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TAURIANOVA (RC), VENERDì 23 FEBBRAIO 2024

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Terranova Sappo Minulio si colora di legalità in occasione della Giornata Internazionale della Donna Una giornata iniziata con l'inaugurazione della "panchina rossa" per poi continuare in un'aula gremita di persone, con la presentazione del libro "Una fimmina calabrese" di Paolo De Chiara

Terranova Sappo Minulio si colora di legalità in occasione della Giornata Internazionale della Donna Una giornata iniziata con l'inaugurazione della "panchina rossa" per poi continuare in un'aula gremita di persone, con la presentazione del libro "Una fimmina calabrese" di Paolo De Chiara

Ieri a Terranova Sappo Minulio in occasione della Giornata Internazionale della Donna è stata scritta una lodevole e interessante pagina di cultura contro ogni sopraffazione e violenza.
L’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Ettore Tigani insieme alla sua squadra ed ai consiglieri comunali hanno dato vita ad uno splendido scenario con due iniziative che hanno portato un messaggio di forza e di speranza, condannando la violenza in ogni sua forma.
Quell’ultimo “rifugio degli incapaci” intriso di vigliaccheria e senza scrupoli che ancora oggi dobbiamo fare i conti contro quella mano assassina dell’uomo contro la donna. La comunità di Terranova Sappo Minulio ha dimostrato di non essere indifferente ed è un punto fondamentale di partenza per un percorso virtuoso contro ogni forma di sopraffazione umana all’insegna della legalità.
E in particolare, sposiamo la tesi che la violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani.
E con la “la forza, la bellezza e la determinazione delle donne in occasione della festa delle donne”, come è stato scritto nella pagina social istituzionale del Comune, è stata inaugurata la “panchina rossa” con un nobile motivo ovvero quello di “sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza di genere e per ricordare tutte le donne vittime di violenza”.
Il programma della giornata si è spostato dentro l’Aula Consiliare con la presentazione del libro dello scrittore molisano Paolo De Chiara, “Una fimmina calabrese”, che ripercorre la triste vicenda di Lea Garofalo, una vittima della ‘ndrangheta ammazzata nel 2009 dal suo ex convivente, dopo essere stata torturata spietatamente. Una pagina triste e buia di questo paese, dove ancora le coscienze in un mondo contaminato dalla “montagna di merda” come definiva la mafia Peppino Impastato, hanno ancora bisogno di essere risvegliate alla ribellione e fare in modo che nessuno deve sentirsi più solo come hanno sottolineato anche le forze dell’ordine presenti alla presentazione del libro.
Il sindaco Ettore Tigani ha affermato che in questa giornata “vanno ricordate tutte le conquiste conseguite dalle donne in termini di diritti e di parità di genere” e che pertanto l’Amministrazione Comunale di Terranova “ha ritenuto di installare una panchina rossa, all’interno dell’area verde esistente lungo la via Padre Idà, adeguatamente riqualificata con la messa a dimora di sette alberi e l’illuminazione della fontana di pietra, a significazione e simbolo empirico che la donna va solo lambita con un fiore e non deve essere mai destinataria di alcuna forma di violenza, ed inoltre, “va esaltato il coraggio e la determinazione della donna allorquando di ribella alla violenza a tutela di se stessa, delle altre donne e dei figli, come il caso di Lea Garofalo, cui si è ispirato l’autore del libro “Una Fimmina Calabrese”, Paolo di Chiara”.
Durante il dibattito in un’aula gremita di persone e quindi con un’alta partecipazione di interesse si sono susseguiti gli interventi dell’ex deputato Angela Napoli, già componente della Commissione Parlamentare Antimafia che ha sottolineato l’importanza della donna in ogni sua forma, ma soprattutto che è stata l’unica ad aver fatto un’interrogazione parlamentare in merito alla vicenda di Lea Garofalo. Così come pure Don Pino Demasi ha affermato con forza che “la Calabria è donna” e che le donne che una volta “indossavano il fazzoletto nero in testa, adesso vanno a parlare nelle scuole contro la mafia”, nei fatti una “rivoluzione culturale” c’è stata.
Mentre lo scrittore Paolo De Chiara, autore appunto del libro oggetto di dibattito, ha sottolineato con evidente stupore che non è possibile che in un “paese normale occorre fare una legge per dire agli uomini che le donne non vanno ammazzate”, oltre poi a proseguire il suo dibattito sulla pericolosità delle mafie e sulla vicenda così tormentata della povera Lea Garofalo.
L’assessore alla cultura Laura Albanese ha affermato con grande soddisfazione, sia nella veste di amministratore che come donna che, “Terranova Sappo Minulio si è colorata di legalità e che va condannata ogni forma di violenza qualunque essa sia. E la panchina come la presentazione del libro è stato un chiaro segnale che va nella giusta direzione”, inoltre ha voluto fermamente sottolineare la grande collaborazione avuto con il sindaco Ettore Tigani per la riuscita dell’evento così come l’apporto sostanziale della consigliera comunale Carmen Larosa, insieme a tutta la squadra amministrativa.
In Italia secondo i dati della Direzione centrale della polizia criminale, viene ammazzata una donna ogni tre giorni, e l’allarme lanciata è che si tratta di un trend in aumento. È solo una questione culturale? Balzac in tempi non sospetti ci disse che l’ignoranza “è la madre di tutti i crimini. Un crimine è, prima di ogni altra cosa una mancanza di ragionamento”. Appunto, ragionare, ma con una grande dose culturale e di divulgazione culturale, così come ha fatto il Comune di Terranova Sappo Minulio.

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