Marchio biologico italiano, Nesci: «Scelta importante del ministro Lollobrigida: più tutela per produttori, qualità e Made in Italy»
Set 24, 2026 - redazione
«Il nuovo Marchio Biologico Italiano rappresenta uno strumento concreto per valorizzare le nostre produzioni, tutelare chi lavora rispettando regole e standard elevati e offrire ai consumatori una garanzia immediatamente riconoscibile sull’origine italiana del prodotto».
Lo dichiara Denis Nesci, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, commentando la presentazione del nuovo Marchio Biologico Italiano da parte del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, in occasione della Giornata europea del biologico: «Il nuovo marchio affiancherà il logo biologico europeo e identificherà i prodotti bio realizzati con materie prime agricole nazionali. L’adesione sarà volontaria e riservata agli operatori che rispettano i requisiti previsti dal Ministero.
«È una scelta che va nella direzione giusta – sottolinea Nesci – perché aggiunge alla certificazione biologica il valore dell’origine italiana e contribuisce a contrastare fenomeni di falso biologico e concorrenza sleale che danneggiano soprattutto le imprese serie, quelle che sostengono costi maggiori per garantire qualità, tracciabilità e sostenibilità».
Il settore biologico italiano continua intanto a crescere: nel 2025 i consumi domestici hanno raggiunto i 4,4 miliardi di euro, in aumento del 9,2% rispetto all’anno precedente, mentre la superficie agricola biologica ha raggiunto il 19,4% della superficie agricola utilizzata nazionale. Gli operatori del comparto sono oltre 95mila: «Per le regioni del Mezzogiorno – aggiunge Nesci – il biologico può rappresentare una leva importante di competitività, soprattutto per le giovani imprese agricole, le produzioni di qualità e i territori rurali. Dare maggiore riconoscibilità al biologico italiano significa aumentare il valore delle nostre filiere e rafforzare la presenza del Made in Italy sui mercati».
«Il lavoro portato avanti dal ministro Lollobrigida – conclude Nesci – rafforza una visione dell’agricoltura fondata sulla qualità, sulla tutela dei produttori e sulla capacità di trasformare le nostre eccellenze in un vantaggio competitivo. Difendere il biologico italiano significa difendere lavoro, territori e identità produttiva».



