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TAURIANOVA (RC), WEDNESDAY 25 NOVEMBER 2020

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Valotta, “Scienza e coscienza”: Abbiamo preso coscienza Lo spettro del secondo lockdown ha obbligato a rimuovere le pie illusioni e le facili speranze: negli ultimi giorni l'Italia intera è ripiombata nell'angoscia di dover rivivere una nuova "chiusura totale"

Valotta, “Scienza e coscienza”: Abbiamo preso coscienza Lo spettro del secondo lockdown ha obbligato a rimuovere le pie illusioni e le facili speranze: negli ultimi giorni l'Italia intera è ripiombata nell'angoscia di dover rivivere una nuova "chiusura totale"

Riceviamo e pubblichiamo

Abbiamo preso coscienza; lo spettro del secondo lockdown ha obbligato a rimuovere le pie illusioni e le facili speranze: negli ultimi giorni l’Italia intera è ripiombata nell’angoscia di dover rivivere una nuova “chiusura totale”. Corsi e ricorsi storici, scomodando Giovan Battista Vico. L’accelerata irrefrenabile dei contagi, da tre settimane a questa parte, ci rivela che qualcosa, se non tutto, ci è sfuggito di mano! Il tempo dello struzzo è finito! Nascondere la testa per non voler vedere intorno, ci ha portato di nuovo sul baratro della pandemia e di conseguenza, la scienza ha dovuto prendere coscienza; non si è riusciti a prevenire ciò che era prevedibile! Non si è fatto nulla per tenerci realmente pronti! L’Italia attendista, è rimasta a guardare, mentre, il nemico microscopico ma immensamente coerente con se stesso, ha continuato il suo percorso, facendosi beffe della nostra scienza altezzosa e superba! Il rischio tangibile, ora che ne stiamo prendendo finalmente coscienza, è quello di oberare paurosamente i reparti di terapia intensiva, con le conseguenze orribili che, come in un déjà vù, riemergono davanti ai nostri occhi! Rischiamo di ripetere considerazioni ovvie: Ma bisogna rammentare che il sistema sanitario Italiano si è rivelato tremendamente fragile ed impreparato da non riuscire a reggere strutturalmente, l’ondata dei ricoveri e delle pressanti emergenze sanitarie, non soltanto nel tanto bistrattato meridione, ma cosa molto più allarmante, persino nel tanto osannato nord Italia! Tempo ce n’era stato, a dire il vero! Da giugno ad ottobre, diciamocelo, niente o poco più di niente, è stato fatto per rafforzare il traballante apparato sanitario nazionale se, nuovamente come sta surrealusticamebte ripetendosi, si deve fare ricorso all’inverosimile, raccapricciante trasferimento dei degenti ospedalieri, presso le RSA! Ma l’avevamo già vissuto questo orrore si o no? E, nonostante la consapevolezza, ma non la presa di coscienza, di una più che probabile recrudescenza del rischio del contagio di “ritorno” dopo l’agognata ma solo apparente, prima “liberazione”. In poche parole ci siamo nascosti gli occhi! Fin troppo convinti di aver superato definitivamente la “fase critica”.
Sulla natura di questo male, la scienza ne ha dette talmente tante, affermando tutto e il contrario di tutto, che per l’uomo comune è diventato davvero un ginepraio difficile da distinguere, tra poche verità e troppe suggestioni. A complicare la già grave situazione relativa alla presa di “coscienza del momento”, da parte della maggior parte della popolazione, hanno contribuito, le categorie mediche giunte alla ribalta massmediatica. Sui palcoscenici televisivi e nei talkshow, virologi, infettivologi, immunologi, epidemiologi, sono balzati agli onori dello schermo ma non certo della scienza, viste le numerose contraddizioni e le tante affermazioni, seguite troppo spesso da subitanee smentite! Molti hanno pensato bene di sfruttare l’occasione per accreditarsi agli occhi del popolo, bramoso di rassicurazioni, passando come scienziati di fama mondiale, assaporando le ambite poltrone degli studi televisivi, scatenando una vera e propria gara tra esperti per l’occupazione di ogni spazio di “divulgazione” possibile. Una gara tra esperti che, nell’insano tentativo di primeggiare sui colleghi per motivi non certo di natura scientifica, ha prodotto un unico risultato: confondere inesorabilmente sempre più le idee! Ognuno ha detto pubblicanente e spesso in diretta, “senza rete”, la propria opinione, spacciandola per inopinabile verità, spesso in contrasto con gli altri dotti intervenuti, senza preoccuparsi della necessità di chiarezza informativa che il delicatissimo momento, evidentemente esige. In situazioni tese come questa che stiamo vivendo il panico infatti è sempre dietro l’angolo. Gli eventi occorsi a Napoli e la notte scorsa al centro di Roma, esecrabili e forse strumentalizzati, potrebbero ripetersi altrove, divenendo i primi, ma non unici, drammatici esempi di come la popolazione stia subendo il contraccolpo isterico di un nuovo paventato, lockdown!
Ridurre al minimo indispensabile i contatti umani è tornato ad essere il dictat tassativo: il principale vettore di trasmissione del virus, la scienza ci dice di prenderne coscienza, rimane purtroppo la socialità che spesso è associata inevitabilmente, alle diverse attività economiche e produttive. Parafrasando il titolo di un notissimo film “Non ci resta che chiuderci”! Toccherà al Governo trovare le soluzioni finanziarie per affiancare tutti coloro che, da questa seconda “chiusura” parziale o totale che sia, saranno inevitabilmente, colpiti economicamente; ugualmente, toccherebbe al Governo ed alla scienza, riorganizzare, una volta per tutte, la nostra malferma e claudicante sanità, mettendo finalmente nelle giuste condizioni, il personale medico e paramedico di operare eroicamente si, ma in totale sicurezza, mediante adeguati dispositivi di prevenzione ed attrezzature efficienti, specie in situazioni di rinnovata emergenza come questa.
Ci tocca prendere per buone queste sante illusioni e comportarci di conseguenza, con molta coscienza! Se vogliamo uscire da questo incubo, non abbiamo altra strada, poiché l’unica cosa reale è di aspettare una cura sperimentata che, allo stato attuale, tarda ad arrivare, nonostante le tante chiacchiere indiscriminate che girano dovunque. Gli esperti su questo sono totalmente divisi e nessuno studio attualmente, promette una concreta soluzione. Per la Scienza, perfezionare un vaccino, è una cosa molto complicata, richiede tempo e, nel caso del covid 19, la cui “natura” è al momento, ancora molto incerta, nessuno è in grado di quantificare i tempi d’attesa. I diversi studi giunti anche in fasi avanzate di sperimentazione, sono stati rallentati per via dell’insorgere di diversi effetti collaterali sull’uomo e la loro ripresa pare piuttosto lenta. Nessuno può asserire al momento, con precisione scientifica, quando sarà pronto un vaccino efficace per tutti, somministrabile alle varie fasce d’età ed alle diverse tipologie di pazienti, affetti contemporaneamente, anche da altre patologie. L’unica “tesi” che oggi, in scienza e coscienza, appare essere quella più attendibile, considerando seriamente da quale voce ci giunge, è il suggerimento etico-morale alla cooperazione, prendendo coscienza che “Da soli non ci si salva”. Maria Concetta Valotta segretario generale della Camera arbitrale.

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