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TAURIANOVA (RC), SABATO 20 APRILE 2024

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“Verso il Sud dopo il Sud”

“Verso il Sud dopo il Sud”

Al via il progetto “Med in Italy-Costruire sostenibile nel Mediterraneo. Alla Camera di Commercio di Reggio Calabria presentato il laboratorio euromediterraneo per lo sviluppo urbano sostenibile

“Verso il Sud dopo il Sud”

Al via il progetto “Med in Italy-Costruire sostenibile nel Mediterraneo. Alla Camera di Commercio di Reggio Calabria presentato il laboratorio euromediterraneo per lo sviluppo urbano sostenibile

 

REGGIO CALABRIA –  Si è svolta questa mattina, presso la Camera di Commercio di Reggio Calabria la conferenza stampa di presentazione del progetto “Med in Italy-Costruire sostenibile nel Mediterraneo”, rivolto alle aziende che operano nel settore edilizia e sistema casa. Il progetto ha un duplice obiettivo: da un lato incrementare gli scambi commerciali e produttivi e il trasferimento tecnologico e di know how tra il Sud Italia e gli operatori di cinque Paesi del bacino mediterraneo (Egitto, Marocco, Tunisia, Algeria e Turchia); dall’altro definire politiche e programmi di sviluppo urbano ecosostenibile comuni tra Sud Italia e bacino del Mediterraneo.

Prima tappa del progetto saranno le giornate del 27-28-29 giugno nelle quali si confronteranno le più importanti realtà imprenditoriali dei settori costruzioni e housing ed esponenti dei sistemi istituzionali, dell’università, della ricerca, della formazione e dell’associazionismo.

Il progetto, promosso da Unioncamere, coinvolge:

  • 14 Camere di commercio di cui 9 italiane (Reggio Calabria, Cosenza, Genova, Matera, Messina, Milano, Pisa, Ragusa, Vibo Valentia) e 5 italiane all’estero (Camera di commercio italiana in Marocco,  Camera di commercio italiana per l’Egitto, Camera di commercio Italiana Turchia, la Camera tunisino-italiana di commercio e industria e la Camera di commercio italo-araba);
  • 91 imprese di cui 63 italiane (24 di Reggio Calabria) e 29 estere (2 Turchia, 10 Algeria, 5 Marocco, 4 Tunisia, 8 Egitto);
  • 11 rappresentanze istituzionali;
  • 11 rappresentanze universitarie e del mondo della ricerca (9 stranieri e 2 italiani);
  • 6 rappresentanze dell’Associazionismo delle città.

Lucio Dattola, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, ha posto l’accento sull’importanza di questo progetto che mira a costruire un laboratorio permanente di collaborazione e progettualità tra i diversi soggetti coinvolti, uno spazio euromediterraneo attivatore di relazioni economiche, istituzionali e  culturali. «È prioritario creare alleanze e collaborazioni che, a vari livelli, mettano a sistema i punti di forza non solo imprenditoriali ma anche istituzionali, culturali, della formazione e della ricerca calabresi – ha dichiarato Dattola -. È fondamentale infatti creare una sinergia stabile di culture e conoscenze, in particolare in un settore come quello della costruzione, dell’edilizia, dell’housing, dell’arredo. Nel 2011 secondo l’ANCE, gli investimenti nel recupero abitativo ammonteranno a 46.312 milioni di euro, evidenziando incrementi del 2,5% in valore e dello 0,5% in termini reali. Un settore sul quale, dunque, diventa prioritario investire in innovazione di prodotto e di processo ma, soprattutto, gettare i semi per un cambiamento culturale: non solo ridurre i costi e incrementare la produttività ma modificare i processi di gestione dell’azienda. E tra i fattori necessari per lo sviluppo e la diffusione della cooperazione tra micro, piccole e medie imprese tra i Paesi delle due Sponde importanza rilevante assumono la condivisione della conoscenza, la formazione e il ruolo delle università».

L’importanza della conoscenza è quanto sottolineato anche da Massimo Giovannini, rettore dell’Università Mediterranea della Calabria che da anni è impegnata in progetti che coinvolgono le aree Sud ed Est del Mediterraneo. «L’Italia per la sua posizione centrale svolge un ruolo fondamentale nel bacino del Mediterraneo, dove vi sono importanti opportunità, spesso ancora inespresse, che devono essere colte – ha dichiarato Giovannini – e questo progetto rappresenta il primo passo. Come Università ci impegneremo e saremo a fianco del tessuto imprenditoriale, ma saranno poi le imprese a dover trasferire e portare avanti i progetti. Dovrà essere coinvolto anche il mondo politico che conosce il proprio territorio e le sue dinamiche e questo sarà uno dei compiti della Camera di Commercio. Perché politica, impresa e cultura sono le gambe che permetteranno a questi progetti di camminare. Senza conoscenza non esistono progetti».

Antonio Palmieri, segretario generale della Camera di commercio, ha ribadito l’importanza di queste giornate che si concluderanno il 29 giugno con il forum “Per un sistema mediterraneo di sviluppo urbano sostenibile”, una a mattinata di confronto su quanto emerso negli incontri precedenti e per definire le linee di azione future del laboratorio mediterraneo che riguarderanno la sostenibilità dello sviluppo urbano e rurale e la città mediterranea.

Palmieri ha inoltre sottolineato l’importanza strategica dell’area Mediterranea evidenziando la crescita e il dinamismo della sponda Sud ed Est del Mediterraneo, soprattutto nel settore delle costruzioni.

Questi Paesi oggi rappresentano un mercato dalle enormi potenzialità. La loro economia è cresciuta negli ultimi anni a un ritmo medio di circa il 5,6%. E alcune previsioni (Fondo Monetario e Banca Mondiale), riguardanti la sponda sud del Mediterraneo per gli anni 2010 e successivi, indicano un aumento superiore al 5% annuo per paesi come Egitto, Turchia, Siria, Libano e tra il 3 e il 5 per cento per gli altri.

Il Mediterraneo sta acquisendo una nuova centralità nei traffici marittimi mondiali ed europei lungo le rotte Europa-Asia che attraversano il Canale di Suez con prospettive di crescita nel prossimo biennio del 4,5% rispetto a quelle europee dell’1,8% (stime del FMI).

Nei porti mediterranei passa un terzo del commercio mondiale, circa il 30% del petrolio mondiale, due terzi del fabbisogno energetico UE.

Gli investimenti diretti esteri mostrano chiaramente l’attenzione mondiale sull’area dei Paesi MEDA (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia, Turchia, più Libia come osservatore). Se il 40% degli investimenti esteri nella regione restano europei, ormai il 30% proviene dal Golfo, mentre Brasile, India, Cina e altre economie ruggenti sono al 20% e gli Stati Uniti al 10% (rispetto al 25% di 10 anni fa).

Negli ultimi anni il settore delle costruzioni in Africa ha sperimentato un vero e proprio boom: gli investimenti sono cresciuti a un ritmo medio dell’8,5% negli ultimi 8 anni, arrivando a un ammontare di 167 miliardi di euro (341 euro pro capite a PPP).

Nel 2009 la crescita è stata del 9,4% confrontabile con quella di Paesi come la Cina (12,6%) e l’India (14,9%). Nel 2010, mentre nei Paesi industrializzati si osservano decise flessioni degli investimenti (in Europa dell’ordine del 7,9% e negli Stati Uniti del 14,4%) le ultime stime raccolte nel Sistema Informativo Mondiale sul mercato delle costruzioni (SIMCO) del CRESME, indicano per l’Africa una significativa crescita del 6% (a livello mondiale si prevede un calo degli investimenti del 2,6%). Nel 2011, grazie all’avvio di grandi progetti infrastrutturali e al rinvigorirsi dei flussi di capitali esteri, soprattutto indiano e cinesi, le previsioni indicano un riallineamento con la dinamica degli ultimi anni (+7,6%), da confrontare con la crescita attesa a livello mondiale (+3,3%).

Nel Nord Africa, mercato di tradizionale importanza per le imprese italiane, trainate soprattutto dalle opere infrastutturali (48% degli investimenti nella regione), il settore, tra il 2000 e il 2008, è cresciuto a un tasso medio del 7%, arrivando a un valore di 43 miliardi di euro, pari a 559 euro procapite a parità di potere di acquisto. Il rallentamento della crescita degli investimenti nella regione, osservabile nella stima del mercato 2008 (2,5%) è da attribuire alla flessione del segmento residenziale in Egitto e in Tunisia, dove forse il mercato ha risentito in misura maggiore del rallentamento dell’economia europea. Nel 2009, la crescita sembra rinvigorirsi (+5%) trainata dagli investimenti in infrastrutture.

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