L’attacco del Comitato Spontaneo Salute, “Asp reggina, noi non siamo tutti sudditi”

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Cari cittadini e cari amici,
desideriamo rendervi conto di quanto emerso durante l’incontro del 27 aprile, tenutosi presso l’ASP di Reggio Calabria alla presenza della Dott.ssa Di Furia, Direttore Generale.
In apertura, riteniamo opportuno precisare che all’incontro erano presenti numerose associazioni di volontariato. Sottolineiamo “volontariato” perché, come previsto dal programma nazionale relativo alle Case di Comunità, il coinvolgimento del terzo settore rappresenta un passaggio necessario (dovuto).
Tuttavia, è apparso evidente sin da subito che la convocazione, avvenuta a un mese dalla conclusione del mandato della Direzione Generale, rispondesse più a un’esigenza formale di rendicontazione finale che a una reale URGENZA di programmazione condivisa.
La Dott.ssa si è infatti presentata senza una pianificazione strutturata (foglio bianco), richiedendo alle associazioni suggerimenti e proposte per future “attività di volontariato”. Proposte che, peraltro, riguardano realtà già operative sul territorio, dotate di personale e competenze, e che non necessitano di lunghe fasi preliminari per essere attivate, il volontariato fa un ottimo lavoro quotidiano in tutto il territorio è già strutturato con personale idoneo a dare il proprio contributo.
Nel corso dell’incontro, alcune associazioni hanno dato la loro disponibilità come era prevedibile; tuttavia, non appena iniziavano a illustrare le attività svolte all’interno dei propri gruppi, la Direzione invitava a rientrare nel tema. Altre, invece, hanno mantenuto un atteggiamento più ammiccante rispetto alle criticità quotidianamente denunciate anche sui social e tramite vari video.sia chiaro,ciascuno è libero di esprimersi e di cambiare quotidianamente idea, così come cambia il tempo!!!
Il nostro intervento ha invece,così come attiene al nostro mandato, riportato il confronto su un piano di concretezza e della serietà che ci ha sempre contraddistinto.
Abbiamo ribadito con chiarezza che, prima di discutere attività accessorie o complementari, è necessario affrontare il nodo principale: quando saranno effettivamente operative le Case di Comunità? A due mesi dalla scadenza fissata dall’Unione Europea, nessuna struttura risulta pienamente funzionante.
A titolo esemplificativo:
a Cinquefrondi e presso l’Ospedale di Comunità di Cittanova i lavori risultano ancora in una fase iniziale di ristrutturazione;
L intervento dell’ass.di palmi,registra un avvio parziale delle attività, accompagnato da richieste urgenti di completamento delle opere;
a Siderno, le associazioni hanno ribadito che, seppur in presenza di alcune attrezzature, manca il personale necessario per renderle operative.
Abbiamo inoltre evidenziato come l’attuale criticità non riguardi la programmazione delle attività di volontariato, bensì la carenza strutturale di personale sanitario. Si stima una mancanza di circa 1200 unità, e risultano assenti anche le cosiddette AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali). In tale contesto, risulta molto prematuro e fuorviante discutere di attività integrative, quando le fondamenta del sistema non sono ancora state costruite, sperando sempre che saranno funzionanti tra qualche anno!!!
Le associazioni di volontariato svolgono e continueranno a svolgere un ruolo fondamentale,complementare e subito pronte ad integrare i servizi. Le priorità oggi devono restare altre: garantire ai cittadini servizi sanitari territoriali efficienti, assicurare l’accesso alle cure e tutelare il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.
Ribadiamo la nostra piena disponibilità al dialogo e alla collaborazione, come già dimostrato in occasione delle campagne di screening e di prevenzione che abbiamo fatto nelle nostre piazze,tuttavia, non possiamo accettare dinamiche che appaiono esclusivamente formali o legate a esigenze di fine mandato. Essere chiamati ora a programmare attività che non sappiamo se si potranno effettivamente svolgere risulta prematuro, anche perché mancano ancora le condizioni strutturali necessarie per il funzionamento delle Case di Comunità. Si tratta, quindi, di una convocazione su base prevalentemente amministrativa, non supportata da un adeguato stato di avanzamento delle opere.
È necessario mantenere un approccio concreto e responsabile: le attività di volontariato possono essere organizzate in tempi rapidi, ripetiamo esistono già le associazioni e il personale ,ma senza strutture funzionanti e personale dipendente del SSN adeguato, ogni programmazione risulta inefficace.
Invitiamo pertanto qualche associazione a mantenere un profilo basso,un atteggiamento equilibrato e aderente alla realtà, se si vuole veramente fare il bene della comunità e dei cittadini, evitando di attribuire significati eccessivi a situazioni che, allo stato attuale, non lo consentono. Ripetiamo che abbiamo registrato tutto.
Il Comitato a Tutela della Salute continuerà a vigilare con attenzione sulle esigenze dei cittadini, mantenendo una posizione coerente e orientata alla difesa del diritto alla cura. Saremo sempre disponibili al confronto, purché fondato su bisogni reali e non su mere esigenze formali.
Vi terremo costantemente aggiornati e continueremo a segnalare ogni situazione che riterremo lesiva del diritto alla salute.
A presto, con ulteriori aggiornamenti REALI
Comitato Spontaneo a Tutela della Salute