Michele Caccamo, “Appello a tutte le forze politiche e sociali di Taurianova: venite a TAU”

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Tra qualche giorno presenterò a Taurianova TAU. In segno d’amore, il libro che ho scritto con Claudio Baglioni. La presentazione si terrà nella Chiesa degli Artisti, nel quartiere dove sono nato. Vorrei che questo evento diventasse una riunione di comunità. Per questo vorrei ospitare tutte le forze politiche di Taurianova: chi oggi amministra, chi è all’opposizione, chi ha avuto responsabilità negli anni passati. E vorrei farlo rivolgendomi a ciascuno personalmente. Nei prossimi giorni farò arrivare a ognuno il mio invito, con il desiderio sincero che venga accolto. Attorno ai politici della città vorrei che ci fosse Taurianova. Oltre ai singoli cittadini ho pensato ai parroci, alle forze dell’ordine, alle associazioni culturali, sociali e religiose, perché TAU parla agli uomini prima ancora che ai ruoli che ricoprono. Mi piacerebbe che quella chiesa raccogliesse per una sera persone che abitualmente si incontrano in altri luoghi e per altre ragioni, e che questa volta lo facessero semplicemente per ascoltare e condividere un tempo di fratellanza. So bene che il confronto politico a Taurianova è stato spesso molto duro e che il mio intento sarà di difficile attuazione. Ci sono posizioni lontane, scontri, vicende che hanno lasciato conseguenze anche nei rapporti personali. Certamente non penso che la presentazione di un libro possa cancellare tutto questo, né sarebbe giusto chiedere a qualcuno di comportarsi in maniera diversa dal proprio sentire. Ma mi piacerebbe che quella sera maggioranza, opposizione, amministratori di oggi e di ieri scegliessero di esserci. Non chiedo riconciliazioni pubbliche, non chiedo strette di mano e neppure gesti preparati per l’occasione. Ognuno arriverà mantenendo la propria storia e le proprie ragioni. Il motivo per cui sento di poter rivolgere questo invito è dentro TAU. Nel libro Francesco attraversa disarmato il campo per raggiungere il Sultano. Nel dialogo gli facciamo pronunciare queste parole: «Io sono venuto a ricordare che nessun uomo nasce per essere contro qualcuno, che la guerra guasta le parole. Si comincia a dire il nemico, poi si smette di dire l’uomo». È da questa frase che nasce il mio appello. La politica vive anche di contrapposizione. Chi governa deve accettare di essere combattuto e chi si oppone ha il diritto e il dovere di farlo. Si può avere un’idea molto diversa della città, si possono contestare decisioni e responsabilità, si può discutere con durezza. Chiamare qualcuno avversario appartiene alla politica, ma se questo comporta considerarlo un nemico impoverisce tutti. È qui che le parole di Francesco mi sembrano più che mai necessarie. Non per attenuare il confronto o chiedere a qualcuno di rinunciare alle proprie convinzioni, ma perché le differenze non arrivino a impedirci persino di ritrovarci nello stesso luogo. Ecco, io vorrei che TAU arrivasse a Taurianova nella chiesa del quartiere dove sono nato, con una città che per una sera prova a stare nello stesso luogo senza pretendere di cancellare le differenze. Il giorno dopo ciascuno continuerà a sostenere le proprie ragioni, ma quella sera mi piacerebbe che tutti ricordassimo una cosa molto semplice: prima dell’avversario c’è l’uomo. Io vi aspetto.