Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 29 FEBBRAIO 2024

Torna su

Torna su

 
 

Why not: in appello il Pg chiede la condanna di Loiero e Chiaravalloti

Why not: in appello il Pg chiede la condanna di Loiero e Chiaravalloti

Grazie per aver letto questo contenuto, continua a seguirci!!

Facciolla, in riforma della sentenza di I grado che li vedeva prosciolti, ha chiesto la condanna, rispettivamente a un anno ed un anno e sei mesi di reclusione

Why not: in appello il Pg chiede la condanna di Loiero e Chiaravalloti

Facciolla, in riforma della sentenza di I grado che li vedeva prosciolti, ha chiesto la condanna, rispettivamente a un anno ed un anno e sei mesi di reclusione

 

(ANSA) – CATANZARO – La condanna degli ex presidenti della Regione Calabria Agazio Loiero, del centrosinistra, e Giuseppe Chiaravalloti, del centrodestra, è stata chiesta oggi dal sostituto procuratore generale Eugenio Facciolla a conclusione della requisitoria nel processo d’appello per 16 tra politici, funzionari regionali ed imprenditori coinvolti nell’ inchiesta Why Not e per i quali, nel marzo del 2010, si era concluso il processo di primo grado svoltosi con rito abbreviato. Facciolla, in riforma della sentenza di primo grado che aveva mandato prosciolti Loiero e Chiaravalloti, ha chiesto la condanna, rispettivamente, a un anno ed un anno e sei mesi di reclusione. Il pg ha chiesto la condanna anche di altri sette imputati che erano stati prosciolti dal gup, tra i quali l’ex assessore regionale di centrodestra Gianfranco Luzzo. L’accusa ha anche chiesto l’aumento delle pene inflitte in primo grado a tre imputati tra i quali Antonio Saladino, considerato il principale imputato dell’inchiesta ed ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria. Per Saladino, condannato a due anni dal gup, il pg ha chiesto quattro anni e due mesi di reclusione. Dopo la conclusione della requisitoria di Facciolla, che rappresenta l’accusa insieme al collega Massimo Lia che aveva parlato nella scorsa udienza, sono cominciate le arringhe dei difensori. La Procura generale di Catanzaro aveva presentato ricorso contro l’assoluzione di alcuni imputati dal reato di associazione per delinquere mentre per tutti gli altri l’appello riguarda il reato di abuso in atti d’ufficio.