In Calabria oltre 7.500 reati informatici, +11,3% in cinque anni denunciati
Nov 07, 2026 - redazione
n Calabria sono 7.559 i reati informatici denunciati nel 2024, contro i 6.789 del 2019, con un incremento dell’11,3% in cinque anni. Sono 770 episodi in più, secondo i dati del Rapporto annuale di Confartigianato, che evidenziano la crescente esposizione del territorio alle minacce digitali e la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione, soprattutto a tutela delle micro e piccole imprese. Il quadro provinciale presenta andamenti differenti nell’ultima variazione annuale rilevata: Vibo Valentia registra un aumento del 4,8% e Reggio Calabria dello 0,2%, mentre diminuiscono le denunce a Catanzaro (-2,1%), Crotone (-3,7%) e Cosenza (-13,1%). Oscillazioni che, secondo Confartigianato imprese Calabria, non devono far sottovalutare un fenomeno capace di incidere sulla continuità delle attività produttive e sulla sicurezza dei rapporti economici.
“Il dato calabrese deve essere letto con grande attenzione – afferma Salvatore Ascioti, presidente di Confartigianato imprese Calabria -. Non possiamo limitarci a osservare l’andamento delle denunce senza interrogarci sulla capacità delle nostre imprese di riconoscere un attacco informatico, difendersi e segnalarlo.
Oggi anche un piccolo laboratorio artigiano, un’impresa manifatturiera o un’attività di servizi utilizza strumenti digitali per gestire pagamenti, clienti e fornitori. Un attacco può provocare il blocco dell’attività, perdite economiche e danni alla reputazione costruita in anni di lavoro”.
Per Confartigianato Calabria “la sicurezza informatica deve diventare parte integrante delle politiche di sostegno alle imprese, attraverso formazione, assistenza qualificata e strumenti di protezione accessibili anche alle realtà più piccole”.
“Non possiamo chiedere alle microimprese di affrontare da sole rischi che richiedono competenze e investimenti importanti – sottolinea Ascioti -. La trasformazione digitale rappresenta una grande opportunità, ma deve procedere insieme alla sicurezza. Servono percorsi di sensibilizzazione, incentivi mirati e servizi condivisi che permettano anche alle piccole attività di proteggere dati, sistemi informatici e continuità produttiva”.
“La sfida – conclude il presidente di Confartigianato Calabria – è fare in modo che nessuna impresa venga lasciata indietro. Difendere le nostre attività dalle minacce digitali significa tutelare lavoro, competitività e futuro del sistema produttivo calabrese”. (Ansa)



