Mamone Pasquale, Taverna Martino, Arceri Giancarlo e Cernuto Antonino.
La Corte d’Appello ha messo definitivamente fine a questo processo, annullando anche le contestazioni residue di associazione a delinquere semplice e di corruzione. L’unico imputato condannato è il dottor Mamone di Villa San Giovanni, non per associazione a delinquere né per corruzione, ma esclusivamente per un episodio relativo alla prescrizione di un farmaco, con una condanna a due anni e otto mesi di reclusione.
Per tutti gli altri, la Corte ha stabilito che non è mai esistita alcuna associazione a delinquere finalizzata a corrompere l’ASP di Reggio Calabria.
Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Francesco Giovinazzo e Guido Contestabile per la maggior parte delle posizioni. Per Madaffari era presente anche la difesa dell’avvocato Milicia.
La Corte era composta dalla presidente, dottoressa Angelina Bandiera, dalla giudice dottoressa Francesca Morelli e dal giudice a latere dottor Marco Iazzetti. La sentenza è stata pronunciata il 24 luglio.
Gli imputati, già in libertà, possono oggi vedere riconosciuta la propria innocenza. Molti di loro hanno trascorso fino a quattro anni in custodia cautelare preventiva. Una situazione che, secondo la difesa, impone una riflessione sul sistema della carcerazione preventiva, ritenuto responsabile di gravi conseguenze per molte persone.
Ricordiamo che una parte significativa della popolazione detenuta si trova in custodia cautelare in attesa di giudizio. Queste persone hanno subito una lunga detenzione preventiva e oggi la Corte d’Appello ha posto fine al procedimento per quanto riguarda l’associazione a delinquere.
Lo ribadiamo: l’accusa di associazione mafiosa era già caduta in primo grado; ora cadono anche l’associazione a delinquere semplice e la corruzione. Per tutti gli altri imputati, l’assoluzione è stata pronunciata perché il fatto non sussiste.




