Il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo sulla Giornata della Memoria
Gen 27, 2026 - redazione
«La memoria non è un esercizio rivolto al passato, ma un impegno per il presente. Oggi, nella Giornata della Memoria, ricordiamo le vittime della Shoah e di ogni persecuzione basata sull’odio e sulla discriminazione, e rinnoviamo il nostro dovere di educare, soprattutto le giovani generazioni, al rispetto della dignità umana».
È quanto ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, aprendo i lavori dell’Aula riunita oggi.
Nel suo intervento introduttivo, il Presidente ha richiamato il ruolo delle istituzioni nella difesa dei valori democratici e nel contrasto a ogni forma di odio e intolleranza.
«Da quest’Aula vogliamo affermare con chiarezza che ogni forma di antisemitismo, razzismo e odio non trova spazio nelle nostre comunità. Il nostro impegno, come Consiglio regionale della Calabria, è tradurre la memoria in scelte concrete e responsabili a tutela della dignità della persona, della libertà e della democrazia».
Cirillo ha quindi collegato il richiamo alla Memoria alla responsabilità civile nei confronti dell’attualità che vive la Calabria.
«Allo stesso modo, il nostro impegno civile ci chiede oggi di rivolgere un pensiero alle comunità calabresi duramente colpite dalla violenta ondata di maltempo dei giorni scorsi. Ai cittadini, ai sindaci e agli amministratori locali che con coraggio stanno affrontando danni e disagi esprimo la piena vicinanza mia e di questa Assemblea».
Il Presidente ha evidenziato il lavoro congiunto svolto in queste ore tra i diversi livelli istituzionali.
«Si è attivata una forte sinergia istituzionale, che ha visto il coinvolgimento costante degli amministratori locali, della deputazione calabrese e della Regione, e che ha portato il Governo a riconoscere lo stato di emergenza».
In conclusione, l’appello alla responsabilità condivisa.
«È nostro compito, di tutti, stare accanto ai territori e alle comunità colpite perché nessuno venga lasciato solo».



