Caro carburanti ogni oltre logica, Calabria la più cara, situazione insostenibile per le famiglie. Oggi il Governo corre ai ripari sulle accise per la serie, “chi fuma paga il pieno agli automobilisti”: un provvedimento che farà discutere
Lug 27, 2026 - Giuseppe Larosa
I carburanti continuano a pesare in maniera significativa sui bilanci delle famiglie italiane, incidendo anche sulla possibilità di trascorrere serenamente le ferie estive, soprattutto per chi deve percorrere centinaia di chilometri per raggiungere i luoghi di villeggiatura dal Nord al Sud del Paese. Nei piccoli centri della Calabria, inoltre, il tradizionale flusso di vacanzieri appare decisamente inferiore rispetto al passato, come testimoniano le numerose segnalazioni che continuiamo a ricevere. In questo contesto, un intervento sulle accise rappresenterebbe non solo una scelta opportuna, ma una misura indispensabile per dare ossigeno all’economia e, soprattutto, al ceto medio. Chi dispone di grandi disponibilità economiche continuerà probabilmente a viaggiare anche con carburanti molto più costosi; diversa è invece la situazione di milioni di famiglie che, negli ultimi anni, hanno dovuto fare i conti con un aumento generalizzato del costo della vita e con un potere d’acquisto sempre più ridotto. I prezzi dei carburanti restano elevati e, in Calabria, in molti distributori superano anche le medie regionali. Una situazione che pesa particolarmente su una regione già fragile dal punto di vista economico. A ciò si aggiunge un fenomeno sociale preoccupante: sembra quasi che cittadini e consumatori si stiano abituando a rincari che fino a pochi anni fa sarebbero stati ritenuti inaccettabili. Lo stesso accade nel settore alimentare, dove gli aumenti continuano a gravare sulle famiglie e dove permane il sospetto che, in diversi casi, vi siano dinamiche speculative che finiscono per colpire indistintamente ricchi e poveri. Nel frattempo, il Governo starebbe valutando un intervento per finanziare una riduzione delle accise sui carburanti attraverso un aumento della tassazione sui prodotti del tabacco. L’obiettivo sarebbe quello di reperire nuove risorse per contenere il prezzo di benzina e gasolio, offrendo un primo segnale in vista dell’esodo estivo, senza fare affidamento esclusivamente sul maggiore gettito IVA derivante dagli stessi rincari dei carburanti. Si tratta di una scelta destinata ad aprire un acceso dibattito. Da un lato si cerca di alleggerire il peso dei carburanti su famiglie e imprese; dall’altro si interviene su un settore che già garantisce allo Stato un rilevante gettito fiscale. Sarà inevitabile interrogarsi sull’efficacia della misura e sulla sua equità. L’ironia della vicenda potrebbe essere riassunta con uno slogan provocatorio: “Chi fuma paga anche il pieno degli automobilisti?” Una frase che evidenzia il paradosso del provvedimento, senza trasformarsi in un messaggio che possa essere interpretato come un invito a fumare.



