Intimidazioni a Gioia Tauro, la solidarietà dell’on. Princi al sindaco Scarcella ed all’ex sindaco Alessio, “Contro ogni intimidazione, la legalità si difende nelle istituzioni e si costruisce a scuola”
Ago 30, 2026 - redazione
“Le gravi minacce rivolte al sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, e il danneggiamento dell’abitazione dell’ex primo cittadino Aldo Alessio sono inaccettabili”. Lo afferma l’europarlamentare calabrese Giusi Princi.
“Due vicende distinte – prosegue -, rispetto alle quali ogni eventuale nesso e responsabilità dovranno essere accertati dagli organi competenti, che richiamano tuttavia il medesimo dovere civile: respingere senza ambiguità qualunque tentativo di affidare alla paura ciò che, in una democrazia, appartiene unicamente alla libertà del confronto e alla forza del diritto”.
“Desidero esprimere – afferma l’On. Princi – la mia più sincera vicinanza al Sindaco Simona Scarcella, ai suoi figli e alla sua famiglia, così come ad Aldo Alessio e ai suoi cari. Quando la minaccia varca la soglia di una casa e raggiunge gli affetti più intimi, la gravità del gesto oltrepassa inevitabilmente la dimensione personale: si tenta di incrinare la serenità di chi esercita o ha esercitato una responsabilità pubblica e, insieme, il diritto di un’intera comunità a riconoscersi in istituzioni libere da pressioni e condizionamenti”.
“Non spetta alla politica – aggiunge l’europarlamentare calabrese – anticipare conclusioni che competono alla magistratura e alle forze dell’ordine, alle quali va piena fiducia. Alla rappresentanza istituzionale appartiene però un altro compito, altrettanto netto: affermare che nessuna divergenza, animosità o interesse può trovare cittadinanza nel linguaggio dell’intimidazione. Ed è proprio in questi giorni, mentre migliaia di ragazze e ragazzi si preparano a tornare tra i banchi di scuola, che dobbiamo riaffermare con forza i valori e i principi sui quali si fonda la nostra democrazia, che trovano nella Costituzione italiana la loro più alta garanzia: la libertà, il rispetto, la dignità della persona, i diritti”.
“Da donna di scuola – continua l’On. Princi -, sono consapevole che il senso della legalità non nasce improvvisamente quando un giovane incontra un codice o diventa adulto. Comincia molto prima: nel modo in cui si impara a riconoscere l’altro, ad accettare un limite, a comporre un conflitto attraverso la parola, a comprendere che una differenza di opinione non trasforma chi abbiamo davanti in un nemico. Sono apprendimenti apparentemente semplici nei quali, in realtà, prende forma una coscienza civile. Per questo l’azione dello Stato – evidenzia l’eurodeputata –, indispensabile nella prevenzione e nella repressione di ogni illecito, deve essere accompagnata da un altrettanto necessario investimento educativo. Una società che insegna ai propri ragazzi a dialogare senza sopraffarsi prepara cittadini meno disponibili, domani, ad accettare la prepotenza come vocabolario possibile delle relazioni umane e pubbliche. Educare alla legalità significa, prima ancora, educare alla libertà di esprimere il proprio pensiero senza paura e di costruire il proprio futuro senza ricorrere alla sopraffazione. È questo – conclude l’On. Giusi Princi – l’orizzonte di libertà che dobbiamo consegnare ai nostri giovani: la certezza che il confronto, la cultura e il diritto siano sempre più forti della paura”.



