L’intervento. “Il risultato della Suppletive sono la fotografia della profonda crisi che il Partito Democratico attraversa nella provincia”
Set 30, 2026 - redazione
Il risultato delle suppletive del 27-28 settembre rappresenta una fotografia impietosa dello stato di profonda crisi che attraversa il Partito Democratico nella nostra provincia. E, tuttavia, ciò che più preoccupa, è l’inerzia, il deficiti di iniziativa politica, che ha accompagnato le disfatte elettorali che nel tempo si sono susseguite senza soluzione di continuità. Nell’ordine: elezioni regionali; referendum sulla giustizia, in cui il SI’ ha prevalso nella sola provincia di Reggio Calabria, registrandosi nelle altre, un trionfo del NO; elezioni comunali e circoscrizionali di Reggio Calabria; elezioni amministrative in numerosi Comuni della provincia di Reggio Calabria, in cui non soltanto si è perso, ma in alcuni casi non si è riusciti neppure a capitalizzare i risultati di importanti esperienze amministrative che ci vedevano protagonisti (vedi Palmi, su tutti); elezioni del consiglio metropolitano e, da ultimo, le suppletive di qualche giorno fa.
Un declino, si direbbe inesorabile, così come raccontato da dati oggettivamente misurabili, a fronte del quale sarebbe dovuta seguire un’analisi seria e rigorosa, frutto di una discussione ampia e partecipata. Ed invece, niente di tutto questo. Anzi, tutto il contrario, si è tentato di sminuire e di mistificare il risultato elettorale, con analisi di comodo del tutto sganciate dalla realtà. In più, in una fase così drammatica per la vita del Partito, i suoi organismi democraticamente eletti (Direzione ed Assemblea), non sono convocati, sostituiti da “caminetti” riservati, svuotati di ogni capacità decisionale, poiché statutariamente “abusivi”. Uno stato di cose che autorizza a pensare ad una Federazione metropolitana “di fatto” commissariata, gestita da un solo uomo al comando. Insomma, una federazione svuotata di ogni prerogativa democratica, in cui fingendo di discutere, si ratificano decisioni e scelte assunte non si sa dove e da chi, che puntualmente si rivelano sbagliate, ed il cui conto salato è pagato esclusivamente dalla maggioranza degli iscritti e dei simpatizzanti, che con passione, onestà e sacrifico, vorrebbero veder prevalere gli ideali e i valori in cui credono.
Non è più possibile tergiversare, occorre agire ora e subito. Non vogliamo abituarci alle sconfitte. Ognuno di noi deve assumersi le responsabilità del momento, in primis la classe dirigente di questo partito chiamata a valutare, come etica imporrebbe, la necessità di un doveroso passo di lato; restituendo al partito la sua agibilità democratica, che passa anche dalla ricostituzione di una collegialità nei processi decisionali, per farne un corpo largo che torni a respirare con pieni polmoni, in cui il dissenso non sia criminalizzato, e che sia, perciò, in grado di rilanciare la sua azione sul territorio (soltanto declamata), mediante un progetto di rilancio dei circoli (che siano veri e non di facciata) che non potrà essere a costo zero, quale punto cardine di una futura piattaforma programmatica cittadina. Solo così potremo sperare di attrarre tutti coloro i quali intendono partecipare, senza la preoccupazione di “dover appartenere”, animati esclusivamente dalla volontà di fare e di costruire una alternativa politica e sociale al sistema di potere che sta occupando tutti i gangli vitali della nostra comunità, sino a soffocarla.
Infine, ricordiamo quanto affermato in una recente intervista da Pino Caminiti, illustre esponente del Centro Sinistra “ricordo che per molto meno il PD quindici anni fa fu commissariato”.
Antonio Giulio Morabito (Ex Segretario Metropolitano RC)
Demetrio Pecora (Componente Direzione Prov.le RC)
Irene Ielo (Componente Commissione di Garanzia)
Filippo Romeo (Componente Direttivo Circolo Condofuri)
Ilaria Cipolla (GD Reggio Calabria)



