Il “Palazzaccio” di Oppido: una piazza per la letteratura, nove autori e un nuovo spazio di confronto culturale
Ago 13, 2026 - redazione
Non una semplice cerimonia di premiazione, ma la verifica concreta di un’ipotesi culturale: riportare la letteratura al centro dello spazio pubblico, affidando ai libri e agli autori la capacità di generare attenzione, discussione e partecipazione.
È questo il principale risultato della prima edizione del Premio Letterario “Palazzaccio”, svoltasi domenica 9 agosto in Piazza Francesco Marino Zuco a Oppido Mamertina. Una serata che ha riunito nove scrittori e nove opere, trasformando il centro storico della città in un luogo di incontro intorno alla produzione letteraria contemporanea.
I riconoscimenti sono stati assegnati ad Anna Mallamo (Col buio me la vedo io, Einaudi), Marina Valensise (Un cuore greco. Il ritorno ai classici del Novecento, Neri Pozza), Marta Lamalfa (L’isola dove volano le femmine, Neri Pozza) Aldo Nove (Inabissarsi, Il Saggiatore), Enzo Ciconte (Storia dell’altra Italia, Laterza), Gioacchino Criaco (Dove canta il cuculo, Piemme), Mimmo Gangemi (A me la gloria, Solferino), Santo Gioffrè (Il tempo del male, Castelvecchi) e Daniele Pronestì (Le ragioni dell’Istinto, Bompiani).
La composizione della prima edizione ha evidenziato una significativa pluralità di forme e prospettive: narrativa, poesia, saggistica e ricerca storica hanno dialogato attraverso opere differenti per impostazione e linguaggio, ma accomunate dalla capacità di interrogare temi quali memoria, identità, storia, Mezzogiorno, trasformazioni sociali e rapporto tra individuo e comunità.
Promosso dal Circolo dei Lettori “Nostos”, il Premio nasce da una precisa impostazione culturale: sottrarre l’incontro letterario alla necessità della spettacolarizzazione e restituire centralità al libro come strumento di conoscenza. Gli autori non sono stati chiamati a svolgere una funzione di intrattenimento, ma a discutere le proprie opere e le questioni che esse pongono.
La risposta degli scrittori e del pubblico ha confermato la validità di questa scelta. Piazza Francesco Marino Zuco ha registrato una partecipazione numerosa e particolarmente attenta, dimostrando che anche un’iniziativa costruita prevalentemente intorno alla parola scritta può acquisire una forte dimensione pubblica.
«Un Premio letterario non produce gerarchie definitive, ma formula ipotesi critiche. Selezionare significa assumere una responsabilità interpretativa e proporre alla comunità opere capaci di generare conoscenza e confronto. Il “Palazzaccio” nasce esattamente da questa idea: verificare se la letteratura possa tornare a essere uno spazio pubblico di elaborazione culturale. La risposta della prima edizione ci incoraggia a proseguire», ha dichiarato Antonio Roselli, Segretario del Premio.
Particolarmente significativa è stata la riflessione di Anna Mallamo sul rapporto tra letteratura e rappresentazione della Calabria. La scrittrice ha individuato nel “Palazzaccio” una possibile metafora di trasformazione: un luogo antico, apparentemente destinato alla decadenza, che può invece essere restituito alla vita e assumere un nuovo significato. Da questa prospettiva, anche la narrazione della Calabria può essere ripensata, superando rappresentazioni esclusivamente negative e valorizzando bellezza, cultura e possibilità di cambiamento.
Enzo Ciconte ha posto invece l’accento sulla partecipazione del pubblico e, in particolare, sulla presenza dei giovani, sottolineando il valore di una comunità che si riunisce per leggere, ascoltare e discutere libri. La pluralità degli autori premiati è stata inoltre indicata come espressione della complessità della Calabria, caratterizzata da esperienze, temi e prospettive differenti.
Il rapporto con il territorio costituisce, del resto, uno degli elementi fondativi del Premio. La denominazione “Palazzaccio” richiama il Palazzo Grillo raccontato da don Luca Asprea ne Il Previtocciolo, pubblicato da Feltrinelli nel 1971. Nel capitolo “Le visite al Palazzaccio”, alcuni bambini entrano nell’antico edificio mossi dalla curiosità, attraversando uno spazio nel quale timore e meraviglia convivono.
Da questa immagine deriva il motto della manifestazione, “Che impressione strana, quel mondo…”, assunto come sintesi di uno sguardo capace di tornare sulle cose conosciute per osservarle da una prospettiva nuova. È, in fondo, lo stesso movimento che appartiene alla letteratura: rendere nuovamente interrogabile ciò che sembrava già acquisito.
La dimensione letteraria è stata accompagnata da un programma artistico costruito senza alterare il ruolo centrale dei testi. Mara Scarcella ha interpretato una riduzione scenica del capitolo “Le visite al Palazzaccio”; il regista Giovanni Parrello e l’attrice Lilly Sgrò hanno proposto letture tratte dalle opere premiate.
La componente musicale è stata affidata all’Ensemble del Circolo dei Lettori “Nostos”, diretto dal maestro Vincenzo Zindato, con la partecipazione vocale di Titti Mileto.
Un contributo significativo è arrivato anche dal maestro orafo Rocco Epifanio, autore del riconoscimento artistico della prima edizione, che ha accompagnato la manifestazione con l’esposizione di alcune sue opere sui balconi di Palazzo Grillo. L’intervento ha creato una relazione tra arte contemporanea e architettura storica, inserendo le opere nello stesso spazio urbano della manifestazione.
La serata è stata condotta da Arcangelo Badolati e Ramona Barbaro. Sono stati inoltre conferiti due premi speciali: ad Arcangelo Badolati, per l’attività giornalistica e culturale, e a Remo Barbaro della Barbaro Editore di Oppido Mamertina, per il contributo offerto nel campo dell’editoria.
La partecipazione registrata rappresenta il dato più significativo della prima edizione. Il “Palazzaccio” ha verificato sul campo che una manifestazione fondata sui libri può costruire attenzione e partecipazione anche senza affidarsi ai meccanismi tradizionali dell’intrattenimento.
Il risultato non va quindi letto soltanto in termini di successo organizzativo. Esso rappresenta soprattutto un’indicazione culturale: nella dimensione pubblica esiste ancora uno spazio per la letteratura, quando questa viene proposta come forma di conoscenza, confronto e interpretazione della realtà.
Il Premio Letterario “Palazzaccio” intende ora consolidare questa esperienza e trasformarla in un appuntamento stabile. L’obiettivo è costruire, a Oppido Mamertina, uno spazio nel quale scrittori, lettori, studiosi e cittadini possano incontrarsi intorno alle opere letterarie e alle questioni che esse sollevano, mantenendo al centro il rigore della selezione, la pluralità delle prospettive e il valore civile della cultura.



