Il calcio non è odio: il prof. Ballarino, il budget e gli errori di tutti

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Di CLEMENTE CORVO

REGGIO CALABRIA– Le sconfitte fanno male. Le delusioni bruciano. Ma c’è un limite che allo stadio Granillo non andrebbe mai superato: quello del rispetto.

Domenica, al termine di Reggina-Sambiase , ultima gara di campionato, dagli spalti sono piovute offese pesantissime all’indirizzo del PATRON prof. Nino Ballarino. Cori e insulti personali che nulla hanno a che vedere con la critica sportiva, anche la più dura.

In tutta questa annata, già dall’inizio della prima partita, c’è stato tanto rancore nei confronti della società. Tutto questo in un campionato di calcio non è certamente positivo. Un clima avvelenato che non ha aiutato nessuno: né la squadra, né l’ambiente, né il progetto.

Il paradosso dei presidenti: chi distrugge perdonato, chi ricostruisce insultato
È veramente incredibile: i due precedenti presidenti della Reggina, dopo aver fatto danni irreversibili veramente pesantissimi, dopo aver portato la Reggina dalla Serie B alla Serie D, non hanno avuto certamente i rancori che meritavano. Società sfasciate, debiti, fallimenti. Eppure il clima non fu mai così ostile.

Oggi invece si sta identificando e contestando l’operato del prof. Ballarino, che ha portato serietà all’interno di tutta la società. Stipendi pagati, iscrizioni garantite, centro sportivo.
Tutto questo è veramente incredibile ed è inspiegabile.
Chi ha distrutto è stato tollerato. Chi sta ricostruendo viene insultato.

Tre anni di Reggina: bisogna ricordare da dove siamo partiti
Bisogna ricordare che in questi tre anni di gestione del patron prof. Nino Ballarino, nel primo anno il campionato era già abbastanza iniziato , con diverse partite che le altre squadre avevano giocato. La Reggina ha dovuto recuperare tante partite durante le settimane, facendo diverse gare infrasettimanali. Una rincorsa durissima. Quell’anno è stato il Trapani a vincere il campionato.

L’anno scorso c’è stato il testa a testa tra Siracusa e Reggina. Ma va detto chiaramente: le squadre che hanno giocato contro la Reggina, in ogni gara, sembrava che si giocassero una partita di Champions League. Alla fine Siracusa e Reggina sono arrivate ad un punto di distanza.

Bisogna evidenziare che il budget messo a disposizione dal presidente prof. Ballarino è stato abbastanza nutrito per poter fronteggiare questo campionato. Un budget importante, con contratti pesanti, fatto proprio per ottenere il salto di categoria. Eppure i giocatori non hanno espresso quelli che sono stati i budget e quelli che sono stati i contratti a loro fatti. Il campo non ha ripagato l’investimento.

E va detto: va rivalutato invece il budget ridotto al 50% che ha utilizzato il Savoia, che invece ha vinto il campionato. Con la metà delle risorse, altri hanno centrato l’obiettivo.

Errori evidenti nell’organico: l’attacco non ha funzionato
È da evidenziare che errori evidenti sono stati commessi nell’organico della Reggina per l’attacco di quest’anno. Errori commessi un po’ da tutti, ma in modo principale da chi ha voluto a tutti i costi Montalto, che si è rivelato certamente un acquisto inopportuno.

Errori che sono poi continuati ad essere commessi nel mercato di gennaio con l’acquisto di Guida: un fantasma vestito in amaranto. Con l’acquisto di almeno due attaccanti validi la situazione sarebbe stata certamente diversa. I gol mancati sono costati punti, e i punti sono costati il campionato.

E quest’anno sia il Trapani che il Siracusa, come si è notato benissimo, sono a rischio di fallimento . La Reggina invece è partita con un organico di grande spessore e ha garantito anche il centro sportivo.

Inoltre il prof. Ballarino ha valorizzato in maniera veramente importante il settore giovanile in tutte le sue categorie e ha creato un nuovo store , segni concreti di una società che vuole crescere e strutturarsi.

Tutto questo a dimostrazione del grande investimento che il prof. Ballarino ha fatto e sta facendo per la Reggina. Ed è questo che bisogna mettere in evidenza.

La Reggina le partite le gioca sul campo e non vuole certamente entrare in quelle che sono indagini che si stanno verificando in questo finale di campionato. Mentre altri club vivono incertezze societarie, il prof. Ballarino ha garantito stipendi, iscrizioni, strutture e dignità.

La critica tecnica è legittima. Gli errori di mercato vanno analizzati. Ma tra la contestazione e l’insulto personale c’è un abisso. Offendere un uomo che ha salvato la Reggina e ha messo un budget importante significa offendere la Reggina stessa.

Il prof. Ballarino domenica era lì, al Granillo. Non si è nascosto. Ha incassato, a testa alta. Perché il progetto è lungo e ricostruire richiede tempo.

Al presidente prof. Nino Ballarino va la solidarietà di chi ama la Reggina davvero. Di chi sa che senza di lui, domenica, al Granillo non ci sarebbe stata nessuna partita da contestare. Ci sarebbe stato solo il silenzio.

Le offese di domenica non rappresentano Reggio. Reggio è esigente, è passionale. Ma non è ingrata.