La forza dei pregiudizi che “demolisce” gli ideali di una società evoluta: il caso del piccolo Gabriele di Palmi
Mag 08, 2026 - redazione
Di Mariarosaria Valente
Lo stigma della diversità ha da sempre fatto parte dell’immaginario collettivo.
Ma negli anni la psicologia ha fatto chiarezza sul concetto di “diverso” che spesso associato a “anormale”.
Nella storia, le disabilità motorie e psichiche sono state oggetto di vari pregiudizi, causa dell’emarginazione dei soggetti affetti.
Una lotta all’inclusività si è tenuta nel tempo, portando a considerare le diversità come “specialità”: una lotta solo in parte riuscita se si considerano gli ancora numerosi casi di ingiustizia nei confronti delle persone “speciali”.
A Palmi, nel reggino, la famiglia del piccolo Gabriele, un bambino di 10 anni con spettro autistico, vive in emergenza abitativa. Nonostante le garanzie economiche, infatti, si vede respinta la richiesta di affitto da parte di proprietari e agenzie immobiliari perchè “non danno case agli handicappati”.
Un caso che ha mosso lo sdegno dello storico parroco di Palmi, don Silvio Mesiti certo che questo rappresenti una “sconfitta per l’umanità” e chiede con forza l’intervento delle istituzioni e maggiore responsabilità da parte della comunità locale.
Ci troviamo dunque difronte ad una madre e un padre la cui “colpa” sarebbe quella di aver dato alla luce un figlio autistico: uno stigma vecchio secoli che, a dispetto delle tante manifestazioni a sostegno dell’inclusività, continua ad insinuarsi tra la gente.
La prova di una società ancora vincolata dal pregiudizio della “diversità” che sembra non rendersi al concetto di unicità, quella che distingue un essere umano dall’altro.
Una ridicolezza che stona nel contesto sociale odierno e una storia a cui si cerca un doppio lieto fine: fare in modo che la famiglia del piccolo Gabriele trovi una soluzione abitativa consona e che questa vicenda sia da monito all’indicibile mancanza di rispetto ed empatia che perversa nella società, anche oggi giorno.




