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TAURIANOVA (RC), MERCOLEDì 12 AGOSTO 2020

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Taurianova, elezioni comunali tra finocchi di timpa e una ricotta in mano! I candidati a sindaco restano sempre due, Biasi e Scionti, alcuni fanno solo riunioni, altri fanno i corteggiatori, e la “ciambrella” galleggia

Taurianova, elezioni comunali tra finocchi di timpa e una ricotta in mano! I candidati a sindaco restano sempre due, Biasi e Scionti, alcuni fanno solo riunioni, altri fanno i corteggiatori, e la “ciambrella” galleggia

L’attesa è che si apra al più presto quel proscenio trapuntato di incertezze e ornato si tatticismi, ma sono quelli che di solito utilizzano chi vorrebbe barare. Ma ignari che l’avidità del tempo alla fine spariglia le carte, rendendole scoperte.
Pian piano si avvicinano come un inesorabile clessidra frettolosa quei giorni che da qui al 21 agosto si dovranno presentare le liste (corredate dalle firme, seppur dimezzate), per affrontare l’ennesima campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Taurianova, ma tutto vige in una fase di stallo. Non c’è trasparenza di intenti, non c’è una nota stampa che attesti l’interesse e la volontà di fare quel bene, ma soprattutto di dare quella cura severa che il paese ne ha fondamentalmente bisogno. Nulla. Ci sono solo figure come in un carillon che girano a ruota per capire come dovrebbero comportarsi e magari, con chi allearsi per un’ipotetica sicura vittoria.
Riunioni che si alternano dove alla fine, si rivelano come un amplesso andato cilecca o peggio un eiaculazione precoce, come lo scoppio di un petardo con la polvere bagnata.
Incontri, riunioni, richieste, “corteggiamenti” non corresposti di liste da parte del protagonista principale. Lunghe serenate come si faceva una volta sotto la finestra di attuali potentati istituzionali per avere quel sì figlio del cuor (e dell’interesse politico) che non si comanda.
Taurianova è figlia di anni nati tra le macerie del non guastarsela con nessuno e le “tapparelle abbassate”, è quella c”città d’arte” dove l’unica arte è quella che il grande Flaiano gli riconosceva agli italiani, “si corre sempre in aiuto ai vincitori”.
Eppure ancora oggi noi abbiamo la certezza di due candidati a sindaco, ovvero due ex sindaci, Roy Biasi e Fabio Scionti, ognuno con due caratteri diversi, ognuno protagonista in periodi diversi, il primo quando ancora c’era la “Lira”, il secondo pochi mesi fa.
Di Biasi si sa solamente che non vuole alleanze con il resto del centrodestra, ma che vorrebbe affrontare l’avventura delle elezioni di settembre da solo (accompagnato da un paio di liste civiche), mentre si fanno riunioni a Palazzo Campanella che percercare di “ripianare” gli animi con le interpartitiche che alla fine sembra il gioco della bottiglia su chi viene preso in giro per prima. Invece di giocarsi una cassa di birra si vedono per chiacchierare sul nulla, in quanto ognuno non conosce il gioco dell’altro, e si accavallono tattiche e diciamolo pure, perdite di tempo. Biasi andrà da solo, la Lega non si presenterà alle riunioni anche se da fonti autorevoli abbiamo appreso che addirittura sono scesi da Milano per gestire le fasi pre-elettorali in Calabria. Domenica prossima ci sarà l’ennesima presenza di Matteo Salvini a Reggio Calabria, sembra che nella Città Metropolitana, c’è l’accordo per il manager Antonino Minicuci con il centrodestra unito, mentre a Taurianova? Non è dato saperlo anche se si sa, parliamoci chiaramente. Biasi non si vuole sedere con Forza Italia, non si comprende se con Fratelli d’Italia e l’Udc quali siano le sue posizioni, anche se, opinione utopica, non escluderei questi ultimi a fare la corte a Biasi per allearsi… a pensar male si fa peccato, ma…
Sull’altro fronte non si sa nulla, tutto tace. Fabio Scionti sembra che ha una sua lista, poi c’è il Partito Democratico e forse altre due liste, una che dovrebbe formare il “fedelissimo” Fausto Siclari e l’altra, lex assessore Luigi Mamone in quanto non farà parte dei giochi la lista “A testa alta”, e non si comprende (francamente) chi ancora gli sia rimasto al suo fianco, ma sembra che “Orgoglio Sud” abbia chiuso l’accordo, sembra però. Nei fatti la politica è formata da porte girevoli con le cerniere difettose ed a volte mancano pure quelle, e le porte cadono.
Fabio Scionti, adottando il principio di Seneca, dovrebbe essere in questo momento un Magnus gubernator et scisso navigat velo ossia, “timoniere di valore”, colui che “continua a navigare anche con la vela a brandelli”. Ci riuscirà?
Intanto le difficoltà a fare le liste riguarda tutti quanti, c’è poco da fare tattiche dire fandonie per stravaganti liste pronte multinumeriche, quando poi dietro c’è il nulla mischiato con la fuffa. Se si pensa che stanno chiedendo di candidarsi a chiunque, dal ricottaro, al venditore di candeggina, finanche all’arrotino…
Alla fine quel che resta è solo un mazzo di finocchi di timpa in una mano, e “mangiatevi una ricotta” nella seconda…
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