Mobilitazioni contro il caro carburanti: Si ferma la Calabria per protesta. Blocchi stradali in diverse zone della Regione

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La Calabria si ferma. Sale la tensione nel comparto agroalimentare ed economico del Mezzogiorno. Come annunciato ha preso il via in Calabria la mobilitazione denominata “L’Italia scende in piazza”, un’imponente e capillare protesta promossa dal Movimento Popolare Nazionale, in sinergia con un ampio coordinamento di sigle locali del comparto agricolo, tra cui Popolo di Calabria, Movimento Territorio e Agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli – Cittadini Italiani. La rete di associazioni, che nella sola regione conta oltre 3.000 aderenti, ha organizzato una serie di presidi strategici lungo le principali arterie viarie calabresi per fare pressione sulle istituzioni. L’obiettivo è denunciare una crisi ormai insostenibile per le imprese e le famiglie del territorio. I blocchi stradali e i presidi stanno interessando i punti nevralgici del traffico regionale. Allo svincolo della A2 Del Mediterraneo di Firmo/Sibari, circa 400 agricoltori si sono radunati con i propri trattori, creando forti rallentamenti. Analoghe azioni si registrano a Crotone in località Passovecchio lungo la Statale 106 Ionica all’innesto con la Statale 107 e in contrada Margherita. Sul posto sono presenti costantemente le forze dell’ordine — Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza — per monitorare la viabilità e garantire la sicurezza pubblica. Presidi e proteste sono segnalati anche a Rosarno e Pizzo Calabro.