‘Ndrangheta, arrestati due reggini collegati con le consorterie mafiose di Archi
Nov 06, 2026 - redazione
ei giorni scorsi, a conclusione di un’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Reggio Calabria, la locale Squadra Mobile ha dato esecuzione ad un’ordinanza
applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa nei confronti di due reggini
indiziati, a diverso titolo, per i delitti di associazione di stampo mafioso ed estorsione nonché indagati
per intestazione fittizia di beni, unitamente ad un terzo soggetto, non destinatario di misura.
L’indagine, avviata nel 2023, ha posto il focus investigativo sull’attuale assetto criminale
operante nel territorio di Gallico Reggio Calabria, zona storicamente sottoposta al governo della
‘ndrangheta reggina, facente parte del Mandamento di Reggio Centro, con storici collegamenti con
le consorterie dell’area di Archi.
L’attività condotta dalla Squadra Mobile reggina, con il coordinamento della Direzione
Distrettuale Antimafia, si pone come logica prosecuzione delle indagini [De Bello Gallico, Iris,
Epicentro 1, Malefix e Gallicò] che hanno permesso di ricostruire dinamiche e assetti
dell’articolazione di ‘ndrangheta con l’arresto di capi e gregari della cosca operante nel territorio di
Gallico caratterizzato da profonde frizioni – per l’acquisizione dell’egemonia criminale e il controllo
esclusivo dei traffici illeciti nella zona nord – e continue riconfigurazioni strutturali, derivanti
soprattutto dal vuoto di potere lasciato dall’arresto o dal decesso dei vecchi capi storici.
In tale contesto è emersa in maniera predominante la figura del destinatario di provvedimento
di custodia cautelare in carcere, il quale sarebbe divenuto l’attuale capo locale di Gallico esercitando
veri e propri poteri direttivi e di rappresentanza della ‘ndrina da lui governata. L’odierno indagato
era già stato implicato nell’inchiesta Gotha per essere intraneo al gruppo gallicese e già condannato
in secondo grado con l’esclusione del suo ruolo di vertice; ruolo che gli viene contestato con l’attività
conclusa questa notte con il suo arresto.
Nell’odierna inchiesta, infatti, questi esercitava in maniera continuativa un opprimente
controllo del territorio fungendo da collettore tra le varie articolazioni; dirimendo i contrasti, anche
interni, pure impartendo specifici compiti ai suoi sottoposti; promuovendo azioni estorsive, di cui era
anche beneficiario finale; infiltrandosi nelle attività economiche e produttive della zona, mediante
terzi compiacenti; provvedendo al sostentamento economico dei sodali detenuti mediante un continuo
approvvigionamento di denaro, proveniente dal compimento delle varie azioni delittuose.
Da qui, dunque, la contestazione del reato di appartenenza all’associazione mafiosa con ruolo
apicale, aggravato dal fatto dell’essere l’associazione armata e finanziata con i proventi illeciti.
nonché dall’aver commesso il fatto anche allorquando il predetto indagato si trovava sottoposto al
regime della sorveglianza speciale.
Infine, nell’inchiesta sono emerse le attività di estorsione nei confronti di un imprenditore del
reggino il quale aveva individuato la location ed organizzato i festeggiamenti del capodanno 2025 nel
territorio gallicese, area di governo dell’articolazione diretta dall’odierno indagato, senza la sua
preventiva autorizzazione, minacciandolo anche di azione violente e ritorsive nonché di intestazione
fittizia di beni e società, poste in essere con l’ausilio del soggetto destinatario della misura degli arresti
Questura di Reggio Calabria
Squadra Mobile
1^Sezione Criminalità Organizzata e Catturandi
domiciliari e dell’indagato non destinatario di misura alcuna, dirette a mantenere il controllo e a
condizionare lo svolgimento delle attività imprenditoriali.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per gli
indagati vale il principio di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva di condanna.



