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TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 13 GIUGNO 2024

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Terzo Polo (?). C’eravamo tanti amati… C’eravamo poi lasciati… come pioveva, come pioveva! Una grottesca sitcom ottima per un a telenovela venezuelana ha tenuto banco tra la nuova coppia della rivista italiana, “Calenda & Renzi show”

Terzo Polo (?). C’eravamo tanti amati… C’eravamo poi lasciati… come pioveva, come pioveva! Una grottesca sitcom ottima per un a telenovela venezuelana ha tenuto banco tra la nuova coppia della rivista italiana, “Calenda & Renzi show”

Correva l’anno 2022 a pochi giorni dalla gita di Ferragosto e Carlo Calenda parlava così… “Non farò politica con Renzi, mi fa orrore! Ma chi se ne frega di quello che dice Renzi!”. A distanza di meno di un anno Carlo Calenda (in una sorta di redenzione cangiante in questi mesi nei confronti di Matteo Renzi), “Il partito unico è definitivamente morto (…) Non lo vuole fare e vuole tenersi soldi”. Diciamolo pure che la rottura tra i due “leader”, quello di Azione e Italia Viva, come in ogni divorzio, è stata una questione “spicciola”.
Quello che abbiamo assistito in questi giorni è stata una vera e propria scena del teatro dell’assurdo di Ionesco, un clima grottesco sopravvalutato dai media e soprattutto che quel “Terzo Polo (?)”, non s’ha da fare perché in Italia nei fatti non ce n’assolutamente bisogno. Non c’è spazio nel “Centro”, non esiste il Centro, ma vivaddio siamo in una condizione di bipolarismo dove i nuovi pseudo “aghi della bilancia” possono mettersi l’anima in pace.
Se dovessimo definire questa pantomima dell’assurdo, sarebbe raccolta in un un’unica parola, “Grottesco”, una scenda indicibile che si vedeva di solito nei vicoli più retrogradi del Paese dove nei balconi si gridava lavando i panni sporchi in piazza. Una battaglia social tra due ex fidanzati che si insultano a vicenda e non ci sorprenderebbe se alla fine, tanto sarà il rancore che decideranno di ritornarsi i regali indietro con annessa rimozione delle foto insieme nei vari social, e magari si banneranno a vicenda su Facebook.
Rimpallo di responsabilità tra Iv e Azione
Se leggiamo alcuni passi di questa (grottesca) diatriba, ci accorgeremmo che è solo una questione di soldi, senza fare mille giri specie quando Calenda afferma, “Lo stop deriva dalla scelta di Italia Viva di non votare un documento ieri che avevano dichiarato essere già letto e condiviso. Dietro tutto questo c’è solo un fatto: Renzi tornato alla guida di Iv da pochi mesi non ha alcuna intenzione di liquidarla in un nuovo partito. Scelta legittima ma contrastante con le promesse fatte agli elettori. Dopo mesi di tira e molla – si osserva ancora – ne abbiamo semplicemente preso atto. In un clima volutamente avvelenato da insulti personali da parte di Renzi e di quasi tutti gli esponenti di Iv a Calenda”. Ribatte Italia Viva, “Gli argomenti utilizzati appaiono alibi. Italia Viva è pronta a sciogliersi, come Azione, il 30 ottobre, dopo un congresso libero e democratico. Sulle risorse, Iv ha trasferito fino a oggi quasi un milione e mezzo di euro al team pubblicitario di Carlo Calenda ed è pronta a concorrere per la metà delle spese necessarie alla fase congressuale e a trasferire le risorse dal momento della nascita del partito unico”.
Stiamo parlando di due partiti politici che alle ultime politiche hanno viaggiato con l’8% dei consensi, stiamo parlando di un leader, Calenda, che se non lo votano è colpa degli elettori che non capiscono, ovvero si incazza perché non lo votano, “Gli elettori decidono ma non hanno sempre ragione. Altrimenti non saremmo messi così (14 febbraio 2023)”.
E doveva fare il partito unico con quel Matteo Renzi che si vanta in ogni trasmissione di aver fatto cadere dei governi, dal “stai sereno” ad Enrico Letta fino al Conte bis con il ritiro dei suoi ministri di allora e che in maniera beffarda dopo ave sbarrato la strada a Mario Draghi affermava, “Tutti quelli che incontro mi dicono che ho fatto bene, che il nuovo governo sarà sicuramente migliore di quello passato”, riferendosi al governo Draghi appunto. Poi c’è la svolta giornalistica in un momento delicato per i partiti ossia quello di iniziare l’avventura di direttore di un giornale come Il Riformista, politico e “giornalista”, mentre Calenda dal carattere non facile e quasi simile a quello di Renzi con un “protagonismo” da primo della classe, poteva mai “stare sereno”?
Adesso cosa succederà? Nulla, come nulla è successo dall’inizio perché nei fatti la notorietà diciamolo chiaramente, a questa diatriba come a questa sitcom, è stata pompata e creata da alcuni media, tra televisioni e carta stampata, altrimenti alla gente (specie quella che non va a votare e che non ci andrà ancora per quello che hanno assistito), non gliene frega una beata cippa.
Ma alla fine ci viene in mente un vecchio slogan americano del passato che non vorremmo porre come riflessione collettiva, “Comprereste mai una macchina usata da questi due?”.
C’eravamo tanto amati. Per un anno e forse più. C’eravamo poi lasciati. Non ricordo come fu… come pioveva, come pioveva…
(GiLar)