La denuncia di Usb Reggio Calabria, “Non hanno i soldi per la benzina per andare a lavorare, e assistono persone con disturbo psichiatrico 24 ore al giorno”

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USB ha chiesto alla Prefettura di Reggio Calabria la convocazione urgente di un tavolo sulla crisi delle strutture residenziali psichiatriche della provincia, con Regione Calabria, ASP, cooperative e organizzazione sindacale.
La situazione dei lavoratori è ormai insostenibile. Nel corso degli anni si sono accumulati arretrati salariali che ancora oggi non sono stati recuperati, a causa delle difficoltà economiche attraversate dalle cooperative. Ora il problema si ripresenta: le mensilità di giugno e luglio non sono state pagate. La Cooperativa Città del Sole riferisce di non aver ancora incassato dall’ASP i corrispettivi relativi a quei mesi, circostanza che per USB non estingue né sospende il diritto dei lavoratori alla retribuzione. Alcuni lavoratori non riescono più a sostenere autonomamente il costo della benzina per raggiungere il posto di lavoro e si stanno organizzando collettivamente per poter continuare a garantire l’assistenza.
Queste persone assistono pazienti con disturbo psichiatrico 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Per comprendere come si sia arrivati a questo punto bisogna guardare alla storia di questi servizi. Dopo la chiusura dell’Ospedale Psichiatrico di Reggio Calabria, negli anni Novanta furono create le strutture residenziali, gestite dall’ASP insieme a cooperative private. Nel 2012 l’ASP decise di non riconoscere più questo modello gestionale misto, non essendo esplicitamente previsto dalla legge regionale, e avviò un percorso che avrebbe dovuto portare in pochi mesi all’accreditamento delle strutture.
Nel frattempo le tariffe sono rimaste datate, mentre i costi di gestione e del personale sono aumentati. A questo si è aggiunto un blocco dei nuovi ricoveri durato circa undici anni, disposto dall’ASP in attesa della regolarizzazione delle strutture. Alcune realtà hanno chiuso, altre sono arrivate al fallimento e i lavoratori hanno continuato a garantire i servizi anche accumulando crediti salariali.
C’è poi una situazione che rende ancora più evidente lo squilibrio. Otto dei diciassette ospiti oggi presenti alla Città del Sole, quelli provenienti dalla vecchia gestione, vengono ancora remunerati dall’ASP con una tariffa di 87,40 euro al giorno. Questa cifra nasceva quando la componente sanitaria era a carico dell’ASP. Oggi, invece, anche medici e infermieri sono a carico della cooperativa, ma per questi ospiti continua a essere applicata la vecchia tariffa. Per gli altri ospiti la tariffa piena è di 146,63 euro, che la stessa cooperativa considera comunque insufficiente rispetto all’aumento dei costi degli ultimi anni. Le esigenze assistenziali degli ospiti, però, non cambiano in base alla data del loro ingresso.
Il nuovo contratto sottoscritto da Città del Sole dal 1° giugno avrebbe dovuto finalmente normalizzare una situazione che si trascinava da anni. I lavoratori avevano salutato quel passaggio con soddisfazione, dopo una lunga battaglia. Poche settimane dopo, però, sono tornati a trovarsi senza stipendio.
Per USB è chiaro che il credito dei lavoratori è nei confronti del proprio datore di lavoro e resta dovuto in ogni caso, qualunque esito abbia la controversia con l’Azienda. Ma non si può ignorare una situazione annosa che va affrontata su più livelli. Servono pagamenti puntuali da parte dell’ASP per consentire alle strutture di sostenere le spese correnti e, contemporaneamente, un adeguamento delle tariffe da parte della Regione che permetta di rendere sostenibile il servizio e di costruire un piano di rientro degli arretrati salariali. Alle cooperative USB chiede l’assunzione di un piano di rientro datato e verificabile sugli arretrati, da discutere davanti alle istituzioni.
La controversia tra ASP e cooperative dovrà essere affrontata nelle sedi competenti, ma i lavoratori non possono essere lasciati senza stipendio mentre il sistema continua a discutere delle proprie inefficienze. La continuità dell’assistenza e la dignità di chi lavora devono essere garantite.
USB attende ora la convocazione del tavolo richiesto alla Prefettura. In assenza di risposte concrete procederà con le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge 146/1990 e con la proclamazione dello stato di agitazione.

USB Lavoro Privato – Federazione Provinciale di Reggio Calabria