Liberi di ricominciare e Cittadinanza mediterranea: “Insieme per la città che vogliamo”

banner pasticceria taverna

Si concretizzano le alleanze in vista delle prossime elezioni amministrative. Paolo Ferrara: Le drammatiche situazioni di Reggio sono figlie di errori del centrodestra e del centrosinistra

Liberi di ricominciare e Cittadinanza mediterranea: “Insieme per la città che vogliamo”

Si concretizzano le alleanze in vista delle prossime elezioni amministrative. Paolo Ferrara: Le drammatiche situazioni di Reggio sono figlie di errori del centrodestra e del centrosinistra

 

 

REGGIO CALABRIA – Gli incontri promossi dal Movimento “Cittadinanza Mediterranea” con le Associazioni e i Movimenti cittadini, anche in vista delle prossime scadenze elettorali comunali, sono stati proficui.
In particolare, un costante, pacato e serio confronto tra l’associazione “Liberi di Ricominciare” e “Cittadinanza Mediterranea”, ha portato all’attuale decisione di aggregare le forze dei due Movimenti mettendo in campo iniziative basate sull’approfondimento e l’impegno, al fine di proporre alla città un’alternativa credibile, in grado di contrastare la forza mediatica e la pressione ideologica dei partiti tradizionali e, nel contempo, di dare risposte concrete per la soluzione delle più scottanti tematiche d’interesse pubblico.
In più occasioni “Cittadinanza Mediterranea”, del Presidente Piero Morabito, ha partecipato e supportato l’azione di “Liberi di Ricominciare”, condividendone gli obiettivi e apprezzandone i risultati concreti conseguiti, grazie alle capacità, all’impegno e all’abnegazione, profusa dai suoi aderenti e da tutto lo staff organizzativo, guidato dal presidente Paolo Ferrara.
È di tutta evidenza che il nascente sodalizio tra le due Associazioni, si realizza all’interno di una realtà politica e sociale che vede i cittadini Reggini, confusi e pieni d’incertezze: quello che è spacciato come il “nuovo” che avanza, nasconde il più minaccioso “dejà vu”, un miserevole gioco delle parti, dove il termine cambiamento è usato da politicanti che non hanno alcuna intenzione di invertire la rotta del malaffare e del raggiungimento d’interessi di parte o di partito.
In tal senso, l’obiettivo scaturito e condiviso durante gli incontri, è quello di creare un “Gruppo di pressione”, che nasca dalla libera volontà dei cittadini, per contribuire a cambiare le regole del gioco e ridare alla città una classe dirigente capace, trasparente e credibile.
L’aderenza e la partecipazione a un’iniziativa condivisa, comporta necessariamente la scesa in campo di tutte le parti sane della società civile nelle sue più qualificate espressioni, affinché le stesse si mostrino in grado di risollevare la città dal baratro in cui e caduta e di ricostruire un’etica ed una trasparenza necessarie per godere della stima totale dei cittadini, ma soprattutto, a spazzare via tutto il marciume che ancora risiede (sotto non tanto mentite spoglie) dietro personaggi e finte aggregazioni, manovrate dai “soliti noti” che, scacciati via dalla porta, ritengono di poter rientrare dalla finestra, utilizzando per le loro più basse finalità, ogni mezzo e ogni percorso a volte anche illecito.
Le prossime elezioni amministrative, avranno per la città un significato che va ben al di là di una semplice tornata elettorale, perché, con l’avvio delle procedure per la costituzione della Città Metropolitana, gli appetiti dei “marpioni” della politica, sono fin da ora altissimi e la battaglia per “contrastarli” si configura aspra e faticosa. Ma, proprio per questo è indifferibile che, con senso civico, convinzione e coraggio, ognuno se impegni, dando un contributo fattivo per il cambiamento ed evitare che la città scivoli irreversibilmente nel baratro più profondo.
Non vi è dubbio che “Liberi di Ricominciare”, operativo sul territorio da oltre un anno, ancor prima che la vecchia politica dimostrasse la sua inefficienza, è stato il Movimento che ha iniziato il percorso del vero rinnovamento e del rispetto assoluto per le legittime richieste dei cittadini, in un confronto diretto con la popolazione che è servito a comprendere le necessità improrogabili del territorio e le esigenze inderogabili degli abitanti.
La condivisione totale di “Liberi di Ricominciare” del percorso programmato da “Cittadinanza Mediterranea”, nasce dalla consapevolezza che le idee e le strade convergono in un unico e onorevole obiettivo che, rafforza notevolmente il progetto già iniziato da qualche anno da “Liberi di Ricominciare”, nella comune volontà di costruire un “Gruppo Politico” allargato e aperto a tutte le realtà associative, volte a intendere la politica “missione” incondizionata al servizio del cittadino.
La realizzazione comune di un percorso di rinnovamento volto al recupero materiale del territorio e al riscatto soprattutto morale dell’intera società, ci da la speranza di poterci riuscire veramente e ci rende più combattivi e incisivi nell’affrontare le problematiche che hanno impoverito culturalmente ed economicamente la città di Reggio Calabria.
Questo primo accordo apre sicuramente un grande varco, nel quale altre Associazioni o Movimenti che condividono gli stessi obiettivi possono confluire, restando aperto il confronto (già in atto con altre Associazioni) con tutte le realtà locali che dovessero decidere di partecipare al “progetto”, unendo le proprie forze per il bene della città.

Paolo Ferrara: Le drammatiche situazioni di Reggio sono figlie di errori del centrodestra e del centrosinistra

Quotidianamente l’opinione pubblica è assuefatta dall’idea che ci sono solo primarie del centrosinistra e/o che c’è solo un centrodestra in difficoltà.

È inevitabile affermare che le drammatiche situazioni di Reggio sono figlie di errori del centrodestra e del centrosinistra, i quali ancora oggi hanno il coraggio di riproporsi per governare la città.

Centrodestra e centrosinistra, due fronti che si scontrano su questioni personali e non su questioni politiche, da anni oramai non vi è più un confronto dialettico serio sui problemi e sui programmi, ma solo uno scontro tra situazioni che oramai si sono incancrenite, perché personalizzate.

Da ciò noi cittadini abbiamo subito il dramma di quanto sta succedendo nella nostra città, compreso lo scioglimento che, ricordate, è frutto di uno scontro politico, sì uno scontro tribale tra due gruppi che senza scrupoli si contendevano il governo ed il dominio della città e che, invece, ha portato a conseguenze drammatiche per la nostra Reggio, sul piano dell’immagine, della gestione dei servizi, sul corretto sviluppo di una comunità.

La nostra spaventosa situazione è figlia di una stagione fatta di scontri senza alcun senso e non invece di confronti sul piano politico.

Questa è l’analisi vera degli ultimi anni.

Oggi c’è una maggioranza della città che non se ne frega nulla delle beghe tra centrodestra e centrosinistra, delle beghe tra controparti, c’è una città che è interessata solo alla soluzione dei propri problemi.

Si cresce con una dialettica sana, si cresce ascoltando la gente.

Le incessanti azioni svolte da Liberi di Ricominciare nei territori abbandonati, stando tra la gente e con la gente, ci hanno dato la possibilità di capire l’esigenza ed il bisogno di creare una nuova forza alternativa che ha l’obbligo di proporsi al governo della città senza il vincolo di difendere blocchi di potere o, peggio, difendere il proprio passato recente.

A noi di ciò non interessa nulla, a noi interessa solo la nostra città.

La grande intesa tra Liberi di Ricominciare e Cittadinanza Mediterranea, la sintonia tra i loro Presidenti Paolo Ferrara e Piero Morabito, la sinergia tra entrambi i gruppi dirigenti, ci ha portato ad essere qui.

Oggi si costituisce oggi il primo gruppo politico aperto e allargato a tutte le realtà associative volte a intendere la politica come missione incondizionata al servizio del cittadino.

Liberi di Ricominciare e Cittadinanza Mediterranea avranno l’onere di lavorare duramente per stilare non solo un programma dettato dai territori che mette alla base le vere esigenze della gente, ma soprattutto essere all’altezza della storica situazione che la nostra città sta vivendo.

Infatti, le prossime elezioni comunali di Reggio non sono paragonabili alle precedenti elezioni. Nel prossimo autunno, infatti, la città capoluogo con il suo sindaco sarà chiamata a governare i processi istitutivi della futura città metropolitana.

Apprezzo molto il gesto della triade commissariale che, nell’incontrare ieri Giuseppe Falcomatà, finalmente apre il dialogo alla città.

A questa logica di confronto Liberi di Ricominciare e Cittadinanza Mediterranea hanno già protocollato, in data odierna, la richiesta di un immediato incontro con commissari che hanno l’obbligo di parlare con tutti.

Mi ha fatto sorridere la nota stampa del candidato a sindaco del centrosinistra “Giuseppe Falcomatà, incontrerà la terna commissariale per alcune delle questioni più urgenti da dover affrontare e risolvere in città”. Cioè? Quali questioni urgenti? Reggio ne ha fin troppe da risolvere.

Questa generalizzazione ricorda il vecchio modo di far politica: dire tanto e non fare nulla, altro che svolta!

A noi non interessa in alcun modo generare notizie per la stampa e/o opportunità da passerella.

Vista la disponibilità dei commissari abbiamo richiesto l’incontro con in mente la discussione di un solo punto “in scadenza” e che condizionerà il futuro della città: il bilancio di previsione del 2015.

“Non è pensabile elaborare programmi per la città di Reggio senza conoscere quali sono i condizionamenti di un bilancio che la terna commissariale deve approvare per il 2015”.

Vi è necessità che forze che si stanno adoperando per l’elaborazione di un programma si consultino con i commissari – che sono alle prese con il bilancio di previsione del 2015 – perché, da questa consultazione, ciascuna delle parti può trarre utili indicazioni per l’attività che deve svolgere: i commissari sentendo le parti hanno la possibilità di acquisire elementi utili a privilegiare alcune scelte di bilancio indispensabili a sopperire problematiche della città e, nel contempo, i candidati delle forze politiche che elaborano un programma devono avere consapevolezza di quelli che sono gli orientamenti che saranno riversati in un bilancio che sarà il bilancio del 2015.

“Non vogliamo sapere solo quello che fanno, vogliamo dare un contributo nella delicata fase di elaborazione del bilancio per avere prontezza di quali sono i vincoli che i futuri amministratori si ritroveranno con l’applicazione di un bilancio che si sta predisponendo”.