Nostra Signora dello Scoglio, Fratel Cosimo richiama i fedeli alla centralità dell’Eucaristia
Giu 11, 2026 - redazione
Con profonda partecipazione spirituale e grande affluenza di fedeli, sabato 6 giugno 2026 il Santuario Diocesano di Nostra Signora dello Scoglio, a Santa Domenica, ha avuto luogo l’incontro di preghiera presieduto dal vescovo Francesca Oliva. Prima della solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dall’amministratore diocesano di Locri – Gerace, Fratel Cosimo ha tenuto una evangelizzazione ai pellegrini giunti da diverse regioni d’Italia e anche dall’estero. Il fondatore del rinomato santuario mariano ha richiamato tutti a riscoprire la centralità di Cristo nella vita quotidiana, invitando alla conversione del cuore, alla fiducia nella misericordia divina e alla perseveranza nella preghiera. L’incontro si è svolto in un clima di profonda comunione spirituale, caratterizzato dall’ascolto della Parola di Dio, da testimonianze di fede e da forti richiami ai valori evangelici. L’evangelizzazione ha rappresentato ancora una volta un’occasione privilegiata per rafforzare il cammino cristiano e per accogliere un messaggio di speranza, pace e riconciliazione rivolto a tutte le famiglie e alle comunità ecclesiali. Di seguito riportiamo integralmente il testo dell’evangelizzazione pronunciata da Fratel Cosimo, dopo avere invitato tutti i presenti ad elevare un’ave Maria alla Madonna: “Un saluto di pace e di ogni bene rivolgo a tutti voi fratelli e sorelle, che siete giunti in questo Santuario mariano per venerare la Madre di Dio, Nostra Signora dello Scoglio. Oggi, è il primo sabato del mese di giugno, e come tutti sappiamo il mese di giugno è il mese dedicato al culto del Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo. Quel cuore di cui Gesù stesso ebbe a dire a Suor Margherita Maria: “Ecco il cuore che ha tanto amato gli uomini, fino ad esaurirsi e consumarsi per dimostrare ad essi il suo amore, ed in cambio non riceve dalla maggior parte di essi se non ingratitudine e disprezzo”. E a proposito della devozione al Sacro Cuore di Gesù, diceva poco tempo addietro il nostro S. Padre Papa Leone, indirizzando un messaggio al popolo: “A giugno voi celebrate la pia devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù, vi incoraggio a coltivare questa tradizione, affidando al Cuore di Cristo, fonte di vita e di santità, le vostre preoccupazioni”. Esortati e incoraggiati dalle parole del S. Padre, vogliamo davvero riprendere come un tempo questa devozione e praticare il culto al Cuore di Gesù. Questo esige, da parte di tutti noi, di ciascuno di noi, una crescita nello spirito di fede e di adorazione alla Santissima Eucaristia, Sacramento e mistero di amore. Proprio domani, la chiesa con tutto il popolo di Dio celebra la solennità del Corpus Domini, Corpo e Sangue di Cristo, cioè la Santissima Eucaristia, che è se vogliamo, il centro e il culmine di tutta la vita cristiana. Ed ora, per scoprire l’amore, la bontà e la misericordia di quel cuore che ha tanto amato, e continua ad amare gli uomini e le donne di tutti i tempi, vogliamo rivolgerci al Vangelo di Giovanni cap. 6 riportando per la nostra riflessione solo il primo versetto del brano: “Disse Gesù alla folla: Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Fratelli e sorelle, attraverso il meraviglioso e stupendo versetto che abbiamo ascoltato, Gesù ci comunica il medesimo messaggio di salvezza che Egli in quel tempo ha comunicato ai suoi ascoltatori. Tale messaggio non è affatto tramontato con il passare degli anni e dei secoli, ma è tutt’ora valido e attuale anche in questo tempo, e oggi lo rivolge a tutti noi che siamo riuniti in religioso silenzio, in questo Santuario dello Scoglio. “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Si, e lo vogliamo proprio credere veramente, con tutto il nostro cuore che Gesù, non solo è il pane vivo disceso dal cielo, ma è anche il vero pane, il pane della vita, il pane che dà la vita al mondo, cioè agli uomini e alle donne di questo tempo, che con desiderio ardente, viva fede e amore si nutrono costantemente di questo pane. E nel fare riferimento al pane di vita, mi viene in mente quanto ci viene narrato nel primo libro dei Re, al cap. 19 v. 4 riguardo il profeta Elia, perché potrebbe offrirci anche uno spunto per arricchire di più questa nostra riflessione, e applicarla alla nostra vita di ogni giorno. Dunque, il profeta si trovò privo di forze dopo un lungo cammino nel deserto, e sfinito fisicamente e moralmente si gettò sotto un albero di ginepro, chiedendo a Dio di farlo morire. Si addormentò sotto l’albero, e mentre dormiva un angelo lo toccò e gli mostrò un pane cotto sulla pietra e un orcio d’acqua e gli disse: Alzati e mangia! Egli si alzò, mangiò e con la forza datagli da quel pane, camminò ancora per 40 giorni e 40 notti, fino al monte di Dio, l’Oreb. Poniamoci una domanda, e immedesimiamoci nella persona del profeta: Non siamo anche noi a volte, quell’Elia stanco e sfiduciato e desideroso di morire? Anche a noi viene detto perciò: Alzati e mangia! Chi mangia di questo pane che è il corpo del Signore, non camminerà solo per quaranta giorni e quaranta notti, come il profeta Elia, ma vivrà in eterno. Ed è proprio dal tabernacolo se vogliamo, che Gesù Cristo continua a far giungere a noi ancora oggi quelle sue parole: “Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò ristoro”; anche nel Libro del profeta Isaia al cap. 40 v. 29 sta scritto: “Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato”. Resta più che vero che il Pane Eucaristico è la nostra vita, la nostra forza e il nostro sostegno. “Io sono il pane di vita disse Gesù, chi mangia di questo pane vivrà in eterno”. Quindi, mangiare di questo pane vuol dire vivere in eterno. Ecco perché diceva S. Ignazio di Antiochia: “La Santissima Eucaristia è un farmaco d’immortalità, antidoto per non morire, ma vivere in Gesù Cristo per sempre”. Procuriamoci dunque miei cari, non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna. Con questo non intendo dire che Gesù è contro il cibo che mangiamo, ma piuttosto che non dobbiamo limitarci a desiderare solo quello, perché si tratta di qualcosa di materiale, cioè di valore effimero. Gli sforzi su cui dovremmo concentrarci devono essere rivolti al nutrimento dello spirito e dell’anima che dura per l’eternità. Oggi, come abbiamo ascoltato dal Vangelo, ci viene insegnato che solo il Signore può darci il pane della vita, che è il nutrimento celeste. Dobbiamo non solo desiderarlo, ma avere fame per questo cibo spirituale, non ogni tanto, ma ogni giorno. Giovanni Maria Vianney, il santo curato d’Ars diceva: “Venite alla comunione, venite a Gesù, venite a vivere di lui, al fine di vivere per lui”. Voglia la Vergine Santissima Nostra Signora dello Scoglio, Donna Eucaristica, suscitare in ciascuno di noi sempre più il desiderio ardente di cibarci del Pane Eucaristico, il pane della vita, il pane disceso dal cielo per la nostra salvezza, e per quella di tutti gli uomini e le donne di ogni tempo. Dite Amen. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo.” Al termine dell’incontro di preghiera, preceduto dalla solenne concelebrazione eucaristica e dalle confessioni, il coordinatore generale del santuario, il dottore Giuseppe Cavallo, ha annunciato che sabato 4 luglio si svolgerà un incontro di preghiera in cui verrà salutato il vescovo Oliva a cui subentrerà monsignor Cesare Di Pietro, tra l’altro nominato, dal Santo Padre Leone XIV°, alla guida della diocesi di Locri Gerace, proprio l’11 maggio u.s., data in cui ricorre l’anniversario della prima apparizione della Madonna, sullo Scoglio, a Fratel Cosimo. La prima apparizione avvenne, infatti, l’11 maggio 1968.




