L’INTERVISTA. Elezioni Comunali Taurianova. Raffaele Loprete presenta la sua candidatura a 360 gradi, dai suoi trascorsi amministrativi fino ad oggi, “Non risponderò a provocazioni, parlerò di progetti per la città e ho le carte in regola per essere eletto Sindaco di Taurianova”

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A pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste per le Elezioni Comunali del 24 e 25 maggio a Taurianova, abbiamo incontrato il candidato a sindaco del centrosinistra Raffaele Loprete che si presenta con una lista civica dal nome ambizioso come “Radici e Futuro” in quanto non si tratta solo di una lista, ma come lo stesso Loprete ha affermato di un “progetto politico che guarda al futuro”, con all’interno il Partito Democratico e Rifondazione Comunista. Raffaele Loprete, pochi giorni fa ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco e si confronterà con il sindaco uscente Roy Biasi, l’ex due volte sindaco Mimmo Romeo e Annamaria Cordopatri, nell’intervista ha toccato alcuni temi, partendo dalla sua esperienza di ex assessore (dal 2015 al 2019 con sindaco Fabio Scionti), facendo una sua personale disamina, fino ai giorni nostri con la nuova sfida elettorale che lo attende per la conquista della fascia tricolore.

Raffaele Loprete, eccoci qua! C’era molta attesa per la lista del centrosinistra, anzi diciamo che in questi mesi si parlava addirittura, diciamolo pure, che non si riuscivate nemmeno a fare la lista del Partito Democratico, il maggiore partito di centrosinistra. Adesso c’è l’ufficialità, Raffaello Loprete è candidato a sindaco. Come nasce la tua candidatura e soprattutto perché Raffaello Loprete?

Allora, intanto l’incertezza nasce dal fatto che io e tanti altri, diciamo, compagni del Partito Democratico siamo ritornati ad essere attivi all’interno del PD perché per tanto tempo, purtroppo, è stato un partito messo quasi in stand-by e non sto qui a raccontare le motivazioni, non è questa la sede opportuna, però diciamo che ci sono state delle problematiche, ognuno di noi ha probabilmente delle responsabilità, ma hanno fatto sì che appunto il PD in qualche maniera si fermasse a Taurianova per un bel periodo. A gennaio è stato fatto il congresso in veloce. Perché se consideriamo che a gennaio abbiamo fatto il congresso e a maggio poi si sarebbe votato, comunque avevamo anche pochissimi mesi a disposizione. Abbiamo tentato fino all’ultimo di creare in qualche maniera un centrosinistra allargato, cosa purtroppo che non è riuscita, nel senso che a Taurianova manca il centrosinistra. Mentre in altre realtà, come per esempio penso a Reggio Calabria, oggi c’è il PD seduto con Movimento 5 Stelle, con Alleanza Verdi e Sinistra di Bonelli, ecc., a Taurianova purtroppo mancano questi pezzi e infatti il PD e Rifondazione Comunista sono i soli due partiti che appunto hanno creato questa lista di centrosinistra, quindi siamo partiti in ritardo, ma non per qualcosa, noi avevamo comunque in mente di farla la lista, di creare un progetto. È chiaro che se uno riprende in mano il partito a gennaio non può pensare che a febbraio o a marzo avremmo già avuto le idee molto chiare. No, si prende il partito a gennaio, cominciamo a fare attività politica e in pochissimo tempo siamo riusciti a creare un progetto con Rifondazione Comunista. Abbiamo coinvolto tante persone che erano anche disaffezionate un po’, anche al PD stesso, che si sono riavvicinate e fino all’ultimo cercheremo di riavvicinare anche coloro i quali ancora non credono in questo progetto.

Ma perché proprio tu? La tua candidatura perché nasce?

Perché all’interno del PD una figura come la mia, quindi una persona che comunque ha la tessera del partito, è una candidatura politica. Ho la tessera del partito da quando avevo 12 anni, quindi Sinistra Giovanile, DS e PD, sono stato sempre in quest’area, ma soprattutto sono un candidato che comunque ha anche un’esperienza amministrativa alle spalle di ben quattro anni, che rivendico tra l’altro con orgoglio perché credo appunto che i compagni sia di Rifondazione sia del Partito Democratico hanno visto in me una figura con un’esperienza amministrativa, non soltanto politica, che appunto è andata su quella direzione di candidarmi a Sindaco.

Parliamo della tua esperienza politica. Tu sei stato un amministratore del Partito Democratico, parliamo del 2015, quando vinse Scionti. Il PD ebbe un’ottima affermazione in quelle elezioni e sei stato un assessore di punta del PD. Ti sei dimesso a ottobre del 2019, nei fatti dopo circa un mese e mezzo ci fu la decadenza di Scionti a causa della sfiducia di alcuni consiglieri di quella maggioranza che l’hanno deciso, ahimè, di interrompere anticipatamente quella consiliatura. Sono trascorsi quasi sette anni: Taurianova ieri e Taurianova oggi, cos’è cambiato?

Allora, io penso e dico sempre una cosa, ma io sono mancato poi degli anni, poi arriviamo anche alle mie dimissioni, se vogliamo. Come dicevo sono mancato diversi anni per lavoro e stavo fuori, sono ritornato da un anno e mezzo circa, però se penso quando sono partito e quando poi sono ritornato, purtroppo non è cambiato nulla. E se penso per esempio che nel mio ramo, dal palazzetto dello sport, così era, così è rimasto, se penso all’auditorium che tra l’altro è un finanziamento nostro, iniziato e progettato grazie ai finanziamenti di Renzi all’epoca, quindi parliamo del 2016 addirittura, ad oggi appunto non è successo nulla, non è cambiato nulla, non stiamo qui a vedere le motivazioni che ci sono, per carità, ma di fatto se io sono partito cinque anni fa per Bergamo, quindi sono andato fuori, sono ritornato, non è cambiato nulla! Quindi da un punto di vista sportivo, anzi, qualcosa era cambiato quando c’eravamo noi ad amministrare perché noi all’epoca non potevamo accedere ai mutui, quindi non mi sono potuto permettere di fare il campo in erbetta sintetica, piuttosto che campi di tennis e altri, però la lungimiranza politica, non soltanto mia ovviamente, ma dell’amministrazione dell’epoca permise di poter fare un campo di padel di tennis con terra rossa qui a Taurianova con un bando privato, il campo di Amato, che è stato per 50 anni un terreno dove c’era una discarica a cielo aperto. Oggi invece c’è una struttura, sì privata, ma comunque dove tutti i taurianovesi e non possono usufruire. Ci sono state comunque delle cose che abbiamo fatto, ripeto, non con i fondi nostri, però abbiamo avuto l’intuizione di darle a privati, ma così si fa oggi, oggi chi amministra sa benissimo che ha purtroppo delle limitazioni economiche, quindi dove il Comune non arriva, può arrivarci il privato. All’epoca abbiamo fatto alcune cose che ancora oggi ci sono e funzionano molto bene.

Le mie dimissioni sono avvenute, appunto, cento giorni prima credo dalla caduta di Fabio Scionti, ma era una caduta che soltanto forse lui non aveva capito perché aveva i suoi stessi che gli remavano contro perché comunque a un certo punto ha voluto lui, mollare la politica, pensando che potesse in qualche maniera andare da solo, ma è andato a sbattere contro se stesso, perché appunto la politica è la base. Dopo quelle esperienze di Scionti, ho sempre detto una cosa che il candidato singolo deve essere un che fa politica, basta con l’uomo della società civile, per carità ce ne saranno altri della società civile, sicuramente molto bravi, però a volte serve un candidato politico, perché se non hai l’esperienza politica poi non vai da nessuna parte, cosa che infatti è successo. Dopodiché da quell’esperienza ha portato ad oggi a non avere, colgo l’occasione perché mi ha fornito un assist, Scionti qualche mese fa è uscito con una dichiarazione su un quotidiano dove appunto diceva che la politica non si fa a tempo indeterminato, etc., e che vede nel centrosinistra di oggi forse delle persone vecchie. Ma fondamentalmente oggi c’è un centrosinistra, c’è un Partito Democratico formato da persone giovanissime, la mia lista lo dirà e si vedrà a chiare lettere, ma dell’esperienza di Scionti, di quel Comitato Civico non è rimasto più nulla purtroppo, quindi un mea culpa se fosse in Scionti lo farei, non fosse altro che dopo di lui in nulla.

Però Scionti ha dichiarato che ha chiuso con la politica attiva, anticipandolo anche nell’ultimo Consiglio Comunale

Ma non ha lasciato nessuna eredità politica e questo dovrebbe chiederselo Scionti, lo dico con rammarico e con dispiacere, perché comunque abbiamo condiviso un’esperienza molto bella, interessante insieme, però politicamente ripeto, non come amministratore, non come sindaco, ma politicamente purtroppo ad oggi non ha lasciato nulla.

Tu parli di “visione concreta per la città”, qual è la tua visione concreta per la città? Ma cosa intendo soprattutto per “visione concreta per la città”?

Questo l’ho detto domenica mattina alla presentazione della sede, e che poi colgo l’occasione anche per invitare chi vorrà passare di là, anche chi non ci voterà, per carità, chiunque può passare, perché è giusto che ci dia un consiglio, che si confronti con noi. La sede servirà a quello, è un confronto continuo, ogni giorno saremo lì a confrontarci con tutti, ovviamente quando andremo in giro a fare campagna elettorale, ma fondamentalmente qualcuno di noi ci sarà sempre.

Ma cosa si intende per concretezza?

Concretezza politica, cioè nei fatti, dobbiamo avere una visione reale, cioè è inutile parlare di quello che non si potrà fare, di quello che sono soltanto dei sogni, ma essere concreti ad oggi, cioè oggi servono fatti concreti, non servono più le parole e lo dicevamo prima rispetto a quando ho lasciato cinque anni fa ad oggi, Taurianova è la stessa, anzi oggi basta farsi una passeggiata sul corso, in piazza, al centro del paese non c’è nulla, la domenica mattina non c’è nessuno, nemmeno il sabato sera, ma anche durante il giorno basterebbe parlare con quei pochi, e sottolineo pochi, commercianti che ancora sono rimasti, per fortuna, a fare il proprio lavoro. Quindi concretezza che significa? Concretezza è aiutare i commercianti, aiutare i cittadini, creare e dare delle risposte, ma delle risposte concrete, delle risposte reali, perché a Taurianova, come ho già detto, in questo momento pesa un’incertezza e una continua approssimazione, si fa politica senza una visione, senza un progetto davvero politico.

Eppure nell’intervista che noi abbiamo fatto al sindaco uscente Biasi e quattro volte sindaco tra le altre cose, parlando di orgoglio taurianovese, lui ha affermato che Taurianova si è rinvigorita dagli anni bui del passato e che c’è una Taurianova cambiata.

Spero che i progetti di cui lui parla li vedremo forse negli anni successivi. Biasi era sindaco nel primo mandato quando io facevo ancora le elementari, ha avuto esperienze trentennali in questa città, non credo che sia cambiata più di tanto questa città. Dopodiché le cose di cui lui parla sarebbe bello che li dicesse chiaramente, nel senso che comunque, ripeto, se è una Taurianova svuotata, se i giovani non sono più, non do le colpo solo a Biasi per carità, sarebbe veramente una stupidaggine, però una domanda ce la siamo posti, no, la politica questo deve fare, deve dare delle risposte e non pensare alle solite cose, la campagna elettorale, i soliti slogan, le solite propaganda, non servono, ci servono fatti concreti, concretezza, cosa possiamo fare? Cosa non possiamo fare per aiutare i giovani? Per aiutare i commercianti? Per attuare un PSC di cui lui tanto parlava nei comizi comunali, ma allo stato attuale oggi non c’è, quindi ecco, concentriamoci sulla serietà, perché io l’ho già detto domenica, non risponderò alle provocazioni, farò una campagna elettorale basata sul mio programma. Noi abbiamo 10 punti programmatici, da questi punti partiremo, dove però ognuno darà il proprio contributo. Ecco perché anche la sede, noi sensibilizzeremo tantissimo, abbiamo già creato dei format su Instagram e su Facebook, dove già da ieri molti cittadini iscrivono quello di cui loro hanno bisogno, dei consigli che vorrebbero dare ai futuri amministratori. Oggi c’è, da una parte un’esperienza trentennale, e l’ho già detto, dall’altra c’è chi si candida perché ha soltanto in mente degli egoismi personali, per i picchi personali etc., dall’altra parte invece c’è una nuova generazione, nuove persone pronte a dare il massimo impegno per la città, ragazzi che sono andati via e sono ritornati, ragazzi che non sono andati via perché hanno trovato lavoro qui e che sono disposti a girarsi le maniche a lavorare per il bene del paese.

È la prima volta che si vota con questo sistema elettorale, purtroppo aggiungo, perché noi eravamo abituati alle battaglie al primo turno e poi al ballottaggio. Tu sei il più giovane tra i candidati a sindaco e ti confronterai con questa campagna elettorale con due avversari “statisticamente” favoriti, nel senso che, nel caso di Romeo due volte sindaco e Biasi quattro volte sindaco e che adesso la sua quinta avventura, poi c’è anche Annamaria Cordopatri che è stata anch’essa un ex amministratore (Loprete sottolinea che è stata candidata con il Pd nel 2020). Però tra le righe sia Romeo che Biasi sono convinti entrambi della vittoria finale, ovvero che avranno il favore del popolo sovrano che saranno gli elettori taurianovesi, e Raffaele Loprete?

Mi pare di capire che Taurianova avrà due sindaci…uno è Mimmo Romeo e l’altro Biasi…

Diciamo che inizialmente si prospettava un “ballottaggio” tra loro due…prima del tuo avvento e di Annamaria Cordopatri…

Io la vedo così, molte volte la storia ce lo insegna e non solo a Taurianova tra chi parte favorito e poi sfavorito e viceversa, ricordo anche la campagna di Fabio Scionti nel 2015, ci davano tutti per sconfitti, tutti per morti, poi in realtà abbiamo vinto le elezioni, quindi fare oggi io un discorso sui voti o vinco io perché ho investito bene, oppure ho vinto perché ho avuto in passato delle amministrazioni, ho lasciato il segno e quindi posso giocarmi la carta. Io invece credo che non è rispettoso per i cittadini perché i cittadini hanno il diritto di esprimersi, questa volta i cittadini lo faranno…

Interr… però Biasi, così come Romeo hanno detto che i cittadini sono sovrani e saranno i protagonisti democratici nella loro scelta con il voto…

Io oggi mancherei di rispetto ai cittadini a definirmi vincitore, io mi sento che ho dato la mia disponibilità al Partito Democratico e stiamo dando il meglio di quello che potevamo dare in termini non solo di lista, perché io prima ho parlato della lista, ma oltre alla lista c’erano tante persone che non sono candidate ma che credono al progetto, anzi c’erano alcune persone che stanno lavorando anche di più perché poi preparano i comunicati stampa, perché poi si occupano delle pagine social, perché si occupano del programma, perché si occupano delle varie sedi che abbiamo, perché noi abbiamo una sede elettorale, ma abbiamo anche altri due punti dove comunque incontreremo i nostri elettori. Quindi io dico questa volta secondo me ci sarà un voto un po’ più libero, perché mentre io ricordo nel 2015 eravamo forse 300 candidati, lo dico sempre, io ricordo benissimo che all’epoca ogni famiglia aveva tre candidati, questa volta non è così, quindi secondo me possiamo giocarci il voto libero e non sto dicendo né lo dirò mai che il voto libero va a me, è chiaro, però di sicuro anche se una lista ha qualche candidato con il consiglio un po’ più forte, di sicuro dall’altra parte c’è secondo me un margine di voto libero maggiore rispetto agli altri.

Al di là della retorica e del politichese, Raffaele Loprete, nutre una sua “sana” convinzione o meglio speranza di vincere?

Assolutamente sì, lo dico perché il primo giorno che mi hanno fatto questa proposta all’interno della coalizione, io mi sono preso del tempo e ho fatto tante chiamate, poi è chiaro che un giornalista può dire vabbè ma tu ti sei fatto le chiamate agli amici tuoi, ma non ho chiamato soltanto amici miei e parenti miei, ma ho chiamato diversi cittadini e mi sono pure incontrato e molti di loro mi hanno detto guarda che questa volta noi non saremmo andati a votare, semplicemente perché aspettavamo la novità, soprattutto il centrosinistra doveva darci questa possibilità e per questo che io sono orgoglioso di aver fatto questa scelta. Magari per qualcuno sarà una candidatura anche di servizio o di bandiera, ma per me posso assicurare che dal giorno dopo la presentazione delle liste, sarò casa per casa, via per via, stradina per stradina, frazione per frazione a cercare il voto per un progetto politico e non per Raffaele Loprete perché deve crescere il progetto politico quindi io spero di diventare sindaco. E la mia candidatura in qualche maniera è simile in Calabria pensando a tanti sindaci giovani che ci sono stati contro tutte le aspettative, ripeto contro tutte le aspettative, penso a Stasi (sindaco di Corigliano Rossano), dove nessuno puntava su di lui ed adesso al suo secondo mandato, ma penso anche ad altri sindaci molto più vicini a noi giovani quindi io penso di poter diventare assolutamente sindaco di Taurianova.

Come sarà la tua campagna elettorale? Quale saranno i toni soprattutto?

La mia campagna elettorale, lo dicevo prima, sarà una campagna basata sui progetti e sull’ascolto soprattutto sull’ascolto.

I toni saranno quelli che si usano in una campagna elettorale, ma non a quelle che siamo abituati noi come negli anni passati, quello è sicuro perché noi vogliamo e l’ho detto anche a tutti i miei candidati al consiglio comunale di non cadere nelle provocazioni, noi alle provocazioni risponderemo con un sorriso perché noi saremo quelli del programma, saremo quelli della chiarezza, saremo quelli del dialogo. Quindi ho già chiesto ai miei di non cadere mai nelle provocazioni anche se dovessero ricevere o anche se io dovesse ricevere delle offese personali che vanno al di fuori della politica non risponderò. Poi io con Biasi, con Romeo e con Cordopatri mi confronterò su politica, possiamo litigare anche dieci ore su politica, sui contenuti ma a livello di provocazioni, a livello di offese noi non ci stiamo, assolutamente no.