“Nome in codice Sandro”, la storia schock dell’imprenditore diventato narcotrafficante: Pietro Comito conquista Taurianova

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Ad organizzare la presentazione del libro la storica associazione “Parallelo 38”, guidata da Emanuela D’eugenio e Maria Grazia Arceri

“Nome in codice Sandro”, la storia schock dell’imprenditore diventato narcotrafficante: Pietro Comito conquista Taurianova
Una storia vera, dai contorni drammatici, che attraversa il mondo degli affari, il potere della ’ndrangheta e i traffici internazionali di cocaina. È quella raccontata dal giornalista Pietro Comito nel suo ultimo libro, Nome in codice Sandro, presentato a Taurianova davanti a un pubblico numeroso e particolarmente coinvolto.
Al centro del libro c’è la vicenda di un imprenditore del Vibonese che, dopo la morte del padre, si ritrova a ereditare un’azienda familiare specializzata nella lavorazione del marmo, gravata da pesanti debiti e schiacciata dalle pressioni della criminalità organizzata e degli usurai.
Una situazione economica e personale sempre più difficile, che lo porta progressivamente a entrare nell’orbita delle cosche, fino a diventare un uomo organico agli interessi di una delle più potenti articolazioni della ’ndrangheta calabrese: quella dei Mancuso.
La svolta arriva quando nella sua azienda viene assunto uno dei più importanti broker della cocaina. Da quel momento, l’imprenditore entra in contatto con i narcotrafficanti calabresi e con i cartelli colombiani, avviando una nuova e pericolosa attività criminale.
I viaggi in Colombia, gli incontri a Bogotá e i rapporti con gli uomini dei cartelli diventano parte di un sistema internazionale di importazione della cocaina, che viaggia nascosta all’interno dei carichi di marmo diretti al porto di Gioia Tauro.
Un meccanismo nel quale i grandi trafficanti gestiscono affari e capitali, mentre agli intermediari e agli imprenditori coinvolti restano soltanto le briciole. Uscire da quel sistema, però, significa mettere a rischio la propria vita. Perché ribellarsi alla ’ndrangheta può avere conseguenze mortali.
Ma a un certo punto l’imprenditore decide di cambiare strada.
A fare da tramite è un cappellano militare conosciuto negli anni precedenti, al quale confida di voler parlare con un carabiniere di cui potersi fidare. Sarà proprio lui a indicargli il nome di un ufficiale dell’Arma in servizio a Vibo Valentia, all’epoca alla guida del Reparto operativo.
L’incontro rappresenta un momento decisivo. L’imprenditore decide di collaborare con i carabinieri, iniziando un delicato percorso di infiltrazione nel mondo del narcotraffico e contribuendo alle attività investigative contro le organizzazioni criminali.
Da quella collaborazione prenderanno forma importanti operazioni, arresti e risultati investigativi di grande rilievo, capaci di incidere sulle reti del narcotraffico e di offrire un contributo significativo al contrasto della criminalità organizzata in Calabria.
È una vicenda complessa, raccontata da Pietro Comito con il suo stile diretto, coinvolgente e documentato. Un racconto che non si limita a ricostruire le dinamiche del traffico internazionale di droga, ma porta il lettore dentro le paure, le contraddizioni e le scelte di chi si ritrova intrappolato in un sistema criminale apparentemente senza via d’uscita.
La presentazione di Nome in codice Sandro a Taurianova si è trasformata in un appuntamento di grande interesse culturale e civile. Presenti l’intera amministrazione comunale, guidata dal sindaco Domenico Romeo, l’ex assessore alla Cultura Maria Fedele, i carabinieri della Compagnia di Taurianova e il comandante della locale Stazione, il tenente Roma.
All’iniziativa hanno partecipato anche l’onorevole Angela Napoli, numerosi giornalisti, rappresentanti di associazioni e tanti cittadini, rimasti a lungo coinvolti e quasi inchiodati dalla forza del racconto.
Un incontro che ha permesso di comprendere più da vicino la pervasività della ’ndrangheta, i meccanismi del narcotraffico internazionale e il prezzo umano di chi decide di spezzare il silenzio.
La forza di Pietro Comito sta proprio in questo: raccontare fatti e storie difficili con la capacità di renderli comprensibili a tutti, senza perdere la profondità dell’inchiesta giornalistica. Con Nome in codice Sandro, il giornalista calabrese firma un racconto che va oltre la cronaca e diventa una testimonianza sul potere della criminalità organizzata, ma anche sulla possibilità di scegliere da che parte stare.