Il crocifisso eburneo ritorna a Mileto dopo il successo alla mostra “Barocco. Il gran teatro delle idee” di Forlì
Lug 31, 2026 - redazione
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Il capolavoro del ‘600 potrà essere di nuovo ammirato nel Museo nazionale. Il 2 agosto l’evento speciale
per la Domenica al Museo.

Dopo il successo ottenuto alla mostra “Barocco. Il gran teatro delle idee”, svoltasi nel museo civico
“San Domenico” di Forlì, il crocifisso eburneo attribuito ad Alessandro Algardi ha fatto ritorno in Calabria,
all’interno del Museo nazionale di Mileto. La prestigiosa rassegna in terra emiliana si è svolta dal 20
febbraio al 28 giugno 2026. Di essa hanno fatto parte oltre 200 capolavori giunti da tutto il mondo. Tra
questi, appunto, la splendida scultura a tutto tondo proveniente dal plesso della cittadina normanna, ritenuta
prototipo di una serie di crocifissi sparsi in Italia e all’estero.
Il ritorno a “casa” è avvenuto nei giorni scorsi. Al riguardo il Museo nazionale proporrà una
mattinata speciale, tra l’altro in coincidenza con la prima domenica del mese, giornata in cui in tutti i
Musei e parchi nazionali d’Italia il Ministero della Cultura offre l’ingresso gratuito. Il prossimo 2 agosto ad
accogliere i visitatori sarà il direttore Maria Maddalena Sica, dalle 10 alle 12 pronta a mostrare da vicino
questo straordinario tesoro e a preannunciare i prossimi appuntamenti in programma nella realtà afferente
alla Direzione regionale Musei nazionali Calabria, guidata da Fabrizio Sudano.
«Quest’opera straordinaria, realizzata in avorio, non è soltanto un capolavoro della scultura barocca –
spiega il direttore del Museo nazionale di Mileto – è un’opera capace di emozionare al primo sguardo. È un
Cristo ritratto nell’istante sospeso in cui affida la propria anima al Padre, trasformato in materia con una
sensibilità che lascia senza parole. Ossa, muscoli e vene disegnano un corpo segnato dal dolore e
preannunciano l’abbandono. Vi aspettiamo per lasciarvi ammirare uno dei capolavori più straordinari
custoditi nel nostro museo, in una maniera che vi sorprenderà».
Il crocifisso, come detto, è attribuito all’artista bolognese Algardi, ritenuto uno dei maggiori
esponenti della scuola romana del ‘600. A Mileto la scultura è giunta nel 1851, donata nel corso di una
visita di cortesia dagli eredi del vescovo di Termopoli all’allora presule Filippo Mincione. Dal 9 agosto del
1997 può essere ammirata all’interno delle sale espositive del Museo nazionale, nato da una convenzione
tra Ministero della Cultura, diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e Comune, istituzioni desiderose di dare
corpo all’enorme patrimonio storico-artistico-archeologico proprio della città eletta nell’anno mille da
Ruggero I d’Altavilla a capitale della propria contea, nell’ambito del processo di rilatinizzazione del
meridione d’Italia.



