Lo scontro politico al referendum del 22 e 23 marzo sulla giustizia si gioca sul ruolo del Pm e giudici. Ecco come funziona
Mar 14, 2026 - redazione
Italia
Oggi giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine: la magistratura.
Questo significa che:
fanno lo stesso concorso per entrare in magistratura;
appartengono allo stesso organo di autogoverno, il Consiglio Superiore della Magistratura;
nel corso della carriera possono passare da giudice a pubblico ministero e viceversa (anche se oggi con alcune limitazioni).
In pratica fanno due mestieri diversi, ma dentro la stessa carriera.
2️⃣ Che cosa farebbe la separazione delle carriere
La riforma propone di creare due carriere completamente separate:
Magistratura giudicante
i giudici, che devono decidere se l’imputato è colpevole o innocente.
Magistratura requirente
i pubblici ministeri (PM), cioè i magistrati che indagano e sostengono l’accusa nei processi.
Con la separazione:
si farebbero concorsi diversi
ci sarebbero organi di governo diversi
non si potrebbe più passare da PM a giudice durante la carriera.
3️⃣ Perché alcuni la vogliono
Chi è favorevole dice che così il processo diventa più equilibrato.
L’idea è questa:
nel processo penale ci sono tre figure:
accusa (PM)
difesa (avvocato)
giudice
Secondo i sostenitori della riforma, il giudice dovrebbe essere totalmente separato da chi accusa, per essere percepito come più imparziale.
4️⃣ Perché altri sono contrari
Molti magistrati e giuristi temono invece che la separazione possa:
indebolire l’indipendenza dei PM
avvicinare troppo i pubblici ministeri al potere politico
cambiare l’equilibrio della magistratura.
In particolare l’Associazione Nazionale Magistrati sostiene che il sistema attuale garantisce meglio l’autonomia della magistratura.
5️⃣ In realtà il punto politico
Dietro il dibattito tecnico c’è anche uno scontro storico tra:
politica
magistratura
che in Italia dura da decenni, soprattutto dopo Mani Pulite negli anni ’90.
✅ In sintesi semplice:
oggi: giudici e PM fanno parte della stessa carriera
con la riforma: diventano due professioni separate




