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TAURIANOVA (RC), VENERDì 21 GIUGNO 2024

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Taurianova: raid alla “Monteleone” e teste a soqquadro

Taurianova: raid alla “Monteleone” e teste a soqquadro

| Il 13, Mar 2012

Editoriale di Salvatore Lazzaro

Taurianova: raid alla “Monteleone” e teste a soqquadro

Editoriale di Salvatore Lazzaro

 

 

Prima di tutto la solidarietà doverosa alla direttrice della scuola, la professoressa Aurora Placanica, al corpo docente e non, nonché a tutti gli alunni e alle loro famiglie, tutto sommato le uniche vittime incolpevoli del vergognoso raid teppistico che ha messo a soqquadro, provocando ingenti danni, il I Circolo didattico “A. Monteleone” di Taurianova.

Con l’invito a non scoraggiarsi e a procedere spediti nel loro pregevole impegno didattico. Anche se ci vorrà un po’ di tempo – e non solo per la scuola ma per tutta la comunità taurianovese – per superare lo sconcerto e la rabbia provocati dall’assurda e gravissima bravata.

Anche se vi è da chiedersi: ma si tratta davvero di una bravata? Davvero sono stati quattro bulletti da due soldi a causare quel po’ po’ di disastro? Ovvero, la matrice dal devastante atto vandalico va veramente ricercata all’interno degli alunni frequentanti la “Monteleone”?

Si tratta – non dimentichiamolo – di ragazzini che al più avranno 12 anni. Possibile che a quest’età vi sia tanta tempesta ormonale, unita a cattiveria gratuita, sì forte da spingere qualcuno a “sfogarsi” con i suppellettili e altro della propria scuola?

Purtroppo, la risposta è sì, in teoria sarebbe possibile.

Nessuna meraviglia. Le scuole d’Italia, di ogni ordine e grado, registrano con molte frequenza siffatti episodi. Che quasi sempre rimangono impuniti (un classico: allagare l’Istituto per saltare il compito). Si tratta di “vandalismo minatorio” che evidentemente infiamma gli animi di tanti adolescenti con manie di protagonismo, sia pure recitato all’interno del gruppo di riferimento.

E non è detto – come una volta si portava a credere – che gli autori di cotanto sfregio provengano da famiglie degradate. Da tempo, come ci insegna la cronaca, anche le famiglie “per bene” stentano ad allevare virgulti altrettanto “per bene”.

E la scuola lì, a combattere contro queste devianze. Unica trincea formativa che si sforza di indirizzare nel giusto alveo del rispetto delle regole e della buona creanza i ragazzi a essa affidati. Oltre che instillare loro l’apprendimento vero e proprio. Correndo pure qualche rischio. Non di rado gli stessi insegnanti vengono presi a male parole, o minacciati, anche da ragazzini cui ancora la bocca puzza di latte materno.

Quanti corsi sulla legalità si tengono annualmente in tutte le scuole, specialmente in Calabria, terra oltremodo bisognosa di legalità? Penso si perda il conto. E poi, alla fine, succedono questi fattacci.

Ma – come si diceva – non bisogna scoraggiarsi. Evitare la tentazione di gettare la spugna.

Perché, alla fine, si tratta davvero di un’infima minoranza che si vanta di assumere comportamenti oltraggiosi verso la più importante agenzia educativa di una comunità.

Nel caso specifico, oltre ai danneggiamenti alle cose, vi è considerare anche la scritta minacciosa tracciata sulla lavagna (con corretta ortografia. Però…). Che vuol dire, infatti, “vi deruberemo di tutto fino a che la scuola non sarà chiusa?” . E perché la scuola dovrebbe essere chiusa? Per regalare una lunga vacanza ai pelandroni di turno? E questa cosa è davvero possibile? Santa (si fa per dire) ingenuità (si rifà per dire)!

Ma che hanno in testa questi giovanotti? Credono davvero di vivere in un eterno Facebook dal cazzeggio infinito?

E le famiglie? Le famiglie controllano la loro prole, o hanno paura di farlo per non scoprire l’eventuale “piccolo mostro”, ribelle per partito preso, guappetto per principio e tetragono agli studi e al galateo? Che fanno, delegano, con la speranza che tutto vada bene? E se scoprono qualcosa, intervengono per correggere? E se sì, come intervengono, con quanta decisione, con quanta autorità?

Detto questo, è chiaro che la spedizione contro la “Monteleone” può averla compiuta chiunque. Anche annoiati garzoncelli di altre scuole. Anche ragazzi mal cresciuti e allo sbando. Gente che se ha studiato non ha cavato un ragno dal buco. I soliti vagabondoni che, a tempo perso e favoriti dal buio, si dilettano a danneggiare l’arredo urbano.

Ma potrebbe trattarsi anche di professionisti della microcriminalità, che, non avendo furti o rapine da compiere, per una notte si sono “allenati” con la scuola.

E’ tutto possibile. E su questo tutto possibile indagano i carabinieri.

Ma intensificare gli strumenti e le azioni di prevenzione sarebbe cosa buona e giusta.

Per esempio, perché non installare telecamere (ovviamente ben occultate) negli edifici pubblici, scuole comprese? I privati lo stanno facendo. Si attrezzino anche le strutture pubbliche. Con buona volontà, anche eventuali problemi di fondi si possono superare.

Insomma, cerchiamo di far capire a chi si vuole tirare fuori dal consorzio civile che non sempre può farla franca.

redazione@approdonews.it