Grande partecipazione e interesse, nell’ambito del Festival Euromediterraneo di Altomonte 2026, per la presentazione del libro di Domenico Naccari, “Il vento di Dakhla, il sole della Calabria”
Ago 28, 2026 - redazione
Grande partecipazione e interesse, nell’ambito del Festival Euromediterraneo di Altomonte 2026, per la presentazione del libro di Domenico Naccari, “Il vento di Dakhla, il sole della Calabria”, svoltasi nel suggestivo Chiostro dei Domenicani.
L’incontro, dedicato al tema “Il ruolo della cultura, della diplomazia e delle comunità locali nella costruzione della pace”, si è trasformato in un articolato confronto sul Mediterraneo, sul dialogo interculturale e sulla capacità dei territori e delle comunità di contribuire concretamente alla costruzione di relazioni di pace.
A moderare il dibattito è stato il giornalista Francesco Cangemi, che ha accompagnato i diversi interventi mettendo in relazione i temi affrontati nel libro con le questioni culturali e sociali al centro del Festival.
Particolarmente significativo l’intervento dell’Imam Ahmed Berraou, presidente dell’Associazione DAAWA interculturale di Cosenza e del Forum Marocchini della Calabria, che ha posto l’accento sulla “diplomazia dei popoli e dei territori”, una diplomazia che non sostituisce quella istituzionale ma la completa attraverso il lavoro delle comunità, delle famiglie e delle associazioni.
Berraou ha ricordato il percorso di collaborazione sviluppato negli ultimi anni tra il Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria e le comunità marocchine presenti sul territorio, sottolineando il ruolo svolto da Naccari nel favorire occasioni di incontro e di dialogo.
Nel suo intervento l’Imam ha inoltre rilanciato una delle prospettive affrontate nel libro: la necessità di considerare il Mediterraneo non come una linea che separa, ma come uno spazio che unisce, ricordandone la secolare vocazione di luogo di scambi, culture, commerci e spiritualità.
Il direttore artistico del Festival, Antonio Blandi, ha invece richiamato i valori della Costituzione come riferimento fondamentale per la convivenza, il dialogo e la costruzione della pace, soffermandosi anche sulla costituzione dell’Orchestra dei Suoni e delle Parole del Mediterraneo, protagonista proprio ad Altomonte della sua prima esibizione. Un progetto che traduce attraverso la musica e la parola lo spirito euromediterraneo del Festival e la volontà di mettere in comunicazione culture e tradizioni differenti.
Nel corso della presentazione Domenico Naccari, Console Onorario del Regno del Marocco in Calabria e autore del volume, ha ripercorso il filo conduttore del libro: il rapporto tra Calabria e Marocco, due realtà geograficamente distinte ma accomunate da una forte identità mediterranea e da importanti possibilità di cooperazione culturale, economica, sociale e istituzionale.
Tra i temi emersi anche quello dei collegamenti diretti tra la Calabria e il Marocco, considerati non soltanto sotto il profilo dei trasporti, ma come strumento per agevolare le relazioni tra le famiglie, il turismo, il commercio e la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.
La riuscita dell’incontro e la partecipazione del pubblico hanno confermato la vocazione del Festival Euromediterraneo di Altomonte come luogo nel quale cultura, musica e confronto possono diventare strumenti concreti di conoscenza reciproca.
Un messaggio sintetizzato efficacemente nelle parole conclusive dell’intervento dell’Imam Berraou: “La cultura unisce. Le comunità trasformano. Il Mediterraneo collega. La pace nasce da noi”.
La tappa di Altomonte rappresenta così un nuovo significativo momento nel percorso di presentazione de “Il vento di Dakhla, il sole della Calabria”, un libro che, partendo dall’esperienza dell’autore tra Calabria e Marocco, propone il Mediterraneo come luogo di incontro, cooperazione e costruzione di nuovi ponti tra popoli e comunità.



