Gruppo “Oppido Futura” sull’emergenza idrica, “Basta la misura è colma… non di acqua”

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Da giorni assistiamo alla stessa scena: interruzioni dell’erogazione, cittadini senza acqua per ore – spesso ben oltre gli orari comunicati – post sempre più duri contro gli oppidesi e, puntualmente, la responsabilità ricade sui cittadini.
L’acqua è un bene prezioso e chi la spreca, se individuato, va sanzionato. Su questo non credo ci siano dubbi, ma quello che non è più accettabile è il tono con cui, ormai da giorni, si continua a parlare ai cittadini: prima il “consumo spropositato”, poi gli “abusi”, quindi l’“inciviltà”, i droni, i controlli e perfino i richiami a chi esprime critiche o ironia sui social. Non si può affrontare un problema strutturale trasformando un’intera comunità nel principale responsabile, soprattutto considerando che negli stessi comunicati il Comune ammette la vetustà della rete, le dispersioni e i problemi agli impianti di pompaggio. Se queste sono le criticità, è evidente che il problema non può essere ricondotto al comportamento dei cittadini, anche perché sono gli stessi del 2024 e non credo che, da un anno all’altro, abbiano improvvisamente cambiato le proprie abitudini di consumo. Se nell’estate del 2024 non si sono registrate criticità di questa portata, è legittimo chiedersi cosa sia cambiato nel sistema e quali siano le reali cause dell’attuale emergenza! Inoltre, luglio e agosto arrivano ogni anno e ogni anno aumenta il fabbisogno idrico, sia per il maggiore fabbisogno delle famiglie sia per le esigenze della stagione estiva. Non è un evento imprevedibile!
Se ogni estate ci ritroviamo nella stessa situazione significa che occorre programmare e intervenire, non limitarsi a ripetere gli stessi appelli.
Francamente faccio fatica a credere che tutto dipenda dagli orti, e anche se vi fossero utilizzi impropri, in un periodo di difficoltà economica come quello che tante famiglie stanno vivendo, non sarebbe certo sorprendente che qualcuno coltivi un piccolo orto per integrare il proprio sostentamento. Questo non significa giustificare eventuali violazioni dell’ordinanza, ma evitare di semplificare un problema complesso attribuendolo quasi esclusivamente ai cittadini.
In queste circostanze, il primo messaggio rivolto alla comunità avrebbe dovuto essere un messaggio di scuse per i disagi arrecati, soprattutto nei confronti delle persone più fragili: anziani, disabili, ammalati, famiglie con bambini piccoli e tutti coloro che, senza acqua per molte ore e spesso ben oltre gli orari comunicati, si trovano ad affrontare difficoltà concrete nella vita quotidiana e non inveiscono contro chi sta arrecando loro il disagio.
Chiedere un uso responsabile dell’acqua è doveroso, ma altrettanto doveroso è riconoscere il disagio subito dalla comunità e manifestare vicinanza a chi, più di altri, paga le conseguenze di un servizio essenziale che non riesce a garantire continuità.
Infine, nel mio ruolo di Consigliere Comunale, ritengo che alle polemiche debbano sempre accompagnarsi proposte concrete: è necessario convocare un tavolo tecnico con ingegneri idraulici, tecnici del settore e tutti gli enti competenti per effettuare un’analisi completa della rete idrica, individuare le principali criticità e predisporre un piano di interventi di medio e lungo periodo. Parallelamente, bisogna lavorare per intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei destinati alla riqualificazione delle infrastrutture idriche, così da intervenire sull’intero sistema e non limitarsi a rincorrere l’emergenza ogni estate. Si sarebbe dovuto fare dal primo giorno, una volta arginata l’emergenza. Il rispetto dei cittadini passa dalla trasparenza, dalla programmazione e dalla capacità di risolvere i problemi, perché amministrare significa assumersi la responsabilità delle criticità e lavorare per eliminarle, non cercare ogni giorno qualcuno a cui attribuirle. Gli oppidesi non hanno bisogno di lezioni di civiltà. Hanno bisogno di una rete idrica che funzioni.